
Saverio Romano, palermitano è stato nominato (in alto la foto del giuramento) ministro per l’Agricoltura; Giancarlo Galan che ha guidato il dicastero fino a poche ore fa, invece è stato nominato Ministro per i Beni culturali al posto del dimissionario Sandro Bondi. Le polemiche al minirimpasto non mancano a causa delle riserve espresse in merito alla nomina di Romano proprio dal Quirinale come recita un comunicato stampa. La sua storia politico-giudiziaria la trovate qui.
L’accoglienza riservata al neo Ministro da parte della associazioni di categoria è freddina. Giuseppe Politi presidente della Cia fa sapere che è necessario iniziare a pensare da subito alla Pac 2013 che sarà preceduta dalla Conferenza nazionale sull’agricoltura da realizzarsi entro quest’anno, in cui :
Dovrà scaturire una rinnovata politica agraria; una posizione autorevole nel negoziato sulla Pac post 2013, sulla quale c’è un documento unitario delle rappresentanze del mondo agricolo, cooperativo e sindacale; interventi mirati e concreti a sostegno delle imprese e, appunto, la concertazione. E’ forte l’esigenza sia di un’azione vigorosa che tuteli e valorizzi il nostro modello di agricoltura sia di un nuovo progetto per accrescere le capacità concorrenziali delle imprese agricole e delle filiere agroalimentari per valorizzare e difendere il “made in Italy”.
Più aggressiva Slow Food Italia, che attraverso il suo presidente Roberto Burdese chiarisce che siamo al terzo avvicendamento al dicastero dell’Agricoltura nel Governo Berlusconi:
Dopo Zaia e dopo Galan, ricominciamo da zero; a metà dell’operazione il chirurgo cambia. E’ il metodo che non va bene, in un settore strategico per l’Italia e che puo’ ancora offrire posti di lavoro. Nei governi così come nelle regioni, l’agricoltura è sempre l’ultima ruota del carro, un ultimo puntello che oltretutto viene in questo momento di cambiamento della politica agricola comunitaria (Pac) e delle regole sulle barriere Wto.
Via | Con i piedi per terra
Foto | Quirinale
I risultati di una ricerca inglese, pubblicata sul Journal of Epidemiology and Community Health, prima, e sul Daily Mail, poi, stanno creando scompiglio nel mondo britannico: lo junk food - meglio noto come “cibo spazzatura” non solo farebbe ingrassare, faciliterebbe l’insorgenza del diabete e di varie malattie cardio-vascolari ma avrebbe effetti negativi anche sullo sviluppo delle capacità intellettive nei bambini.
Lo studio, importante in quanto stabilisce per la prima volta una linea diretta tra la dieta dei nostri figli e lo sviluppo armonico del loro cervello, è stato portato avanti dai ricercatori della Bristol University dimostrando che i bambini avvezzi a nutrirsi con patatine fritte, dolciumi industriali ecc. avrebbero un quoziente intellettivo inferiore di almeno 5 punti ai coetanei alimentati con le classiche regole dello slow food. Più in dettaglio, un’alimentazione corretta, ricca di frutta e verdura, sarebbe cruciale soprattutto nei primi 3 anni di vita influenzando non solo le capacità ma anche le potenzialità stesse del cervello negli infanti. Tanto che neppure modificando successivamente, e radicalmente, le scorrette abitudini alimentari sarebbe possibile ottenere un aumento del QI.
Continua a leggere: Mangiare ""slow" rende i nostri bambini più intelligenti

Nei 20 ristoranti milanesi aderenti all’iniziativa ”Il buono che avanza” si possono portare via cibo e bevande avanzate in doggy bag apposite. L’iniziativa è promossa da cena dell’Amicizia insieme a Slow Food Milano, Legambiente Lombardia e Comieco, oltre alla azienda biologica Alce Nero.
Secondo i calcoli di “Cena dell’Amicizia”ogni anno avanzano ben 37 miliardi di euro di cibo.
Nei 20 ristoranti ci sarà il marchio “Il buono che avanza” e volendo ciò che avanza del pasto può anche essere lasciato all’associazione “Cena dell’amicizia”, che si occupa da tempo di sfamare i milanesi disagiati.
Qui la lista dei 20 ristoranti aderenti all’iniziativa.
Via | Ecodallecittà
Oggi Slow Food festeggia in tutto il mondo il Terra Madre Day, dedicato ai prodotti tipici, agli alimenti biologici, sani e a filiera corta.
Le iniziative sono 1.130 in 125 paesi, Italia inclusa. Si va dai convegni sull’alimentazione alle visite nelle fattorie e nei campi, dalle festicciole della trippa agli appuntamenti nelle scuole dedicati ai bambini.
Nel nostro paese ci sono molte iniziative da seguire, le trovate tutte a questo indirizzo. Cercate quella più vicina a voi.
Se invece siete proprio dei buongustai e volete approfondire la conoscenza con il buon cibo locale, e fare amicizia a tavola, vi conviene direttamente andare a cercare il “convivium” di Slow Food più vicino nella vostra regione. L’indirizzo giusto, in questo caso, è questo.