Una compagnia di estrazioni australiana ha annunciato pochi giorni fa di avere in cantiere un progetto per aprire una enorme miniera di uranio in Groenlandia. E qual è la notizia? Che in Groenlandia questa attività è stata vietata più di venti anni fa, e quindi questo progetto preoccupa non poco gli ambientalisti. Sia per l’impatto ambientale in una regione delicata e già gravemente minacciata dai cambiamenti climatici, sia per l’impennarsi della corsa al nucleare, che a quanto pare sta riprendendo non solo da noi.
La notizia mi arriva da una mailing list Anti-nuclear di cui fanno parte ricercatori e ambientalisti provenienti soprattutto dei paesi del nord europa. La persona che ha fatto la segnalazione ha allegato articoli in danese, ma non ho trovato niente in lingue a me più comprensibili. Però, cercando su internet la “Greenland Minerals and Energy”, la compagnia australiana in questione che per l’occasione ha cambiato nome, in effetti oltre ai progetti in Australia sbandiera questo “grandioso progetto” in Groenlandia.
Il progetto riguarda la piccola città di Narsaq, nel sud della Groenlandia. La compagnia ha ottenuto la licenza per fare indagini in un’area di 82 kmq per studiare tre intrusioni rocciose e il contentuo di uranio, litio, berillio, zirconio e elementi rari. Una licenza per una attività di estrazione illegale? “Ni”, perchè nei prossimi giorni il governo ha messo in programma la discussione di togliere questo divieto (dopo aver già dato l’incarico), causando ovviamente le proteste della popolazione, preoccupate anche per l’impatto sull’economia della zona, basata su pesca e turismo.
Foto | nick_russill
“Questo è il luogo dove sognano le formiche verdi” - attivista aborigeno
Wo die grünen Ameisen träumen di Werner Herzog. Con Norman Kaye, Bruce Spence, Ray Barrett. Genere Drammatico, colore 110 minuti. - Produzione Australia 198
Una comunità di aborigeni si oppone ai progetti di una compagnia mineraria intenzionata a creare un giacimento in una zona ritenuta sacra, dove, secondo la tradizione, vengono a “sognare” le formiche verdi: i racconti dei nativi di tale regione australiana affermano che il giorno in cui le formiche verdi smetteranno di sognare l’intera umanità soffrirà.
Da spettatore della vicenda, un geologo, incaricato dalla compagnia mineraria di studiare tale territorio, si ritroverà ben presto a lottare per la causa portata avanti dagli insoliti “attivisti” aborigeni.
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“Quando si trova l’oro non si torna più indietro” - Makena Diop
La corsa al carbone recentemente rilevata dagli esperti è una realtà che si tocca con mano anche nella nostra Europa. Nel Galles meridionale è infatti tornata l’era del carbone: si aprono nuove miniere e si richiamano i minatori al lavoro. Si progettano anche nuove miniere profonde, cosa che non accadeva dagli anni ‘70.
Fra poche settimane aprirà la miniera di Cwmgwrach (eh sì, avete letto bene!), nella Neath Valley, dove saranno impiegati 60 minatori. Ma il colpo grosso verrà messo a segno con l’apertura della vicina miniera di Aberpergwm, dove le grosse riserve di carbone richiederanno circa 200 nuovi minatori.
Gerwyn Williams, presidente della Unity Power, che sta aprendo la miniera di Cwmgwrach, ha detto che la sua azienda prevede di aprire in Galles altre quattro miniere, per arrivare ad una produzione di carbone di un milione di tonnellate all’anno. Williams si è anche dichiarato ottimista sul mercato del carbone, perché non crede che le energie rinnovabili saranno in grado di colmare il crescente deficit energetico europeo.

L’Italia è il 4° paese col maggior numero di cellulari al mondo. Attualmente sul pianeta terra 2 miliardi di persone sono allacciate alla rete telefonica e si vendono trimestralmente 200 milioni di nuovi apparecchi cellulari. Mediamente la vita media di un cellulare è di 18 mesi negli USA e di 15 in Europa. Notare bene che nella maggior parte dei casi non si cambia cellulare perché si rompe o perché va in tilt. La sostituzione avviene piuttosto perché gli utenti occidentali sono sempre alla ricerca dell’ultimo ritrovato tecnologico e finiscono inevitabilmente per acquistare l’ultimo modello di cellulare solo perché più nuovo e non perché effettivamente ne ha un bisogno effettivo.
Tutto ciò si traduce in un business miliardario (nel senso di euro) non esente da problematiche di tipo etico e ambientale. Ma andiamo con ordine…