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Tutti gli articoli con tag obama

Obama peggio di Bush: poco ambiente e molte lobby del petrolio

pubblicato da Marina

Obama ascolta troppo le lobby del petrolio, addio alla politica ambientalista

Altro che politica green e a tutela dell’ambiente! Il Presidente Obama ascolta e segue le indicazioni delle lobby del petrolio e del carbone esattamente come il suo predecessore George Bush Jr. Infatti nei suoi quasi tre anni di mandato presidenziale ha seguito per l’81% le indicazioni dell’ OIRA -Office of information and regulatory Affairs, l’ufficio delle lobby alla Casa Bianca. Questo il quadro dipinto dal rapporto Behind the doors at the White House e redatto dal Center for progressive Reform.

Il punto è che oltre il 65% dei 5mila e passa lobbisti che bazzicano nell’OIRA appartiene alle industrie. Dunque ecco spiegato perché Mr. Obama ad un certo punto della sua presidenza ha iniziato a ascoltare i tanti consiglieri lobbisti e ha approvato le trivellazioni in Alaska; l’oleodotto Keystone XL; il rinvio a Durban degli accordi sulla riduzione di emissioni di CO2. Giusto per citare alcune delle iniziative contro l’ambiente, fatto che sta scatenando le tante delusioni di chi invece ha creduto, votandolo, che una green revolution sarebbe stata possibile.

Foto | White House

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A Trieste 50 scienziati studiano alla scuola internazionale di sicurezza nucleare

pubblicato da Marina

scienziati a scuola di sicurezza nucleare A Trieste, da lunedì 11 aprile e per due settimane 50 scienziati, proventi per la maggior parte da Pesi in via di sviluppo, seguiranno lezioni di sicurezza nucleare. Mai come nel pieno dell’emergenza nucleare di Fukushima Daiichi, il tema sembra più necessario. La scuola però è stata progettata un anno fa e voluta dal presidente Obama, in virtù della stima che nel mondo vi sono 920 obiettivi sensibili nucleari, cioè a rischio terrorismo. La sede dove si stanno tenendo i corsi è quella del prestigioso Centro internazionale di Fisica Teorica Abdus Salam (Ictp).

Ha detto , Miroslav Gregoric responsabile dell’area prevenzione dell’Aiea:

I potenziali obiettivi nucleari includono 480 reattori nucleari utilizzati per scopi scientifici, 440 reattori impegnati nella produzione energetica e 25 mila armi nucleari. Le maggiori preoccupazioni sono rappresentate da possibili furti di armi finalizzati a creare bombe nucleari improvvisate, il sabotaggio degli impianti o il trasporto di materiale radioattivo.

La scuola nasce grazie alla collaborazione dell’Iaea, ossia l’Agenzia internazionale oer la sicurezza atomica, che fornisce 12 docenti; il Ministero degli affari esteri e con gli sponsor Cei (Iniziativa Centro Europea) e Fondazione per l’avanzamento della scienza del Kuwait. Tra gli esperti anche 9 provenienti dall’Interpol e altri dall’Agenzia JRC di Ispra.

Conclude Gregoric:

Quando parliamo di sicurezza nucleare non parliamo di film, cioè di pistole, spie e centri di massima sicurezza. Parliamo di regole e legislazione, e del modo migliore di farle osservare da tutti coloro che hanno a che fare con il nucleare. Certo, il rischio di attentati c’è, se pensiamo ai 440 impianti nucleari operativi e alle armi nucleari sparse in tutto il mondo. Per questo bisogna creare un sistema di regole condiviso, convenzioni nucleari ad hoc e organismi regolatori internazionali, un sistema di controllo, insomma, che ancora non esiste.

Via | Blitzquotidiano, Science System FVG, Il piccolo
Foto | ICTP su Facebook

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Bp colpisce ancora: soldi agli scienziati per il silenzio sulla merea nera

pubblicato da Peppe Croce

Bp colpisce ancora: soldi agli scienziati per il silenzio sulla merea nera

Se non fosse chè Bp ci ha ormai abituati a tutto, persino alle foto taroccate, questa sarebbe una notizia bomba che dura un mese. Ma la società britannica del petrolio e dell’energia ormai è in grado di spararsene una al giorno. L’ultima: Bp sta offrendo contratti blindati ai maggiori esperti americani di ambiente marino.

Lo denuncia l’Associazione americana dei docenti universitari: molti professori sono stati contattai con l’offerta di un contratto capestro, ma ben pagato, che non permette loro diffondere le informazioni acquisite per almeno tre anni o fino al momento in cui l’amministrazione Obama non abbia dato l’ok definitivo al piano aziendale di ripulitura del massacrato Golfo del Messico.

Qualcuno ha accettato, qualcuno no. Come Bob Shipp, titolare del dipartimento di Scienze marine all’università del South Alabama:

Si sono messi in contatto con me dicendo di voler collaborare con il nostro dipartimento per sviluppare il migliore programma di ripristino possibile alla fuoriuscita di petrolio. Noi abbiamo stabilito i principi di base, che tutta la ricerca adotta, noi avremmo avuto il controllo totale dei dati, ci sarebbe stata trasparenza avremmo messo i dati a disposizione di altri scienziati per il peer review. Se ne sono andati e non li abbiamo più visti

Via | Economic Times
Foto | Flickr

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Marea nera: arriva la mappa interattiva

pubblicato da Peppe Croce

Marea nera: arriva la mappa interattiva

Monitorare la marea nera “quasi in tempo reale”. E’ l’obbiettivo dell’ultimo gadget realizzato dall’amministrazione Obama per fronteggiare gli effetti del disastro della Deepwater Horizon e si chiama Erma, Environmental Response Management Application.

In pratica è una sorta di Google Maps applicato alla marea nera, utile per tracciarne il cammino e per tenere sott’occhio la fantomatica “response”, sia di Bp che del governo. Un sistema, tra le altre cose, tecnologicamente un po’ scomodo e certamente scoraggiante per chi mastica poco di computer.

I dati pubblicati, infatti, provengono dalle varie agenzie governative attualmente attive nell’area, dal Noaa alla Guardia Costiera. Buona l’intenzione, quindi, un po’ meno la realizzazione.

Se, nel frattempo, la Casa Bianca usasse la metà dei cervelli che impegna per creare gadget sulla marea nera per tentare di risolvere la questione, forse i risultati sarebbero un po’ più efficaci. Ma a due mesi dal botto è difficile credere che a Washington riusciranno a trovare una soluzione.

Ma, almeno, gli americani potranno guardare lo show su internet

Via | Yale Environment 360

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Marea nera: Obama è in pauroso ritardo, ma alla fine ha ragione...

pubblicato da Peppe Croce

Marea nera: Obama �¨ in pauroso ritardo, ma alla fine ha ragione...

Cosa diavolo sta succedendo con questa maledetta marea nera? E’ successo che, i primi giorni, nessuno si preoccupava più di tanto perchè si diceva che al massimo stavano uscendo dal fondo del male 5.000 barili di petrolio al giorno.

Obama guardava, storceva il naso ma guardava: a mettere mano al buco erano i tecnici di Bp.

Poi si è saputo che i barili erano 15.000, Bp ha provato due o tre soluzioni tecniche al limite del fantascientifico con risultati tra il ridicolo e il raccapricciante.

Obama parlava, forte ma parlava: a mettere mano al buco erano sempre i tecnici di Bp, con la Guardia Costiera che cercava di mettere un freno al petrolio e la Nasa che scattava foto dall’alto. Si credeva ancora di poter mettere una pezza…

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Marea nera: i Democratici chiedono 20 miliardi di dollari di "acconto" a Bp

pubblicato da Peppe Croce

Marea nera: i Democratici chiedono 20 miliardi di dollari di "acconto" a Bp

I deputati e i senatori del Partito Democratico americano chiedono il conto a Bp per il disastro della Deepwater Horizon: il leader democratico al Senato Henry Reid (nella foto) ha infatti chiesto alla multinazionale del petrolio di “mettere da parte” un fondo da 20 miliardi di dollari per pagare le spese delle bonifiche ambientali.

Ma c’è di più, perché è lo stesso Partito Democratico ad affermare che si tratta solo di un acconto e la cifra totale potrebbe essere ben più alta. I senatori Patty Murray e Bob Menendez, infatti, hanno specificato che i 20 miliardi servono solo per affrontare l’emergenza.

E’ previsto per oggi, poi, l’incontro urgente chiesto da Obama ai vertici di Bp. Il presidente degli Stati Uniti, infatti, ha intenzione di chiedere a Carl-Henric Svanberg, presidente del Consiglio di amministrazione Bp, conto e ragione delle modalità di intervento (fino a questo momento assolutamente fallimentari) messe in atto dall’azienda per arginare la marea nera.

Le informazioni che Obama riceverà oggi da Svanberg, infine, verranno comunicate al paese la prossima settimana, quando il presidente terrà un discorso alla nazione tutto incentrato sul disastro della Deepwater Horizon.

Via | Nasdaq
Foto | Dancingczars

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Obama: "Marea nera come l'undici settembre"

pubblicato da Peppe Croce

Obama: "Marea nera come l'undici settembre"

Il presidente degli Stati Uniti Obama è convinto: il disastro della Deepwater Horizon sarà per il suo paese uno shock forte come l’undici settembre. Lo ha detto, nel corso di un’intervista, al giornalista Roger Simon del giornale on line “Politico”.

Penso che questo disastro modificherà il nostro modo di pensare l’ambiente e l’energia per molti anni

Queste le parole di Obama, in buona parte condivisibili: come l’undici settembre ha mostrato agli americani che non erano invincibili e che potevano essere attaccati a casa loro, così la marea nera sta mostrando loro che uno dei pilastri dell’economia statunitense, e dei conseguenti stili di vita, cioè l’industria petrolifera, non è esattamente quel gioiello di tecnologia, efficienza e sicurezza che tutti raccontavano.

L’America, quindi, inizia a prender coscienza che non è tutto oro quel che luccica, specialmente se si tratta di oro nero. Quali possano essere le ripercussioni di questa presa di coscienza sull’economia reale del paese, però, nessuno può dirlo.

Via | Politico
Foto | Flickr

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Marea nera: Obama convoca i vertici di Bp. Ogni giorno in mare 40 mila barili di petrolio

pubblicato da Peppe Croce

Marea nera: Obama convoca i vertici di Bp. Ogni giorno in mare 40 mila barili di petrolioTutto quello che poteva andare male, nella tristissima vicenda della Deepwater Horizon, è andato peggio: secondo il servizio geologico degli Stati Uniti, infatti, la perdita di petrolio sul fondo del mare sarebbe raddoppiata. Non più 15-20 mila barili al giorno ma 40 mila.

Decisamente troppi, persino per Obama l’attendista che, in questa vicenda, ha fatto una delle figure peggiori della sua ancor breve carriera politica. Ecco, allora, che il presidente americano, dopo aver promesso calci nel sedere per i responsabili, convoca i vertici di Bp. Il 16 giugno, infatti, Carl-Henric Svanberg presidente del Consiglio di amministrazione Bp è “invitato” alla Casa Bianca.

Dovrà rendere conto ad Obama dello stato reale della situazione. Ad Obama Svanberg dirà che Bp sta facendo tutto quello che può e che dai 18 mila barili al giorno recuperati oggi si dovrebbe passare a 28 mila nei prossimi giorni, con l’installazione di una nuova cupola di aspirazione.

Nessuno, però, si riesce a spiegare come mai quando si riescono ad aspirare 5.000 barili al giorno essi diventano 20 mila, quando se ne riescono ad aspirare 18 mila essi divengono 40 mila.

Via | MyWayBusiness
Foto | Flickr

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Marea nera, Obama: "Voglio sapere chi devo prendere a calci". E Bp inizia a pagare i danni...

pubblicato da Peppe Croce

Marea nera, Obama: "Voglio sapere chi devo prendere a calci". E Bp inizia a pagare i danni...

Fedele al suo stile, sempre vicino alla gente, il presidente degli Stati Uniti Obama ha candidamente affermato che sta cercando il responsabile del disastro della Deepwater Horizon, e della conseguente marea nera, per prenderlo a calci. Non specifica dove, ma è ipotizzabile.

Di calci, in realtà, Obama ne dovrebbe dare parecchi come ormai hanno capito un po’ tutti. In questa vicenda, infatti, praticamente non c’è nessuno che non abbia sbagliato: da Bp che, a detta della stampa americana, sapeva dei pericoli da un anno e ha fatto finta che tutto fosse a posto, per poi utilizzare un solvente che invece di risolvere il problema lo ha ingigantito, alle autorità tecniche e politiche statunitensi, che a detta di Greenpeace in questa vicenda hanno responsabilità pesanti.

E, sempre parlando di Greenpeace, come non dare un calcetto anche a chi ha deciso di arrestare sette attivisti dell’associazione ambientalista che protestavano contro le trivellazioni in Alaska.

Nel frattempo, mentre Obama cerca i suoi fondoschiena da immolare, il petrolio continua a sgorgare, la Guardia Costiera americana fa quel che può (cioè poco o nulla) per ripulire il mare del Golfo del Messico e Bp inizia ad aprire il portafogli: ha stanziato, infatti, i primi 60 milioni di dollari, su 360 totali, allo Stato della Louisiana per finanziare il “Louisiana barrier islands project”.

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Marea nera, The Huffington Post: causato dalla deregulation

pubblicato da Peppe Croce

Marea nera, The Huffington Post: causato dalla deregulation

Il prestigioso The Huffington Post, blog che raccoglie le migliori firme del giornalismo americano, punta il dito sulla deregulation nel settore petrolifero che sarebbe alla base del disastro della piattaforma off shore Bp Deepwater Horizon.

Il presidente degli Stati Uniti Obama, in questi giorni, ha posto l’accento sul lato economico della questione prima ottenendo che le aziende responsabili del disastro paghino il conto, poi proponendo una tassa di un centesimo di dollaro al barile per finanziare un fondo per la protezione del mare dagli incidenti dell’industria petrolifera.

The Huffington Post, invece, la mette sul lato giuridico:

La prima chiara prova di ciò che ha causato la disastrosa esplosione nel Golfo del Messico - una devastante sequenza di problemi tecnici - mette in luce un punto inquietante dell’industria petrolifera statunitense: le dotazioni chiave di sicurezza delle decine di migliaia di pozzi petroliferi americani sono scarsamente regolamentate

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