Vi ricordate l’applicazione per iPhone che aiuta gli americani a riciclare l’alluminio? Ora ne arriva un’altra, questa volta italiana, che serve per trovare i contenitori dove gettare il Tetra Pak: Tiriciclo.
Tiriciclo, in realtà, è anche di più: è un sito web che contiene informazioni su come nasce, e come si ricicla, il Tetra Pak. Ma anche notizie sul riciclo dei contenitori per alimenti e, ovviamente, la mappa aggiornata dei cassonetti riservati a questo materiale.
Interessanti anche le Faq, che rispondono alle domande basilari sui materiali riciclati ma anche a quesiti più complessi, come nel caso di alcuni aspetti economici del riciclo che rendono più o meno conveniente chiedere al cittadino un determinato comportamento piuttosto che un altro.
Secondo il rapporto On-Re, stilato da Legambiente in collaborazione con Cresme (Centro Ricerche Economiche Sociali di Mercato per l’Edilizia), sono già più di settecento i comuni che si sono dati da fare per l’edilizia sostenibile. 705 comuni, per la precisione, che hanno un regolamento per raggiungere obiettivi di sostenibilità come il risparmio energetico, la diminuzione delle emissioni di CO2 dal riscaldamento, il recupero delle acque piovane e l’utilizzo dei materiali riciclati nell’edilizia.
506 comuni, ad esempio, prevedono nei loro regolamenti l’isolamento termico degli edifici; 531 comuni hanno un obbligo, o un incentivo, relativo all’installazione di impianti energetici da fonti rinnovabili (dal solare termico ai pannelli fotovoltaici); 353 comuni affrontano il tema, troppo spesso sottovalutato, dell’orientamento degli edifici e della schermatura delle case con gli alberi.
I parametri considerati nel rapporto sono veramente molti. Se volete sapere se il vostro comune è fra quelli virtuosi non vi resta che cercarlo nel rapporto On-Re 2010.
Via | Legambiente
Foto | Flickr

Un albero di Natale addobbato (quasi) esclusivamente con materiale riciclato è quello che staziona davanti alla scuola elementare di Moriggia. Gli alunni della scuola, insieme a genitori e insegnanti sono infatti gli artefici dell’albero.
Tra i materiali riciclati utilizzati per abbellire l’albero bottiglie di plastica, rotoli di cartone, carta di giornale e sacchetti di plastica. Non riciclate solo le fascette di plastica (comunque poi riciclabili) con cui gli addobbi sono stati fissati alla struttura, smontabile e riutilizzabile il prossimo anno.
Via | Varesenews

Green à Porter è un evento moda in cui sulla passerella sfilano modelle che indossano capi fatti con materiali riciclati e fibre naturali e bio con il fine di valorizzare le risorse locali. Si tratta dunque di una moda a km zero.
Nello specifico Green à Porter, lanciata nel 2009 dall’associazione bolognese Impronta Leggera, ha in progetto una sfilata il 5 dicembre a Catania presso il Centro culture contemporanee Zo nell’ambito del Festival energie alter-native. Sulla passerella creazioni di stilisti siciliani indossate da modelle non professioniste ma sensibili ai temi legati all’ambiente.
Le foto della gallery si riferiscono alla sfilata di Palermo dello scorso aprile.
Sfilata di moda a chilometri zero

Via | BlogSicilia
Foto | ImprontaLeggera

Un quadro su quella che è la filiera dei rifiuti in Italia è stata stilata nei giorni scorsi da Confindustria Fise-Unire, Unione nazionale imprese recupero e da Fondazione per lo sviluppo sostenibile nel dossier L’Italia del riciclo 2010. Il patrocinio è del Ministero per l’Ambiente. Lo scenario è ancora una volta desolante: non ricicliamo abbastanza, perdendo così ricchezza.
Nello studio si legge:
Il settore del riciclo rifiuti risente della crisi registrando un calo in termini assoluti dei quantitativi gestiti, dovuto alla flessione della produzione e quindi anche della domanda di materie prime ricavate dai rifiuti, pur a fronte di un progressivo e continuo aumento dei tassi di riciclo in tutte le filiere anche per la contrazione dei consumi; aumentano le esportazioni di materiali riciclati, dirette soprattutto verso i Paesi in forte sviluppo economico (Cina su tutti) che offrono nuovi sbocchi al settore.
Insomma ricicliamo di meno e quel poco che ricicliamo lo mandiamo all’estero. Già nel 2008 il quadro era analogo. Per quest’anno si è registrata una flessione del 24,7%, cioè di 24milioni di tonnelllate. Secondo il rapporto la causa è dovuta a:
tale riduzione è dovuta principalmente al forte calo dell’industria siderurgica e quindi dell’impiego di rottami ferrosi che è diminuito di 6,7 milioni di tonnellate, pari al -34,4%. L’alluminio avviato al riciclo nel 2009 è calato del 27,9%, così come anche il riciclo di altri materiali: del 10% quello della carta, del 4,4% quello del legno, del 9,9% quello della plastica e del 3,2% quello del vetro.
Sono a Roma per il liveblogging e Jean Philippe Imparato direttore della filiale italiana chiede aiuto ai presenti, tra giornalisti e blogger una sessantina, per conoscere quali siano le necessità dei clienti che sceglieranno un auto elettrica. In pratica stamattina sono presentate C-Zero, veicolo elettrico, Berlingo Venturi veicolo da trasporto sempre elettrico con un autonomia di 100km e REVOLTe, ibrida de luxe destinata al mercato femminile, con cui Citroën spera di bissare il clamoroso successo che fu della 2CV.
Ha preso la parola Peter il responsabile della mobilità sostenibile. Il primo obiettivo è la riduzione delle emissioni e la sicurezza. Il gruppo si definisce un passo avanti nella soluzione di mobilità per il futuro. L’obiettivo è diventare più globali e nei prossimi 10 anni l’85% della crescita automobilistica proverrà dai mercati asiatici e America latina. Una delle ambizioni è lo sviluppo responsabile abbinato a un comportamento etico e morale. Alla base la questione del cambiamento climatico ma la mobilità delle auto sono una delle chiavi per lo sviluppo. Ma sappiamo anche che le auto inquinano e dunque la strategia è mettere sui mercati auto che non inquinano. Ci sono attività di ricerca sia sulla diminuzione delle emissioni sia sui veicoli elettrici. Le auto usano circa il 20% di materiali riciclati, biopolimeri o fibre. L’uso di questi materiali consente di incrementare l’industria del riciclo e di alleggerire il peso dell’auto contribuendo a ridurre le emissioni di CO2.
C-Zero, l’ibrido Revolt-e e Berlingo Venturi
Presso Eco Hotel, salone del risparmio energetico della Fiera Expo Riva Hotel, saranno presentate le soluzioni di bioarchiettura e bioedilizia per strutture turistiche e ricettive efficienti dal punto di vista dei consumi e altrettanto piacevoli da vivere o visitare.
Une sempio dell’integrazione tra ecosostenibilità e industria del turismo è il Bio Hotel, la ricostruzione di un edificio alberghiero ecosostenibile, realizzata in pannelli modulari multistrato in legno. Il Bio Hotel è un albergo sostenibile anche all’interno: è decorato con prodotti naturali o ottenuti dal recupero e dal riciclo di materiali di scarto.
In più, nella hall del Bio Hotel è possibile visitare l’area relax, una richiesta sempre più frequente da parte degli amanti del benessere, ma molto dispendiosa in termini di emissioni. All’interno del Bio Hotel l’area benessere è ricavata in uno spazio inferiore ai 45mq, completo di tutto ciò che serve per rilassarsi, dalla palestra al bagno turco.
Nella realizzazione del prototipo di Bio Hotel sono state coinvolte numerose aziende, leader nei campi della bioedilizia e dei rivestimenti ottenuti da materiali riciclati. Chissà se servirà d’esempio all’industria del turismo, che dovrebbe cominciare a fare i propri bilanci ambientali e orientarsi verso la domanda di servizi turistici sempre più sostenibili.
Foto | Flickr
Se state leggendo questo post di sicuro sarete tra i ritardatari dell’albero di Natale o tra quelli che non hanno fatto in tempo a raccogliere abbastanza scarti per realizzare un albero di Natale con materiali riciclati. Ecco qui la soluzione ideale che fa per voi: un albero di Natale fatto con le grucce, che alla fine delle feste potranno tornare al loro posto nell’armadio.
Seguendo passo dopo passo il tutorial di SunniSun, potrete realizzare in poche mosse la struttura per un albero di Natale fatto riutilizzando qualcosa che già avete in abbondanza: le grucce.
Invece di ricoprire poi la struttura con la fibra sintetica, potete adoperarvi a coprire l’albero con ghirlande fatte di frutta e spezie o ad addobbarlo riciclando vecchie lampadine o con decorazioni natalizie realizzate con arance secche. Oppure addobbarlo come più vi piace assecondando la vostra fantasia. Mentre ci pensate, cominciate a svuotare gli armadi!
Foto | Flickr

Se solo da quest’anno avete deciso di fare l’albero con materiali riciclati, avrete da qualche parte delle vecchie lucine di Natale, conservate in attesa di essere riusate, riparate o riciclate. E’ giunto il momento di trasformale in preziosi gioielli, ideali da mettere sotto l’albero per illuminare di gioia fidanzate, sorelle ed amiche.
Trasformare le lucine in accessori eco-fashion è semplicissimo, basta procurarsi dei gancetti, dei vecchi fermagli per orecchini e delle vecchie catenelle o altri tipi di corda, filo o lacci, a seconda del gusto, riciclandoli da altri oggetti.
Basterà staccare le lampadine singole dal filo al quale erano legate e forarle, per poi far passare nel foro il gancetto da legare ai fermagli per gli orecchini o la catenella per le collane. Coloro che vogliono essere proprio originali, potranno realizzare i gioielli riciclando anche il filo delle luci di Natale, eliminando le piccole lampadine in eccesso o tenendone tre o cinque per la collana. Qual è il posto migliore dove mettere le vecchie lucine di Natale? Sul decolletée e alle orecchie di coloro che riceveranno questo bellissimo coordinato di gioielli come regalo di Natale.
via | ecouterre

Per portare in casa l’atmosfera di Natale, non c’è niente di meglio che addobbare la casa con decorazioni natalizie fatte utilizzando materiali riciclati, così come per l’albero. Se in casa ci sono dei bambini, la calza di Natale realizzata riciclando le buste di plastica, è tra le decorazioni fai-da-te più belle che si possano creare.
Chi non ha dimestichezza con il lavoro a maglia o all’uncinetto, può consultare la Guida Maglia&Crochet su Pinkblog, mentre chi è già esperto può consultare il pattern su Myrecycledbags. Una variante della calza di Babbo Natale per decorare la casa è di creare tante piccole calze da appendere all’albero, sul camino e alle finestre.
Se lavorare a maglie non è proprio ciò che fa per voi, non abbandonate l’impresa ed i sacchetti di plastica: la calza si può riprodurre appallottolando pezzettini di plastica di diverso colore ed incollandoli uno accanto all’altro su una sagoma di cartone che avrete precedentemente ritagliato sulla base del piedone di Babbo Natale o dei piedini dei vostri bambini.