Una sfilza di brutte notizie per l’olio extravergine di oliva. La prima viene dall’Unione europea: il regolamento 61/2011, che entrerà in vigore il primo aprile, cambia i parametri chimici ammessi per la produzione di questo alimento aumentando a 150 milligrammi per chilo la soglia di “alchil esteri”. Questo strano nome indica alcune componenti chimiche che si formano naturalmente nell’olio, a causa della fermentazione, quando passa troppo tempo tra la raccolta e la spremitura. L’olio buono, secondo gli esperti, non ha più di 20-30 milligrammi di alchil esteri per ogni chilo.
Secondo la Cia portare a 150 questo valore vuol dire permettere alle aziende produttrici di invadere il mercato di olio di bassa qualità, se non addirittura di tarocchi:
in questo modo si fornisce un lasciapassare pericoloso a chi produce oli di dubbia qualità, autorizzando indirettamente la vendita dei cosiddetti “deodorati”
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Ieri sono stata in un uliveto, con annesso frantoio, per raccogliere olive.Usate per farne olio extravergine. Quello vero: prima premitura a freddo. L’olio è finito direttamente nella tanica di acciaio. Costo per ogni litro circa euro 7,50. Ma siamo in un frantoio, appunto, che si trova a Caiazzo, provincia di Caserta. Gli uliveti qui intorno sono della varietà caiazzese. Sull’albero le olive possono essere bianche e nere e sono assieme. L’olio che ne viene fuori ha un retrogusto di mandorla, molto fruttato e adatto a tutti i palati.
Mi spiega Antonio, il proprietario del frantoio, che si sta battendo da un po’ di tempo affinché querst’olio sia venduto in farmacia, a temperatura controllata, perché mi dice è come una medicina. Lo sappiamo, l’olio extravergine italiano è uno degli oli più pregiati, nonché alla base della dieta mediterranea, quella che fa tanto bene alla salute. Ma l’olio che si acquista in un supermercato a 3,50 euro a litro, in una bottiglia di vetro trasparente non è esattamente lo stesso olio che si acquista in un frantoio ottenuto da premitura a freddo.
Tra le foto della gallery trovate la sequenza su come è avvenuta la premitura a freddo. Abbiamo raccolto le olive, portate su al frantoio dove c’è una coppia di macine in pietra. Antonio usa un pettine per velocizzare la raccolta con noi che siamo cittadini imbranatelli. In realtà lui la raccolta la fa a mano perché mi spiega:
L’ulivo e la terra sono organismi viventi e vanno toccati. Con loro ci scambio energie. Per questo non uso scarpe in plastica e non raccolgo le olive con i guanti. Mi bagno le mani nel vino e inizio la mia raccolta.
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