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Tutti gli articoli con tag parchi eolici

Corte di Giustizia europea, si ai parchi eolici in aree protette

pubblicato da Marina

il parco nazionale dell'alta murgia

Sì ai parchi eolici in aree protette Natura 2000, perché anche se gli Stati membri sono liberi di adottare norme restrittive, devono però tener conto delle politiche energetiche europee, che vanno in direzione delle rinnovabili. Questa la conclusione dell’avvocato generale della Corte di Giustizia europea destinata evidentemente, a far discutere in merito a ciò che pensa l’Europa sulle installazioni dei parchi eolici in aree protette.

Il parere è stato chiesto dai giudici del Tar Puglia a proposito di un contenzioso tra una società di Altamura (BA) e la Regione Puglia, per la realizzazione di un parco eolico non per autoconsumo (per cui la Regione aveva concesso le autorizzazioni), su un terreno agricolo all’interno del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, area classificata Sic (sito di importanza comunitaria) e Zps (zona di protezione speciale).

Questa la conclusione ufficiale:

Le direttive del Parlamento europeo e del Consiglio 27 settembre 2001, 2001/77/CE, sulla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità e 23 aprile 2009, 2009/28/CE, sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE, nonché le direttive del Consiglio 2 aprile 1979, 79/409/CEE, concernente la conservazione degli uccelli selvatici e 21 maggio 1979, 92/43/CEE, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, non ostano all’adozione, da parte di uno Stato membro, di provvedimenti nazionali più rigorosi che vietino l’installazione di impianti eolici non finalizzati all’autoconsumo all’interno di un sito Natura 2000, a condizione che il divieto sia conforme alle politiche ambientali ed energetiche dell’Unione, che non sia contrario al principio della parità di trattamento e che non vada oltre quanto necessario per realizzare lo scopo perseguito, circostanze, queste, che devono essere accertate dal giudice del rinvio.

Via | Eur lex, Società energetica lucana, Edilportale
Foto | Suoni della Murgia

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Irlanda, 250 parchi eolici entro il 2020

pubblicato da Marina

Irlanda, entro il 2020 250 parchi eolici Anche l’Irlanda punta sull’eolico tanto da porsi come obiettivo di ottenere entro il 2020 il 40% dell’energia da fonti rinnovabili. E per riuscire nell’impresa costruirà 250 impianti eolici.

Ha detto Aidan Corcoran responsabile per le costruzioni:

La rete andrà da Donegal a Sligo,da Mayo nell’est a Cork e da qui a Dublino.Il grande problema è ottenere l’appoggio della comunità locale e il consenso popolare.

L’operatore EirGrid responsabile per il collegamento dei parchi eolici, con il sistema di trasmissione dell’energia elettrica ha dichiarato che l’Irlanda è sulla buona strada per giungere al 15% di energia ottenuta da fornti rinnovabili per quest’anno. Attualmente sono disponibili 1379 MW di energia da fonti rinnovabili pari alla fornitura di i 1,4 milioni di case e entro il 2020 si dovrebbe giungere a un totale di 6.567 MW.

Via | Indipendent.ie, Irlandiani
Foto | Flickr

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Weolo, mini parco eolico per illuminare la zona 167 di Lecce

pubblicato da missunderstanding

eolico lecce zona 167Il Ministero dell’Ambiente finanzierà, con un investimento di circa 160mila euro, la nascita di Weolo, un mini impianto eolico che servirà ad alimentare l’illuminazione pubblica della zona 167 di Lecce.

Le due pale di Weolo sorgeranno lungo la Tangenziale Est della città, all’altezza dello svincolo per lo Stadio, e con la loro produzione di energia permetteranno al Comune di risparmiare circa il 60% sulla spesa attualmente sostenuta per illuminare la zona 167. All’interno dello stesso programma, è prevista anche la modernizzazione dell’impianto di illuminazione della scuola elementare Armando Diaz.

Il bando di gara per assegnare i lavori per la costruione del mini parco è stato pubblicato il 22 aprile ed il termine ultimo per la presentazione delle offerte è fissato alle h.12 del 21 maggio. Il Salento non è nuovo a progetti per la creazione di parchi eolici, ma lo spuntare di torri e pale ha già fatto insorgere gli ambientalisti più volte, come nel caso della serra di Minervino o del parco eolico di Martano-Zollino. Anche per questo, il comune di Lecce ha pensato al microeolico, così come ha riferito il responsabile del procedimento di gara, Luciano Mangia, al Corriere del Mezzogiorno:

È stata fatta la scelta del microeolico per limitare l’impatto ambientale e per poter ottenere celermente l’autorizzazione delle autorità competenti“.

Foto | Flickr

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Eolico, il TAR di Lecce blocca le autorizzazioni ai parchi di Martano e Zollino

pubblicato da Marina

Eolico in salento, bloccati dal Tar di lecce i parchi di Martano e Zollino Il TAR di Lecce ha azzerato le autorizzazioni a costruire per i parchi eolici di Martano, 15 pale, e per Zollino, 10 pale. Lo rende noto un comunicato di Italia Nostra, l’associazione che si è occupata della vertenza e che ha chiesto al TAR l’intervento contro la Regione Puglia.

Si legge nel comunicato:

Il Tar ha disposto l’annullamento della determina regionale, che consentiva l’impianto senza sottoporre una parte di esso alla procedura di Valutazione di Impatto ambientale. Annullata anche la convenzione, ritenuta “piuttosto ambigua”, tra Comune e società che stabiliva una royalty di 3.000 euro per ogni torre approvata, nonostante l’autorizzazione regionale definitiva ancora non ci fosse. Il Tar ha argomentato anche ritenendolo come unico impianto assieme a quello di Zollino, per cui andava prevista “l’equa distribuzione delle torri nel territorio dei due Comuni” e come se non bastasse la Regione Puglia è stata condannata alla corresponsione ad Italia Nostra della somma di 4.000 euro a titolo di spese del giudizio a favore di Italia Nostra. Battaglia vinta.

Via | Comunicato stampa
Foto | Flickr

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Rete del Mare del Nord: i pregi e i difetti del futuro network europeo delle rinnovabili

pubblicato da Peppe Croce

Un network collegherà le rinnovabili del nord EuropaAi primi di gennaio Gran Bretagna, Danimarca, Germania, Francia, Svezia, Belgio, Lussemburgo e Irlanda hanno posto le basi di uno dei progetti più interessanti nel campo delle rinnovabili. Lo hanno chiamato “Rete del Mare del Nord” e consisterà nel collegare i principali impianti nordeuropei di produzione elettrica da fonti rinnovabili tramite circa 6.000 chilometri di cavi, in gran parte posati sul fondo del Mare del Nord.

L’idea è quella di mettere in rete la produzione dei vari paesi e farla circolare in maniera intelligente per ottimizzarne l’utilizzo. Le rinnovabili, infatti, come tutti ormai ben sanno hanno il grosso limite dell’intermittenza. Tale limite crea a volte problemi alle reti elettriche: sovraccarichi, prima di tutto, ma anche difficoltà di programmare le infrastrutture di trasporto di quantità di energia non facilmente prevedibili. Per superare questi problemi, da qualche tempo, si stanno progettando le smart grids.

La “Rete del Mare del Nord”, però, è qualcosa di diverso dalle smart grids perchè è progettata per veicolare l’energia dei grossi impianti da decine, a volte centinaia, di MW. Il fulcro di tutto il sistema, infatti, saranno le grandi centrali idroelettriche nord europee che faranno da “batteria di accumulo” per l’energia in eccesso durante i picchi di produzione delle centrali alimentate dalle altre fonti. Questo ruolo di accumulatore, in realtà, le centrali elettriche già lo fanno ma per l’energia prodotta dalle centrali termoelettriche ad idrocarburi.

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Sardegna: ancora polemica sull'eolico. Questa volta l'impatto ambientale è sui nuraghi

pubblicato da Simone Muscas

Nuraghe Sardegna La polemica sull’eolico in Sardegna sembra proprio non volersi placare. Proprio qualche giorno fa parlammo a proposito delle proteste relative alla costruzione di un parco eolico off shore nella zona di Is Arenas, un’importantissima meta turistica nonché di alto valore ambientale.

Questa volta invece a finire nell’occhio del ciclone è l’area che comprende i Comuni di Portoscuso e Gonnesa, dove l’azienda Portovesme Srl ha presentato nei giorni scorsi un progetto definitivo per la costruzione di un impianto eolico costituito da 26 aerogeneratori. Sembrerebbe una storia come tante altre se non fosse che l’ubicazione del parco, stando alle intenzioni progettuali, ricade in una zona archeologica di grande interesse.

Alcuni aerogeneratori infatti dovrebbero essere sistemati a ridosso della zona Punta Maiorchina ovvero a meno di 100 metri dai nuraghi Seruci e Murru Moi. L’ubicazione del parco, fanno sapere le amministrazioni locali, è obiettivamente troppo vicina ai resti dell’importantissima civiltà nuragica del luogo. Contestualmente all’approvazione del progetto, partono inoltre le polemiche per un’operazione che sarebbe sembrata sin dai primi momenti poco trasparente sia per la scelta dell’area che per la sistemazione degli aerogeneratori.

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Inaugurato in Danimarca il più grande parco eolico marino del mondo

pubblicato da Simone Muscas

Eolico off shoreQualche giorno fa in Danimarca ha avuto inizio l’attività di Horns Rev 2, quello che è considerato il parco eolico off shore più grande del mondo. A sottolineare l’importanza dell’evento erano presenti il Principe Federico ed il Primo Ministro danese Rasmussen Lars Løkke. Il parco è di dimensioni enormi, dispone infatti di 91 aerogeneratori e, secondo alcune stime, sarebbe capace di fornire una quantità di energia elettrica pari al consumo annuale di 200.000 famiglie.

La Danimarca, da tempo impegnata nello sviluppo dei parchi eolici off shore, prevede di triplicarne la sua capacità già nei prossimi quattro anni. Attualmente nel territorio danese sono presenti sei parchi di questo tipo e già si pensa di costruirne altri tre più grandi di Horns Rev 2. Il punto di forza dell’obiettivo di diffusione di questi “parchi acquatici” è senza dubbio rappresentato dal fatto che le acque del Mar del Nord ben si prestano, in quanto poco profonde, all’installazione di questo tipo di impianti.

La società che gestisce il progetto, la Dong Energy, intende inoltre triplicare la sua capacità di produzione di energia rinnovabile entro il 2020, e già dai prossimi mesi metter mano su cinque nuovi progetti di costruzione di parchi eolici nel Paese.

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L'aerogeneratore off shore galleggiante

pubblicato da Simone Muscas

Eolico off shoreIn Norvegia, nel Mar del Nord, è stato inaugurato un aerogeneratore off shore tutto particolare. Si tratta infatti della prima turbina eolica galleggiante installata in fondali profondi. Turbine simili di questo tipo già esistono, ma hanno come limite quello di poter essere installate in fondali di appena poche decine di metri sotto la superficie.

Questo nuovo modello, chiamato Hywind, è invece il primo progetto di turbina galleggiante capace di essere utilizzato nei mari con profondità compresa fra i 120 e i 700 metri.

All’inaugurazione di Hywind, che si è tenuta a 10 miglia Karmoey, un’isola nel sud-ovest del paese scandinavo, hanno partecipato il Ministro norvegese del Petrolio e dell’Energia Terje Riis-Johansen. Questa tecnologia si preannuncia molto interessante in quanto potrebbe aprire nuovi scenari a tutti quei Paesi del Mediterraneo (Italia compresa) dove l’off shore fatica ad affermarsi.

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Eolico off-shore, passa al Governo l'autorizzazione degli impianti. E aumentano gli incentivi

pubblicato da Marina

Eolico off-shoreNel calderone dell’emendamento 1441-ter anche un colpo maestro del Governo che istituendo gli artt. 17 bis e18-bis di fatto toglie alle Regioni la competenza delle VIA, (Valutazione impatto ambientale) in merito ai parchi eolici off-shore, che sarà gestita invece direttamente al Ministero dell’ambiente.

Nell’emendamento però sono state anche ritoccati gli incentivi il cui coefficiente passerebbe dall’attuale 1,1 all’1,6%. Il coefficiente si riferisce al quantitativo di certificati verdi emessi dal GSE (Gestore Servizi Elettrici) a cui ha diritto chi produce energia da fonte rinnovabile. Il valore unitario di un certificato verde è di 1MWh e sono pari alla produzione di energia elettrica moltiplicata per i coefficienti.

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