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Tutti gli articoli con tag smart grids

In vigore le nuove tariffe per la ricarica di auto elettriche

pubblicato da Marina

nuove tariffe per la ricarica dell'elltricit�  di auto elettriche

Ricaricare l’auto elettrica da casa è possibile dal 1° gennaio di quest’anno. E’ entrata in vigore la delibera che autorizza l’installazione di un doppio contatore elettrico: uno per la casa e l’altro per le ricariche della batteria dell’auto. Lo rende noto l‘Autorità per l’energia.

I prezzi? Fa sapere l’Autorità che questi si differenzieranno anche in base alle offerte dei gestori. Ha detto il Presidente Jacopo Alessandro Ortis:

Dopo il provvedimento che ha consentito di eliminare i vincoli normativi all’installazione di un secondo contatore per le ricariche private presso le utenze domestiche, la nuova delibera faciliterà anche soluzioni per le ricariche in luoghi aperti al pubblico. L’insieme dei due provvedimenti rappresenta un ulteriore, deciso contributo allo sviluppo della mobilità elettrica. Le decisioni assunte sono coerenti con le iniziative già varate a sostegno dello sviluppo delle smart grids, per modernizzare e rendere più flessibili e intelligenti le reti di distribuzione elettrica. Questo tipo di sviluppo favorisce anche l’utilizzo delle fonti rinnovabili e l’efficienza energetica, a beneficio dell’ambiente e dei consumatori finali.

Foto | Flickr

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Pompe di calore e smart grids: le novità dell'Autorità per l'energia

pubblicato da Marina

Pompe di calore e smart grids le novit�  dell'autorit�  per l'energia

Accanto alle novità riservate alle utenze domestiche che possono richiedere punti di erogazione di energia per ricaricare auto elettriche arrivano direttive che coinvolgono pompe di calore e smart grids.

Una seconda fornitura potrà, perciò, essere richiesta per aiutare la diffusione delle pompe di calore e viene anche elevata la potenza disponibile fino a oggi fissata a 3,3 kW. Le pompe di calore, usano fonti rinnovabili, in questo caso il calore naturalmente presente nel terreno e possono servire sia per riscaldamento sia per condizionamento. Una seconda novità riguarda le smart grids.

Spiega nel suo comunicato l’Autorità per l’energia:

Il provvedimento sulla tariffa per la ricarica dei veicoli elettrici (autovetture, furgoni, autocarri, motocicli e cicli ma anche i natanti a propulsione elettrica) si inserisce nel percorso per un uso diverso e più evoluto delle reti di distribuzione dell’energia elettrica, avviato dall’Autorità con il recente provvedimento in materia di smart grid (deliberazione ARG/elt 39/10). Col termine smart grid si intende un nuovo concetto della rete di distribuzione, a forte valenza ambientale, che presuppone una rete integrata con sistemi di comunicazione e controllo che permettono anche di assorbire e gestire la produzione diffusa di energia elettrica da fonti rinnovabili e di “colloquiare” con i clienti finali, per “suggerire” un migliore uso dell’energia.

In prospettiva, sistemi di ricarica intelligente dei veicoli elettrici potranno sfruttare le potenzialità delle smart grid, ma anche la rete potrà trovarvi sinergie (servizi vehicle to grid, V2G). Ad esempio, utilizzando le batterie dei veicoli elettrici parcheggiati come strumenti di stoccaggio dell’energia elettrica, sarà possibile limitare i rischi gestionali di rete derivanti dalla natura intermittente e poco prevedibile di alcune produzioni (fotovoltaico ed eolico in particolare) e quindi di aumentarne l’utilizzo.

Foto | Flickr

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L'Autorità per l'energia vara gli incentivi per le smart grids

pubblicato da Peppe Croce

L'AutoritÃ�  per l'energia vara gli incentivi per le smart gridsL’Autorità per l’energia elettrica e il gas, con la delibera ARG/elt 39/10, ha varato i primi incentivi per chi investe nelle cosiddette “smart grids“, cioè le reti intelligenti di trasporto dell’energia elettrica a media e bassa tensione che dovranno veicolare lo sviluppo delle fonti rinnovabili.

L’incentivo consiste in una maggiorazione del 2% del tasso di remunerazione del capitale investito per 12 anni e verrà riconosciuta ai progetti sperimentali selezionati da una apposita commissione. A parte gli incentivi, però, la delibera in questione è importante perchè fissa alcuni standard tecnici per le reti intelligenti e prepara il terreno per la futura trasformazione in realtà di questa nuova tecnologia.

In Italia, a dire il vero, la sperimentazione è già partita, così come gli incentivi: a inizio febbraio Il Ministero per lo Sviluppo economico ha firmato una convenzione con Enel Distribuzione per lo sviluppo dei primi progetti che saranno concentrati nel sud del paese. Sul tavolo ci sono i primi 77 milioni di euro ai quali, adesso, si aggiungeranno gli incentivi previsti dall’Autorità per l’energia.

Via | Autorità per l’energia elettrica e il gas

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Europa 100% rinnovabile? Si inizia con l'Authority unica

pubblicato da Peppe Croce

Il direttore europeo per l'energia Lowe vuole gettare le basi per il mercato unico dell'energia in EuropaGiusto ieri parlavamo della previsione, decisamente ambiziosa, di PricewaterhouseCoopers di un’Europa 100% rinnovabile nel 2050. Una previsione che, per divenire realtà, avrebbe bisogno di una fortissima integrazione dei mercati dell’energia di tutti gli stati europei e di quelli del nord Africa. A dare man forte a questa speranza arriva il direttore generale europeo per l’energia, Philip Lowe.

In una intervista al quotidiano inglese Guardian Lowe parla della futura Agenzia europea per la cooperazione dei regolatori nazionali, una sorta di authority delle authority. Tale agenzia, secondo le previsioni di Lowe, dovrebbe vedere la luce entro marzo dell’anno prossimo e avere una cinquantina di addetti alle sue dipendenze.

Scopo della super authority dovrebbe essere quello di armonizzare le regole sulla produzione e distribuzione di energia, specialmente da fonte rinnovabile, a livello europeo per favorire la nascita di una “supergrid” continentale capace di veicolare l’energia prodotta in tutti gli stati membri.

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Parlamento europeo: priorità per stoccaggio CO2 (CCS), smart grids e mini idro

pubblicato da Peppe Croce

L'Europarlamento discute la Set

Il Parlamento europeo affronta la questione energia. Sul tavolo c’è il Set Plan (Strategic Energy Technology Plan), cioè le linee guida europee per la riduzione delle emissioni di CO2 e lo sviluppo delle energie rinnovabili. Oggi, in particolare, l’Europarlamento ha dato il suo ok ad una risoluzione sulle “low carbon tecnologies” che, detta in breve, chiede principalmente due cose: aumentare i fondi in tempi rapidi, da una parte, puntare su ricerca, piccole e medie imprese e riduzione della burocrazia, dall’altra.

La cosa più interessante, ovviamente, sono i fondi: decidere in fretta dove spenderli è fondamentale. Gli europarlamentari suggeriscono di investire 300 milioni di euro per sviluppare il Carbon Capture and Storage (CCS), cioè lo stoccaggio della CO2. Una tecnica che, di fatto, non esiste ancora e che lascia molto perplesse alcune associazioni ambientaliste come Greenpeace che temono si riveli solo una sorta di greenwashing per le centrali a carbone.

Oltre al CCS l’Europarlamento chiede maggior impegno nelle smart grids, le cosiddette reti intelligenti che permetterebbero una migliore e maggiore diffusione dei piccoli impianti da fonte rinnovabile, e lo sviluppo del mini idro, cioè l’idroelettrico di piccola capacità. Più in generale, se guardiamo al Set Plan, i fondi messi a disposizione dall’Europa sono pari a 45 miliardi di euro per i prossimi dieci anni, così divisi:

6 miliardi per l’eolico
6 miliardi per il solare
2 miliardi per le reti elettriche
9 miliardi per le bioenergie
13 miliardi per il CCS
7 miliardi per la fissione nucleare
5 miliardi per le fuel cell e l’idrogeno

Via | Parlamento eurpeo
Foto | Parlamento europeo

Rete del Mare del Nord: i pregi e i difetti del futuro network europeo delle rinnovabili

pubblicato da Peppe Croce

Un network collegherà le rinnovabili del nord EuropaAi primi di gennaio Gran Bretagna, Danimarca, Germania, Francia, Svezia, Belgio, Lussemburgo e Irlanda hanno posto le basi di uno dei progetti più interessanti nel campo delle rinnovabili. Lo hanno chiamato “Rete del Mare del Nord” e consisterà nel collegare i principali impianti nordeuropei di produzione elettrica da fonti rinnovabili tramite circa 6.000 chilometri di cavi, in gran parte posati sul fondo del Mare del Nord.

L’idea è quella di mettere in rete la produzione dei vari paesi e farla circolare in maniera intelligente per ottimizzarne l’utilizzo. Le rinnovabili, infatti, come tutti ormai ben sanno hanno il grosso limite dell’intermittenza. Tale limite crea a volte problemi alle reti elettriche: sovraccarichi, prima di tutto, ma anche difficoltà di programmare le infrastrutture di trasporto di quantità di energia non facilmente prevedibili. Per superare questi problemi, da qualche tempo, si stanno progettando le smart grids.

La “Rete del Mare del Nord”, però, è qualcosa di diverso dalle smart grids perchè è progettata per veicolare l’energia dei grossi impianti da decine, a volte centinaia, di MW. Il fulcro di tutto il sistema, infatti, saranno le grandi centrali idroelettriche nord europee che faranno da “batteria di accumulo” per l’energia in eccesso durante i picchi di produzione delle centrali alimentate dalle altre fonti. Questo ruolo di accumulatore, in realtà, le centrali elettriche già lo fanno ma per l’energia prodotta dalle centrali termoelettriche ad idrocarburi.

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Sblocca-reti: nominati i commissari. Buone notizie per le rinnovabili o per il nucleare?

pubblicato da Peppe Croce

Il Governo ha nominato i commissari per le infrastrutture energetiche

Come previsto dal decreto-legge n. 78 del 1° luglio 2009, il cosiddetto decreto “sblocca-reti” che tanto aveva fatto arrabbiare il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, il Governo ha nominato i commissari straordinari per le infrastrutture energetiche. Sono cinque in totale, come riporta l’agenzia giornalistica Asca:

Francesco Vetro’ (professore di Diritto dell’Energia all’Universita’ del Salento, gia’ membro del Gruppo esperti nucleare presso il Ministero dello Sviluppo Economico) per le infrastrutture gas; Anna Maria Cancellieri (Prefetto di Genova) per le stazioni elettriche in Veneto e Calabria; Carlo De Stefano (Prefetto e Direttore centrale della Polizia di Prevenzione) per le stazioni elettriche correlate alle fonti rinnovabili in Lazio, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia; Paolo Calvo (Prefetto e Vice Capo della Polizia) per i nuovi elettrodotti in Campania e Puglia; Ermanno De Francisco (Consigliere di Stato e componente della struttura tecnico giuridica del Sottosegretario Letta) per il potenziamento di elettrodotti in Campania, Puglia e Calabria.

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Smart grids: inizia la sperimentazione al sud Italia

pubblicato da Peppe Croce

In arrivo 77 milioni di euro per la sperimentazione delle reti elettriche intelligenti

Per una volta l’Italia è un passo avanti nel settore della gestione e distribuzione dell’energia elettrica. Il Ministero per lo Sviluppo economico, infatti, ha firmato una convenzione con Enel Distribuzione per l’avvio della sperimentazione delle cosiddette smart grids, cioè le reti intelligenti di trasporto dell’elettricità. Si tratta di un primo passo verso la rete del futuro che sarà profondamente diversa da quella attuala basata su grandi dorsali formate da enormi tralicci da 380Kv che collegano i poli produttivi (in buona sostanza le zone dove ci sono le centrali termoelettriche) e i poli di consumo (cioè le grandi città). Le nuove reti, al contrario, nascono per interconnettere tante piccole centrali di produzione, generalmente da fonti rinnovabili e intermittenti, che spesso si trovano all’interno delle zone dove l’energia si consuma come nel caso dei tetti fotovoltaici.

Proprio per questo motivo a creare e gestire le reti intelligenti non sarà Terna, proprietaria della rete nazionale ad alta e altissima tensione, ma Enel Distribuzione, che possiede e gestisce la rete a media e bassa tensione più che sufficiente per instradare la produzione dei piccoli impianti. Piccoli e piccolissimi perchè l’accordo tra il Ministero ed Enel ha alcuni particolari interessanti. Innanzitutto è specifico per l’assolato su dell’Italia: si inizia in Sicilia, Puglia, Campania e Calabria; poi è concentrato sugli impianti tra i 100Kw e 1 Mw. Quest’ultimo particolare non è da poco, anzi è un messaggio abbastanza chiaro verso i produttori (o aspiranti tali) di energie rinnovabili: il Governo punta sui piccoli impianti e non sui grandi impianti a terra. Un megawat di fotovoltaico, infatti, richiede una superficie compresa tra i tre e i cinque ettari a seconda che i pannelli siano fissi o installati sugli inseguitori solari e, proprio nel sud Italia, ci sono già numerose proteste sugli impianti fotovoltaici di grossa taglia che, a detta di chi non li ama, consumerebbero troppo suolo agricolo vergine.

La nuova rete di produzione e trasmissione dell’energia, quindi, nelle intenzioni del Ministero per lo Sviluppo economico è diffusa e a maglie strette e interconnesse. Per raggiungere questo obbiettivo sono stati messi sul tavolo 77 milioni di euro. Pochi, a dire il vero, ma per ora si tratta solo di far partire una sperimentazione su un sistema che è più teorico che pratico. Il più convinto e tenace sostenitore delle smart grids è, notoriamente, Jeremy Rifkin. Il professore statunitense di economia le ritiene fondamentali per la terza rivoluzione industriale, quella dell’energia, che sarà caratterizzata dall’abbandono del petrolio e degli altri idrocarburi in favore delle rinnovabili, fotovoltaico in testa.

Dopo il salto la lezione tenuta da Jeremy Rifkin all’università di Palermo.

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