
La tragedia dello spezzino e della Lunigiana servirà a far sbloccare i fondi per il dissesto idrogeologico stanziati nel 2009, una cifra che si aggira intorno ai due miliardi e mezzo di euro, tra finanziamenti statali e regionali. Il piano straordinario per la difesa del suolo è pronto (e fermo, ndr) da due anni. Sono, in sintesi, le parole della Prestigiacomo dopo le alluvioni che hanno travolto la Liguria e la Toscana nei giorni scorsi.
Parole che ci confermano, ancora una volta, che se non ci scappa il morto in questo Paese non si interviene. Specialisti nella gestione delle emergenze, bocciati nella prevenzione. Una politica del post-disastro che ci costa moltissimo sul piano delle perdite umane, non risarcibili ovviamente, e su quello economico.
Sono consapevole, ha detto la Prestigiacomo, che in questi eventi c’è sempre una quota di imponderabile e di imprevedibile. Ma vi sono numerosissime realtà in cui è possibile prevedere ed intervenire in tempo. Se nulla può colmare il dolore di chi ha perso i propri cari, la tragedia dello spezzino e della Lunigiana serva almeno a sbloccare i fondi necessari e far partire subito gli interventi che si possono e si devono fare per cercare di evitare nuove sciagure annunciate.
Quante volte abbiamo sentito promesse simili? Ormai basta cambiare il nome della tragedia nel discorso e la pappa per consolare gli animi è pronta. La domanda è: era proprio necessario aspettare che accadesse un disastro simile per sbloccare i fondi? Se vengono usati per il dopo alluvione non sono più fondi per la prevenzione, caro Ministro.

Il Sistri, il sistema di tracciabilità elettronica dei rifiuti, non esiste più, cancellato con un improvvido e improvviso colpo di spugna dal Consiglio dei Ministri riunito eccezionalmente lo scorso 12 agosto per affrontare la crisi dei mercati finanziari. Il ministro dell’ambiente Prestigiacomo, presente al momento dell’approvazione del decreto che nulla avrebbe dovuto avere a che fare con il Sistri, ha prima votato il provvedimento e poi scatenato una polemica con dichiarazioni al vetriolo alla stampa:
Gravissima l’inaspettata norma contenuta nella manovra che cancella il Sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti. Un vero e proprio regalo alle ecomafie. Il Sistri avrebbe consentito il controllo e la movimentazione di tutti i rifiuti speciali nel Paese che rappresentano l’80% di quelli prodotti. La tracciabilità dei rifiuti è un obbligo comunitario e tutti sanno che l’attuale sistema cartaceo consente frodi e abusi e non è in grado di fornire in tempo reale, tanto al ministero dell’Ambiente quanto alle forze dell’ordine, un quadro della movimentazione dei rifiuti. I dati nazionali disponibili hanno un ritardo di due anni. A parole sosteniamo di voler risolvere il problema dei rifiuti che vede mezza Italia in emergenza ma poi facciamo i regali alla criminalità organizzata in nome della semplificazione amministrativa che però stavolta obbligherà le imprese, nel terzo millennio, a usare china e carta anziché il computer. Mi appello al senso di responsabilità di tutti affinché si possa correggere questo clamoroso autogol
Tutto giustissimo, in special modo il riferimento all’idea ridicola che il sistema cartaceo possa essere paragonabile come accuratezza e tempestività Sistri, ma il ministro non può sottrarsi alle sue responsabilità visto che alla votazione era presente e non poteva non sapere che approvare un provvedimento in questo clima e poi limitarsi ad esprimere la sua contrarietà a mezzo stampa non è esattamente una linea d’azione incisiva. C’è da aggiungere che secondo alcune interpretazioni la cancellazione del Sistri rischia di determinare un vuoto legislativo rispetto al sistema di sanzioni per quanti commettono reati connessi alla gestione di questi rifiuti. Potenzialmente un autentico disastro.
Stefania Prestigiacomo, attuale ministro dell’Ambiente, potrebbe ricevere il dicastero dello Sviluppo economico che fu di Claudio Scajola e che, in seguito alla bufera mediatica che tutti conosciamo, è tornato nelle mani del presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi.
Lo ipotizza Staffetta Quotidiana, giornale di settore dell’industria dell’energia, specialmente quella da fonti fossili, che è solitamente ben informato sui movimenti interni al Mse.
Il nome della Prestigiacomo deriva dalle lodi espresse dall’attuale ministro dell’Ambiente nei confronti della centrale nucleare di Flamanville, in Francia, che la Prestigiacomo ha visitato ieri.
Parole che, effettivamente sono più consone ad un ministro dello Sviluppo economico che ad uno dell’Ambiente. A Flamanville, infatti, la Prestigiacomo del nucleare ha detto:
Continua a leggere: Ministero Sviluppo economico: dopo Scajola arriva la Prestigiacomo?
Oltre agli accordi sul nucleare, il summit dei giorni scorsi tra Francia e Italia ha fatto registrare alcune buone notizie in materia ambientale. Fra queste, molto interessante, è lo storico accordo fra i due Paesi circa la costituzione del Parco internazionale delle Bocche di Bonifacio (area che separa la Corsica dalla Sardegna), che, dopo un lungo tira e molla, diventa finalmente realtà.
A firmare il protocollo, nella giornata di venerdi, il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo ed il collega francese Jean Louis Borloo. Con quest’accordo Italia e Francia avviano quindi l’iter per istituire il Parco marino transfrontaliero delle Bocche che avrà alcune ripercussioni ambientali di grande interesse; verrà infatti vietato il passaggio delle petroliere ed il sito vedrà finalmente riconosciuto lo status di area di grandissimo interesse ambientale.
L’obiettivo, dichiarano soddisfatti i due Ministri, è appena l’inizio affinché l’area si candidi in un futuro non troppo lontano ad ottenere la certificazione mondiale per essere inserita nella lista del patrimonio mondiale dell’umanità dell’Unesco. Nelle prossime settimane, proprio nelle Bocche di Bonifacio, si svolgerà la cerimonia ufficiale della firma del protocollo d’intesa.
Continua a leggere: Nasce il Parco delle Bocche di Bonifacio: storico accordo tra Francia e Italia

I ricercatori dell’Ispra sono scesi dal tetto, ma l’indipendenza e il valore della ricerca ambientale in Italia sono ancora fortemente minacciati: se passasse il regolamento in discussione alle Camere sarebbero affidati al Ministro dell’Ambiente i poteri di controllo gestionale, scientifico e contabile dell’ISPRA.
L’eventuale approvazione del decreto governativo 193 comporta l’annullamento dell’autonomia dell’Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale. Massimiliano Bottaro, ricercatore precario dell’Istituto sceso giù dal tetto e candidato indipendente nelle liste del Pd, ha così commentato la situazione dei ricercatori e dell’istituto:
“La prima speranza che avevamo, al di là dell’ovvio obiettivo di salvare i nostri posti di lavoro era che all’ISPRA, il più importante istituto pubblico che si occupa di ricerca e controllo ambientale, si cambiasse finalmente registro, tornando a svolgere le nostre attività a favore della collettività, valorizzando le professionalità. (…) Il regolamento in discussione alle camere cancella completamente l’autonomia della ricerca, rendendo l’Istituto una semplice succursale del ministero dell’ambiente, che deciderà tutto, dalla nomina del consiglio di amministrazione e del presidente alla loro revoca, fino all’entità e la distribuzione dei finanziamenti all’Ispra“.
A commentare la situazione non soltanto i ricercatori, ma anche relatori della maggioranza: Giuseppe Marinello e Roberto Tortoli del Pdl hanno espresso preoccupazione riguardo all’accentramento che potrebbe derivare dall’unione dei poteri politico, gestionale e scientifico e riguardo ad un possibile futuro asservimento dell’Ispra al Ministro dell’Ambiente di turno, con una conseguente politicizzazione della ricerca ambientale, che dovrebbe rimanere libera ed indipendente.
via | Giornalettismo
Domani in edicola ci sarà un numero speciale di Topolino: il celebre magazine della Disney sarà a Impatto Zero, aderendo per la seconda volta al progetto di LifeGate per compensare attraverso la creazione di nuove foreste, le emissioni di CO2 generate dalla produzione di ogni copia del giornalino a fumetti. Lifegate ha infatti calcolato che per produrre le copie di Topolino vengono prodotti circa 76.000 kg di Co2, che saranno compensate con la creazione e la tutela di oltre 20.000 mq di nuove foreste all’interno del Parco del Ticino in Italia ed in Madagascar.
Il Topolino del 13 gennaio è però speciale anche per un altro motivo: contiene, infatti, le idee per l’ambiente che i ragazzi vorrebbero, raccolte in occasione dell’iniziativa “Caro Ministro, ecco la mia idea per l’ambiente…”, lanciata in occasione della Giornata Mondiale della Terra e destinate al Ministero dell’Ambiente.
Topolino ha ricevuto migliaia di idee e proposte da parte dei lettori sui temi del Trasporto, del Verde in casa, dell’Energia Solare e del Riciclo e le ha girate al Ministro Prestigiacomo, che ha risposto rendendo il numero di domani a Impatto Zero. Le idee più originali saranno pubblicate nel numero speciale di Topolino di domani, come espressione simbolica dell’Italia verde che i lettori vorrebbero.
Il numero speciale di Topolino a Impatto Zero è inoltre presentato da uno tra i personaggi Disneyani più amati e più aperti al futuro: è Eta Beta, l’uomo del futuro, colui che presenta ai lettori ed al Ministro l’Italia che vorremmo.
L’incontro tenutosi a Bruxelles tra l’assessore all’ambiente della Regione Calabria, Silvio Greco, l’eurodeputato Mario Perillo e Stravos Dimas, Commissario Europeo all’ambiente, allo scopo di richiedere un intervento diretto della Commissione Europea sul caso della Nave dei veleni ritrovata al largo di Cetraro, non ha fatto altro che confermare lo sgomento delle autorità europee circa il silenzio del governo italiano sul caso.
Piccolo passo indietro. Il 21 settembre scorso lo stesso Dimas aveva inviato una lettera alla Prestigiacomo, Ministro all’ambiente, richiedendole informazioni sulla natura dei fusti rinvenuti e sul programma di interventi proposto dal governo. Ad oggi, 14 ottobre, non è stata rinvenuta ancora alcuna risposta. Tutte le speranze sono, dunque, rivolte alla riunione del consiglio europeo, prevista per mercoledì prossimo, in cui anche il Ministro all’ambiente sarà presente.
All’inerzia manifestata dai nostri governanti , tuttavia, è seguita la notizia che nel corso della prossima settimana il governo - nelle persone dei sottosegretari Menia e Buonfiglio - si recherà a Cetraro per incontrare i rappresentanti degli enti locali, i vertici della regione e della provincia nonché i parlamentari nazionali mentre la nave geostazionaria Ocean si preoccuperà di effettuare l’ispezione del relitto con il relativo prelevamento di campioni. Staremo a vedere…
Foto | Flickr
Parte da Acerra la battaglia ai CIP6, una tassa pari al 7% versata automaticamente dai consumatori ai gestori di energia elettrica e usata per finanziare gli inceneritori. A gestire la ripresa della battaglia l’Associazione Diritto al futuro che scrive:
Oltre il 7% dell’importo della bolletta elettrica è utilizzato per strapagare impianti di incenerimento che bruciano scarti di raffineria e di lavorazioni industriali, plastica dai rifiuti urbani e assimilati e molte altre sostanze inquinanti, che contribuiscono all’incremento delle malattie. L’Italia è stata sottoposta a procedura di infrazione da parte dell’UE ed è stata condannata. Se sei un utente, privato o aziendale, titolare di un contratto di energia elettrica, puoi chiedere la restituzione della somma che dal 2001 al 2007 è stata illecitamente utilizzata, e pretendere di non pagarla in futuro. In caso di vittoria avrai indietro i tuoi soldi. Avrai difeso un tuo diritto, quello dei tuoi figli e avrai tutelato salute e ambiente. Motivi che sono alla base della vertenza nazionale. La responsabilità civile del processo sarà a carico dell’Associazione.
L’appuntamento è fissato anche per domenica 27 settembre sempre in piazza Duomo a Acerra e si può firmare avendo il documento di riconoscimento e l’ultima bolletta di fornitura energetica pagata. L’adesione può essere fatta anche a distanza scaricando il modulo e versando all’associazione Diritto al futuro la quota di iscrizione di 10 euro.
Chi l’avrebbe mai detto che il Ministro per l’Ambiente Stefania Prestigiacomo sarebbe risultata la donna più desiderata dagli uomini d’affari italiani, battendo la tanto decantata Mara Carfagna, Ministro per le pari opportunità, classificatasi terza. Questo è quanto risulta da un sondaggio pubblicato su Playboy della prossima settimana e riportato da il Giornale.
Stefania Prestigiacomo, 41 anni, fisico invidiabile, ha battuto anche Angelina Jolie, risultando più sexy ed attraente agli occhi di manager e imprenditori italiani. Quando si dice mogli e buoi dei paesi tuoi, gli italiani scelgono le italiane, preferibilmente ministre.
Sarà per colpa della crisi, o della consapevolezza sul riscaldamento globale, ma i manager sognano una fuga con la Prestigiacomo o con le altre ministre, non tanto per la loro bellezza, quanto per le loro capacità organizzative. Anche per voi, cari lettori di Ecoblog, la Prestigiacomo si classifica prima tra la lista delle compagne per una fuga d’amore in un’area marina protetta?

Poichè so che i lettori di Ecoblog apprezzano sempre le signorine che si dedicano all’ambiente, ho deciso di segnalare la notizia dell’arrivo delle bagnine del riciclo. Le bagnine del riciclo sono una squadra di bagnine che salveranno le spiagge ed i bagnanti dall’inquinamento prodotto in estate da migliaia e migliaia di lattine, apprezzate per la loro praticità, ma spesso abbandonate su km di coste e litorali.
Poichè non tutti sanno che le lattine sono in acciaio ecocompatibile e possono essere riciclate al 100%, il Consorzio nazionale acciaio, raccogliendo l’invito della Prestigiacomo per sensibilizzare gli italiani a contribuire alla raccolta differenziata.
Spuntano quindi tra gli ombrelloni delle spiagge italiane - la prima è stata marcelli di Numana - le bagnine del riciclo, che si occupano a coinvolgere e sensibilizzare i bagnanti sull’importanza di differenziare le lattine d’acciaio. Le bagnine accolgono in un parco giochi i bambini che buttano le lattine e occupano gli adulti con giochi da spiaggia basati sulla tematica del riciclo.
La colonna sonora dell’iniziativa è affidata a Capone&Bungtbangt, già ospite a Sanremo, che si serve di stumenti ricavati da materiali riciclati di uso comune come bidoni e lattine, a ribadire a suon di musica l’importanza del riciclo.