Se il piatto diventa rosso non dovete mangiare il sushi perchè gli ingredienti che lo compongono sono contaminati e radioattivi. In realtà un piatto che misura la radioattività degli alimenti non esiste e quello che vedete nella foto non è che un’opera provocazione dell’artista tedesco Nils Ferber.
Piatto Fukushima per misurare le radiazioni degli alimenti
Il piatto Fukushima è in ceramica e circondato da tre cerchi di luci LED che si illuminano in base al livello di radioattività rilevato degli alimenti presenti. Ma è solo una provocazione che non è funzionante. Ma l’interesse suscitato è stato comunque enorme. Spiega l’artista:
Molte persone mi hanno contattato per chiedermi dove sarebbe stato possibile acquistare il piatto. Erano tutti entusiasti di questo prodotto e sembravano contenti del fatto che qualcuno avesse avuto questa idea. Ma ciò che mi preoccupa è che nessuno mi ha chiesto se il piatto funzioni davvero. Sembra che siamo pronti a comprare qualsiasi prodotto, senza fare domande sulla sua utilità o la sua funzione.
Uno strumento del genere, ossia un rilevatore di radioattività casalingo oggi è probabilmente irrealizzabile e non può comunque essere la risposta alla richiesta di sicurezza che emerge. Dunque, Ferber, invita a interrogarsi piuttosto su queste necessità e sulle risposte che oggi, rispetto alla sicurezza alimentare, alla protezione dalle radiazioni e al controllo dell’energia atomica siamo in grado di dare.
Via | NeoPlanete
Foto | Nils Ferber

La contaminazione dell’aria da iodio 131 radioattivo è stata registrata anche in Francia. Lo ha reso noto l’IRSN Institut de radioprotection et de sûreté nucléaire e l’Europa degli esperti nucleari brancola nel buio: non è una sciocca battuta ma la sconcertante realtà.
Nei giorni scorsi le tracce di Iodio 131 sono state rilevate anche nei cieli di Ungheria, Polonia, Slovacchia, Austria e Germania in quantità non nocive per la salute, almeno stando a quanto dichiara l’IAEA, poiché non fornisce alcuna stima. La contaminazione dell’atmosfera è iniziata lo scorso 19 ottobre ed è stata resa nota grazie all’alert lanciato dall’Agenzia per la sicurezza nucleare della Repubblica Ceca. Tra le tantissime ipotesi avanzate anche una possibile fuga di gas radioattivi alla centrale nucleare di Krško in Slovenia.
Secondo Bruno Chareyron ingegnere e fisico nucleare del CRIIRAD Commission de recherche et d’information indépendantes sur la radioactivité:
La contaminazione è diffusa in Europa. Il punto è sapere esattamente da quando e l’origine così da infornare le persone che vivono nella zona interessata e che sono esposte alle dosi maggiori. Il fatto grave è che sono passati già molti giorni e ancora non si conosce l’origine delle emissioni di iodio 131. E’ inquietante che dopo una catastrofe come quella di Fukushima un organismo internazionale come IAEA non sia in grado di effettuare una diagnosi.
Continua a leggere: Iodio 131 radioattivo anche in Francia: ancora sconosciuta l'origine

La foto che vedete in alto rappresenta il simbolo della radioattività composto da ombrelli aperti. L’evento fa parte di una manifestazione che si è tenuta assieme a altre 6 in tutta la Francia, sabato scorso, dove in 25mila hanno protestato contro le centrali nucleari.
Questa di Strasburgo è certamente spettacolare. La Municipalità peraltro ha votato la chiusura della vicina centrale nucleare di Fessenheim una delle più vecchie del paese.
Dopo il salto il video dell’apertura degli ombrelli che vanno a comporre il simbolo e qualche intervista ai partecipanti.
Continua a leggere: Strasburgo: ombrelli contro la centrale nucleare di Fessenheim
Per l’ASN, Autorité de sûreté nucléaire, l’incidente al e Centraco centro per il trattamento di scorie nucleari della centrale nucleare di Marcoule è terminato. Questo il comunicato stampa rilasciato sul loro sito:
L’incidente al Centraco è terminato. (Comunicato nr.2). L’incidente avvenuto questa mattina al Centraco situato presso il sito di Marcoule (Gard) è terminato. L’esplosione di una fornace usata per fondere scorie nucleari metalliche ha causato un incendio domato alle 13. L’edificio non è stato danneggiato. Non è stata rilevata alcuna contaminazione: i feriti non sono contaminati e le misurazioni effettuate all’esterno dell’edificio da i tecnici e dai vigili del fuoco non hanno rilevato alcuna contaminazione. L’incidente è costato la vita a una persona mentre ci sono 4 feriti di cui uno grave. Questo incidente non comporta radiazioni e azioni di protezione verso le persone.L’ASN sospende lo stato di crisi e resta in contatto con la Prefettura di Gard e i tecnici si Socodei. L’ASN realizzerà delle ispezioni per accertare le cause dell’incidente.
In Liguria e Piemonte sono state allertate Protezione Civile con Ispra, Vigili del fuoco e tecnici dell’Arpa. E’ stato predisposto, dopo l’incidente nucleare alla centrale di Marcoule il monitoraggio ambientale. In sostanza se saranno emesse radiazioni lo si saprà nelle prossime 24-48h e nel mentre i tecnici eseguono continue rilevazioni sui valori dell’aria e del suolo.
Scrive Arpa Piemonte alle 16,26 sul suo sito:
A seguito delle notizie provenienti dalla Francia circa un’esplosione presso un deposito di scorie radioattive nell’impianto nucleare di Marcoule (sud della Francia), si informa che Arpa Piemonte segue costantemente l’evolversi della situazione con i suoi sistemi di monitoraggio. In particolare è attiva, come di consueto, la rete di allarme gamma, dotata di 29 stazioni di misura distribuite su tutto il territorio regionale che monitorano costantemente, in tempo reale, la radiazione gamma. Particolare attenzione è dedicata alle stazioni di monitoraggio di Bobbio Pellice, Cesana Torinese e Bardonecchia. Accanto a questo tipo di misure, sono effettuate anche analisi a elevata sensibilità del particolato atmosferico (spettrometria gamma e conteggio alfa e beta) che, per l’occasione, sono state opportunamente incrementate per aumentare il livelli di sensibilità. Un ulteriore approfondimento verrà realizzato con l’effettuazione di un radiosondaggio per mezzo del lancio di un pallone sonda fino alla quota di 30.000 m.Al momento non sono state osservate anomalie radiometriche. Seguiranno aggiornamenti con l’evolversi della situazione.
Intanto sono impegnati nel monitoraggio anche i ricercatori del CRIIRAD, organismo indipendente francese che ha una sua base a Avignone. Nel comunicato stampa pubblicato sul loro sito si legge:
Questo lunedì 12 settembre alle 14,15 ora locale non è stata rilevata alcuna contaminazione dalla base gestita dal CRIIRAD.

Ho letto la notizia dai media francesi e ho sgranato gli occhi. Titola Le Progrés: Centrale di Bugey, scorie radioattive evacuate per errore; sottotitolo: Incidente alla centrale nucleare di Bugey, un camion esce con un carico risultato radioattivo. In realtà avrebbe dovuto trasportare materiale di risulta raccolto in una zona non contaminata. Cosa è accaduto?
Alla centrale nucleare di Bugey sono in corso lavori relativi al progetto ICEDA - Installation de Conditionnement et d’Entreposage de Déchets Activés- per la costruzione di un deposito temporaneo per scorie nucleari, come d’altronde informa ufficialmente EDF da suo sito.
Un camion carica materiale di risulta ma non si sa ancora perché non viene controllato dalla Sicurezza; passa il controllo automatico all’uscita della centrale che però segnala anomalie sulle emissioni di radiazioni; esce comunque indisturbato; arriva a Pérouges e scarica in una cava il materiale di risulta. Ai controlli prima dell’interramento si registrano radiazioni anomale, ma nessuno ci fa caso.
Il fatto è avvenuto martedì mattina. Ma solo il giorno dopo, cioè ieri, gli addetti alla sicurezza si rendono conto che le radiazioni rilevate vanno oltre gli standard e decidono di intervenire. Ricostruiscono il percorso del camion e arrivano fino alla cava di Pérouges dove recuperano il materiale riportandolo in centrale. Non è chiaro però, e ci saranno controlli interni, da quale zona della centrale nucleare provengano i detriti e si ignora come mai il camion sia riuscito a passare nonostante il controllo automatico abbia registrato le anomalie nelle emissioni di radioattività. Intanto montano le polemiche sul fatto che il materiale di risulta non doveva contenere neanche tracce di radioattività e sul buco causato dalla sicurezza che comunque non si è allertata prima nei controlli.
Foto | Edf

Il Governo giapponese dopo la sconcertante scoperta della contaminazione da cesio della carne di oltre 650 bovini e già immessa sul mercato, ha deciso oggi per la sospensione della vendita di carne rossa proveniente da capi allevati nelle prefettura di Fukushima.
La carne è stata spedita in 38 delle 41 prefetture giapponesi e la contaminazione è avvenuta attraverso la paglia di riso usata come mangime e proveniente da una fattoria che si trova a 75 Km dalla centrale, quindi in una zona ritenuta sicura dagli esperti che hanno fissato il raggio di interdizione a 30 km dalla centrale di Fukushima Daiichi, dove è ancora in corso l’incidente nucleare. Attualmente sono in atto controlli sulla radioattività della paglia di riso anche in altre 10 prefetture vicine tra cui quelle di Tokyo, Chiba e Kanagawa, mentre il ministero dell’Agricoltura ha annunciato che intende ricostruire le rotte di rifornimento e commerciali della paglia.
Il premier Naoto Kan ha espresso le sue scuse ai giapponesi:
Mi spiace per non essere stato in grado di evitare tutto ciò.
e dopo è arrivato l’annuncio di Yukio Edano del divieto di vendita di carne proveniente, per ora, dalla Prefettura di Fukushima precisando che agli allevatori sarà riconosciuto un indennizzo. Intanto, come notano gli scienziati del CRIIRAD la popolazione continua a essere sottoposta a radiazioni senza che vengano informati delle precauzioni da adottare. Il livello di contaminazione registrato su alcuni campioni di carne è stato di 650 baquerel/chilogrammo.
Via | 20minutes, Mainichi Shinbu
Foto | Flickr
Il Giappone avvia i test sulle centrali nucleari dopo il dossier preoccupante rilasciato da AIEA. Intanto, a Fukushima città che sorge a 65 Km dalla centrale nucleare in cui è ancora in atto un incidente, si registra una situazione preoccupante, a causa delle radiazioni. Molte associazioni chiedono che l’area di evacuazione sia estesa dagli attuali 30Km a 60Km. Sarebbero così circa 300mila le persone da allontanare con tutte le conseguenze del caso. Le autorità della Prefettura di Fukushima, però rassicurano e dicono che tutti i valori rientrano nelle norme internazionali e che dunque non vi è pericolo (qui le malattie causate dalle radiazioni e qui un po’ di conti sulle radiazioni.)
Il limite fissato dalle autorità giapponesi per le radiazioni è di 20 millisievert ritenuto fascia di sicurezza. Ma questo limite viene duramente contestato dalle associazioni francesi (che di nucleare se ne intendono) poiché è il medesimo che viene applicato ai lavoratori del nucleare, tra i più esposti, ossia quelli conosciuti come “categoria A”. La loro dose di esposizione è costantemente monitorata però e sono seguiti da medici. Anche ai bambini di fukushima sarà fornito, come ai lavoratori del nucleare, un dosimetro per calcolare la quantità di radiazioni a cui sono sottoposti. Il punto è che sono bambini che non hanno scelta mentre i lavoratori hanno scelto il loro rischio. Per un lavoratore del nucleare una contaminazione interna dovrebbe essere un evento eccezionale; per i bambini di Fukushima rischia di diventare routine.
Che vi sia contaminazione da cesio dunque è certo. Ultima dimostrazione le analisi sulle urine condotte da ACRO su un campione di 10 bambini dai 6 ai 16 anni che vivono nella città di Fukushima: contengono cesio 134 e cesio 137 che non dovrebbero proprio esserci. Inoltre sebbene decadano in pochi giorni non sono esenti dall’effetto accumulo, restando le persone comunque nei luoghi contaminati in una condizione di continuo assorbimento.
Riporta Temoignage chretienne i dati raccolti a Fukushima città dagli ingegneri del CRIIRAD:
Hanno registrato in una scuola e in diversi quartieri un tasso di radiazioni a un metro dal suolo venti volte superiore a quanto stabilito dalle norme internazionali. Sottolineano che le radiazioni sono elevate anche all’interno delle abitazioni incluse quelle al quarto piano. Nelle camere sul tatami dove dormo anche i bambini le dosi sono superiori di 3 volte e di 6 volte nel salone.
Via | TF1, Le nouvel Lobs, La Croix, Libération Science
Foto | Temoignage chretienne
Da Fuskushima città giungono notizie diverse, masticate e sputate dal mainstream e perciò complicate da verificare. Dunque ieri come riferisce Reuters una manifestazione organizzata dalle mamme e dai papà preoccupati per la salute e il futuro dei loro figli. Le radiazioni nucleari conseguenza dell’incidente alla centrale di Fukushima Daiichi ci sono anche se il Governo giapponese continua a dire che è tutto sotto controllo. In atto la raccolta di firme per una petizioneche obblighi le autorità a proteggere i più piccoli.
L’associazione indipendente francese ACRO ha diffuso le rilevazioni sulle radiazioni nell’area di Kanto e Prefettura di Miyagi e non sono belle cifre. Secondo i dati diffusi anche da NHK le persone residenti a 40Km dalla centrale nucleare di Fukushima Daiichi sono state esposte a 3,2 3.2 millisieverts per circa 2 mesi.
Nell’attesa gli abitanti di Fukushima si difendono come possono o come sanno, anche piantando girasoli.
A due giorni del Northeast Asia trilateral forum, il consesso internazionale tra Cina, Corea del sud e Giappone in cui si è discusso della necessità di potenziare la cooperazione ambientale e di soccorso - soprattutto per le emergenze nucleari - fra i partecipanti, il governo nipponico ha pubblicato la carta sui livelli di radiazione nei pressi della centrale di Fukushima Daiichi. In precedenza, erano state resi noti solo i dati relativi alla zona esterna alla cintura di evacuazione (stimata in circa 20 km dal luogo del disastro).
Secondo i dati diffusi nella giornata di ieri, i livelli di radiazione varierebbero sensibilmente in funzione della direzione: è a nord ovest della centrale, ad esempio, che questi risulterebbero più preoccupanti e in fase di crescita, mentre a sud ovest i parametri risulterebbero decisamente più bassi e stazionari.
Più in dettaglio, la mappa si basa sui dati raccolti fino al 21 aprile in 2.138 punti limitrofi la centrale per una persona che fosse sottoposta a radiazioni cumulative nell’arco di un anno per 8 ore al giorno. Il risultato, comunque, è che la zona di evacuazione tende a crescere - nonostante gli esperti facciano sapere di avere riscontrato anche valori più bassi rispetto a quelli attesi - mentre i valori nella fascia dei 20 km dovrebbero essere intorno ai 20 millisievert o anche di più.
Via | Greenreport, crionline
Foto | Flickr