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Tutti gli articoli con tag ministro per lo sviluppo economico

Paolo Romani, nuovo Ministro per lo Sviluppo

pubblicato da Marina

Paolo Romani futuro Ministro per lo Sviluppo Paolo Romani, dalle 19,00 di questa sera potrebbe essere nominato nuovo Ministro per lo Sviluppo, dopo 150 giorni di reggenza ad interim di Silvio Berlusconi.

Ecoblog si interessa alla sua nomina poiché sarà proprio il nuovo Ministro, dopo la debacle di Claudio Scajola, a dover seguire i lavori per la costruzione delle centrali nucleari. E non solo, ma anche del ponte sullo stretto e di centinaia di altri opere pensate piuttosto che per migliorare la vita per distruggere inesorabilmente il nostro territorio.

Al momento Paolo Romani è ancora vice ministro allo Sviluppo economico. Di fatto è il braccio destro del Premier poiché lo ricalca e lo segue sia dal punto di vista politico sia dal punto di vista imprenditoriale. Eh già, anche Romani arriva dalla tv e la conosce molo bene. E’ stato sottosegretario alla Comunicazione (qui la biografia secondo Marco Travaglio)

Per Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, si profila, nel caso della nomina a Ministro un evidente conflitto di interesse, opinione espressa, tiene a precisare senza alcun livore:

Sarà bene ricordare che proprio Romani ha chiesto una radicale modifica della par condicio e ha chiesto l’azzeramento di tutte quelle trasmissioni Rai che non piacciono al presidente del Consiglio convocando nel suo ufficio anche riunioni dei consiglieri del cda Rai. Se questo quadro dovesse realizzarsi sarà bene che tutte le opposizioni presenti e non presenti in parlamento si riuniscano, diano vita ad un coordinamento per la difesa della Costituzione e per la salvaguardia di quello che resta dell’articolo 21 e decidano le mosse da fare da subito dentro e fuori il parlamento.

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Vincono i petrolieri: le autocisterne possono continuare a circolare. In Gazzetta Ufficiale la deroga per le merci pericolose.

pubblicato da Peppe Croce

In Gazzetta Ufficiale la proroga per le merci pericoloseCon la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n.59 del 12-3-2010 del decreto del 18 febbraio 2010 i petrolieri possono continuare a far circolare liberamente gasoli, benzine, e altri prodotti petroliferi pericolosi sia per la salute umana che per l’ambiente. Una proroga, quella contenuta nel decreto che autorizza la circolazione oltre il 1 gennaio 2010 dei veicoli anche se non dotati di Abs e rallentatori di velocità, molto attesa dalle associazioni di categoria del petrolio, come conferma Confcommercio:

Confcommercio, Assopetroli e Unatras (a quest’ultima fanno capo una numerosa serie di sigle sindacali del trasporto) hanno chiesto con una lettera inviata al ministro dei Trasporti, Matteoli, al ministro per lo Sviluppo Economico, Scajola, al sottosegretario ai Trasporti, Giachino, al capo Dipartimento dei Trasporti terrestri, Fumero, e al direttore della Motorizzazione Civile, Vitelli, l’apertura urgente di un tavolo di confronto per discutere e programmare la sostituzione graduale dei veicoli cisterna più anziani auspicando che il Governo si avvalga – come accaduto in Francia ed in altri Paesi europei – della possibilità prevista dalla direttiva europea di concedere deroghe per la circolazione in ambito nazionale.

Anche altri paesi europei hanno optato per la proroga, nonostante il fatto che la direttiva europea che disciplina il trasporto di merci pericolose sia del 2008, cosa che avrebbe dato abbastanza tempo a tutti di adeguarsi. Le autocisterne, quindi, continuano a circolare anche senza i dispositivi di sicurezza. Si spera, a questo punto, che la fortuna accompagni gli autotrasportatori: ogni sversamento di idrocarburi o altri materiali pericolosi, come nel caso degli incidenti stradali, è infatti pericolosissimo per la salute umana e, allo stesso tempo, un piccolo disastro ecologico.

Via | Gazzetta Ufficiale

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Nucleare, Sarkozy: accattatevillo! Scajola: vengo anch'io!

pubblicato da Peppe Croce

Sarkozy invita le banche a finanziare il nucleare

Aprendo la conferenza internazionale sull’accesso al nucleare civile di Parigi il Presidente della Regpubblica Francese, Nicolas Sarkozy, ha toccato uno degli argomenti più discussi nella grande questione nucleare: l’ostracismo da parte della grande finanza internazionale nei confronti dell’atomo. In particolare Sarkozy ha detto:

Non capisco e non accetto l’ostracismo ai progetti nucleari da parte delle istituzioni finanziarie

In realtà Sarkozy la cosa la capisce benissimo, anche se non lo dice: gli istituti finanziari preferiscono altre forme di investimento nel settore dell’energia, specialmente le rinnovabili. Anche perchè è noto a tutti che il nucleare lo paga il pubblico e non il privato, in tutto il mondo. Si è sempre fatto così e così si continuerà a fare, vista anche la recente decisione di Obama di finanziare due nuove centrali negli Stati Uniti.

Alla stessa conferenza internazionale ha parlato anche il nostro Ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, che ha ribadito la ferma intenzione del Governo Berlusconi di tornare al nucleare. Scajola ha persino fornito una data:

Il programma nucleare italiano procede nei tempi previsti. Il Governo italiano sta creando le condizioni necessarie affinchè le imprese possano avviare i lavori per la costruzione della prima centrale nucleare entro il 2013

Fretta, frettissima. Prima che gli italiani abbiano il tempo per farsi un’idea ben informata sul nucleare e, soprattutto, a dispetto di qualunque opposizione delle Regioni sui possibili siti.

Via | Agi, Libero
Foto | Flickr

Nucleare: anche Legambiente punta tutto sulle elezioni regionali

pubblicato da Peppe Croce

Nucleare: anche Legambiente guarda alle regionali Il Governo ha appena licenziato il decreto per l’individuazione dei siti nucleari ma Legambiente è già passata al contrattacco. E se è stato lo stesso Ministro Claudio Scajola a tranquillizzare i presidenti delle Regioni affermando che il loro parere sarà fondamentale per decidere dove impiantare ogni centrale nucleare, l’associazione ambientalista ribatte mettendo in fila, uno per uno, tutti i candidati alle presidenze delle Regioni che hanno già affermato la propria indisponibilità a qualsiasi tipo di ritorno all’atomo.

Legambiente, infatti, ha sottoposto agli aspiranti governatori una semplicissima domanda: “una centrale nella mia Regione sì o no?”. In 23, sia di centro destra che di centro sinistra, hanno risposto con un secco “no” e solo sei governatori hanno accettato il nucleare e, tra loro, ci sono dei distinguo interessantissimi.Uno su tutti quello del lombardo Formigoni che si mostra favorevole agli impianti nucleari ma non sul proprio territorio.

Secondo il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza

Sul nucleare il Governo ha deciso, ma come farà ora a convincere la popolazione se non ha convinto nemmeno i candidati della maggioranza alle regionali?

Una domanda molto interessante che, da una parte, lascia presagire forti conflitti e continui appelli alla Corte Costituzionale mentre, dall’altra, aggiunge un’altra big dell’antinuclearismo italiano tra i soggetti che invitano i cittadini a recarsi alle urne, il 28 e 29 marzo, e scegliere i candidati contrari al nucleare. La stessa strategia è stata presa, pochi giorni fa, da Greenpeace.

Via | Legambiente
Foto | Legambiente

Nucleare: il Cdm licenzia il decreto per la localizzazione dei siti

pubblicato da Marina

Il Cdm licenzia il decreto per l'individuazione dei criteri per i siti nucleari

Il primo passo verso la costruzione delle centrali nucleari in Italia è stato fatto: oggi il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto per l’individuazione dei siti su cui saranno installate le centrali nucleari dal 2013 e il Governo prevede che la produzione di energia possa iniziare nel 2020.

Ha spiegato Claudio Scajola, Ministro per lo Sviluppo Economico:

Il provvedimento si caratterizza per due aspetti: la trasparenza e il rispetto assoluto della sicurezza delle persone e dell’ambiente. La trasparenza vuol dire il coinvolgimento della popolazione e delle istituzioni in tutte le fasi decisionali, di cui verrà continuamente data evidenza. Con il secondo aspetto i nuovi impianti saranno tenuti a rispettare i più elevati criteri di sicurezza relativi alla tutela della salute della popolazione e alla protezione dell’ambiente. Tale assoluto rispetto sarà sottoposto a rigorosa valutazione.

Con il decreto, dunque, sono stati definiti i criteri per la localizzazione e non appena l’organigramma dell’Agenzia per la sicurezza sarà completato saranno fatti i nomi delle regioni che ospiteranno le centrali nucleari.

Dopo il salto i criteri, le procedure, vincoli e benefici per i nuovi impianti nucleari.

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Boom eolico in Italia, toccato nel 2009 il record di potenza eolica efficiente installata di 4850 MW

pubblicato da Marina

Cresce del 13% l'energia prodotta dagli impianti eolici Il 2009 si chiude in bellezza per l’energia eolica, almeno in Italia: la potenza eolica efficiente installata è di 4850 MW di cui oltre 1.100 MW relativi a nuove installazioni. I dati sono stati diffusi con un comunicato stampa dalle associazioni di categoria ANEV, ENEA, APER E ISES che si dicono soddisfatte dei risultati si qui raggiunti. I buoni risultati però sono stati ottenuti in tutto il comparto delle rinnovabili che ha fatto registrare un incremento del 13% con un incremento del 13% rispetto ai 58,16 TWh raggiunti a fine 2008, coprendo per il 20% il fabbisogno energetico del nostro paese: a fine 2009 sono stati stimati circa 66 TWh.

La spinta maggiore si è avuta nel fotovoltaico che ha fatto registrare un incremento del 400% passando dai 193 GWh del 2008 ai 1.000 GWh del 2009; notevole la produzione di energia da biomasse,(incremento del 10%) passata dai dai 5.966 GWh nel 2008 ai 6.500 GWh stimati nel 2009; buona, infine, la quantità di energia prodotta dalle centrali idroelettriche incrementata del 13%: da 41.623 GWh a circa 47.000 GWh.

Altrettanta soddisfazione è stata espressa da Claudio Scajola Ministro per lo Sviluppo che ha sottolineato come l’approvvigionamento di energia da fonti rinnovabili sia una condizione necessaria per il nostro Paese:

Il nostro obiettivo è di produrre un quarto dell’elettricità con le fonti rinnovabili e per arrivarci ancora per alcuni anni sarà necessario prevedere forme di sostegno al settore per compensare i maggiori costi di queste fonti e attrarre nuovi specifici investimenti. Ma è anche necessario raggiungere una maggior efficienza con investimenti in ricerca e tecnologia. Si tratta di risultati molto significativi che confermano l’efficacia del sistema di incentivi pubblici creato nel nostro Paese per tutte le fonti rinnovabili, reso
ancora più conveniente per i piccoli impianti dal decreto varato dal Governo a dicembre 2008. Tali risultati andranno confermati nel corso dei prossimi anni attraverso altri interventi per rendere più stabile ed efficiente il quadro complessivo di sostegno e per semplificare i processi di autorizzazione e connessione alle reti elettriche degli impianti.

Via | Comunicato Stampa
Foto | Flickr

Cattura e sequestro di CO2: prevista costruzione di impianti anche in Italia

pubblicato da Simone Muscas

CO2 libera nell'atmosferaLa cattura della CO2 e successivo sequestro è una soluzione alla lotta ai cambiamenti climatici che, seppur fra mille polemiche e in modo abbastanza lento, prende sempre più quota. A tal proposito è interessante sapere che anche da parte del governo italiano c’è l’intenzione di creare nel nostro territorio impianti di questo tipo. Il progetto nostrano verrà portato avanti con la collaborazione di altri Stati che metteranno a disposizione tecnici esperti in materia.

Ad affermarlo è il Ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, da Londra, dove si è recato per la terza conferenza ministeriale del Forum sul sequestro dell’anidride carbonica (Cslf). Il Ministro ha illustrato il piano d’azione mondiale per individuare venti progetti per la cattura e lo stoccaggio della CO2 entro il 2010. In Italia dovrebbero sorgere due impianti, il primo, dice il ministro, vorremmo che fosse nel Sulcis in Sardegna, mentre l’altro, già finanziato dall’Europa, nascerà a Porto Tolle in Veneto.

Quella della cattura e del sequestro di CO2, ha concluso Scajola in modo abbastanza deciso, è una tecnologia innovativa di importanza enorme perché nel mondo c’è molto carbone; di questo modo se anche col tempo useremo sempre meno questa risorsa fossile potremo però continuare ad utilizzarla nel futuro breve con meno preoccupazione per l’ambiente. Che dire di quest’iniziativa? Gli esperti in materia sono molto divisi e i pareri non sono unanimi sulla questione.

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Nucleare, una centrale a Termini Imerese?

pubblicato da Marina

Aspettando la cassa integrazione o la centrale nucleare? Il prossimo 28 settembre firmeremo un accordo con gli Usa, proseguimento di quello già siglato con la Francia, per la produzione di energia derivata da carburante nucleare. Le prime centrali, ha dichiarato Scajola, Ministro per lo sviluppo economico, saranno costruite dal 2013 e la consegna avverrà nel 2018. Questo il programma: entro dicembre conosceremo dove saranno fisicamente costruite. In Sicilia, di sicuro. Il Ministro all’Ambiente, Prestigiacomo, siracusana, la vorrebbe a Augusta, mentre Scajola pensa che sia meglio a Termini Imerese al posto della Fiat e magari accanto alla centrale a turbo-gas?.

E’ insorto il sindacato e in una nota Gianni Rinaldini segretario generale Fiom-Cgil ha chiesto che:

La Presidenza del consiglio convochi le parti sociali per aprire un confronto con la Fiat su un piano industriale che garantisca tutti i suoi stabilimenti esistenti nel nostro Paese.

Insomma, fate pure la centrale ma non toccate i lavoratori Fiat.

Raffaele Lombardo, governatore della Regione Sicilia e con un Piano Energetico regionale benedetto da Jeremy Rifkin, fondato sull’economia dell’idrogeno, ma con una singolare apertura al nucleare, fa sapere:

Con tutto il rispetto per i tecnici del Ministero delle Attività produttive, abbiamo più volte ribadito le condizioni per la collocazione di centrali nucleari in Sicilia: assoluta sicurezza, notevole convenienza e pronuncia positiva delle popolazioni interessate. Senza che queste tre condizioni si realizzino, a scanso di equivoci, saremo di avviso contrario.

Via | Repubblica-Palermo
Foto | Notimaz

Scajola: "Dal 2018 useremo energia delle centrali nucleari"

pubblicato da Marina

Claudio Scajola annuncia: "Dal 2018 useremo energia dalle centrali nucleari" Ha detto Claudio Sajola Ministro per lo sviluppo economico, durante un intervista a Canale 5 che:

Il provvedimento sviluppo, approvato al Senato la settimana scorsa, che passa alla Camera per l’approvazione definitiva, riapre la porta del nucleare al nostro Paese: ciò significherà che nel 2010, cioè l’anno prossimo, le imprese potranno chiedere le autorizzazioni. Entro il 2013 porremo la prima pietra della prima centrale nucleare in Italia e nel 2018 avremo i primi kilowattora prodotti dal nucleare in Italia. Il che significa, quando il piano energetico sarà completato, fra nucleare, energia innovabile ed energie fossili, di avere un’energia con il 30% in meno di costo: cio’ significa essere competitivi con gli altri Paesi europei.

Rispetto alla individuzione dei siti sui cui andare a costruire le centrali nucleari,ilMinistro Scajola ha sepcificato:

Nel provvedimento abbiamo ritenuto in maniera credo saggia e comunque rispettosa del territorio e del mercato che nei prossimi sei mesi individueremo i criteri che devono essere seguiti dalle imprese che vogliono installare centrali nucleari in Italia. Significa che avremo delle caratteristiche necessarie, obbligatorie, esclusive di sicurezza, di territorio, di tecnologie sulle quali le imprese si confronteranno richiedendo le autorizzazioni e quindi scegliendo i luoghi per loro idonei.

Via | Lineaedppmi
Foto | Flickr

Nucleare: pubblicata la Legge 133/08 che ne autorizza il ritorno

pubblicato da Marina

Montecitorio

E’ stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 195 del 21 agosto 2008 - Suppl. Ordinario n. 196 la Legge 133 del 6 agosto 2008 che apre la strada ai nuovi impianti nucleari:

Art. 7. Strategia energetica nazionale

Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, definisce la «Strategia energetica nazionale», che indica le priorità per il breve ed il lungo periodo e reca la determinazione delle misure necessarie per conseguire, anche attraverso meccanismi di mercato, i seguenti obiettivi:

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