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Tutti gli articoli con tag solare termodinamico

UniCredit entra nel progetto Desertec

pubblicato da Peppe Croce

UniCredit entra nel progetto Desertec

Anche le banche italiane dentro il progetto Desertec: apre le danze UniCredit che ha annunciato, tramite comunicato stampa, di essere entrata a far parte della Desertec Industrial Initiative (Dii). Un po’ per coscienza, un po’ per soldi.

Abbiamo deciso di diventare azionisti di Dii e ciò rappresenta un ulteriore passo nell’ambito della nostra strategia complessiva volta alla sostenibilità, dando il nostro contributo alla lotta contro il cambiamento climatico

Così parla Vittorio Ogliengo, di UniCredit senza citare le possibilità economiche che, tra l’altro, ancora sono tutte da valutare: Desertec prevede la produzione in nord Africa, entro il 2050, del 15% dell’energia elettrica consumata in Europa partendo da fonti rinnovabili (soprattutto eolico e solare termodinamico a concentrazione). Quel che ancora non è chiaro, invece, è se di qui a quella data ci sarà la possibilità di captare gli incentivi statali europei anche per la produzione elettrica rinnovabile africana.

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Detrazioni 55% anche per il termodinamico. Ma non per tutto

pubblicato da Peppe Croce

Detrazioni 55% anche per il termodinamico. Ma non per tutto

C’è voluta l’Agenzia delle Entrate per far chiarezza sulla possibilità o meno di usufruire delle detrazioni del 55% per il solare termodinamico a concentrazione. La detrazione c’è, ma è solo parziale: si può detrarre solo la parte dell’impianto relativa alla produzione di calore e acqua calda.

Il solare termodinamico, in realtà, di calore e acqua calda ne fa assai pochi: questi impianti, infatti, servono soprattutto a produrre energia elettrica rinnovabile. Basti pensare al famoso impianto Archimede di Priolo, per rendersene conto: il sole viene catturato e concentrato per riscaldare un fluido che, a sua volta, riscalda l’acqua.

Ma l’acqua calda, in questo caso, non è il prodotto finale: serve a muovere la turbina che produce l’elettricità. L’Agenzia delle Entrate, tuttavia, ha voluto far chiarezza visto che, evidentemente, qualcuno avrà pensato di poter detrarre il 55% di tutto il costo dell’impianto dalle tasse. Decisamente troppo.

Via | Agenzia delle Entrate
Foto | Protermosolar

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Enel favorita in Marocco per il termodinamico. Desertec si avvicina

pubblicato da Peppe Croce

Enel favorita in Marocco per il termodinamico. Desertec si avvicina

Enel Green Power è entrata nella “short list” delle papabili aziende che costruiranno una centrale solare termodinamica in Marocco. Si tratta di un primo stralcio di un progetto per 500 MW di potenza totale installata nel 2015. Il Marocco, in realtà, vuole fare anche di più: entro il 2020 mira a raggiungere i due GW.

I grandi gruppi dell’energia si sono fiondati sull’affare: sono state 19 le società che hanno partecipato alla prima fase di selezione che, in breve tempo, ha portato ad una lista di soli quattro gruppi in gara per realizzare gli impianti solari: un consorzio guidato da Enel Green Power con la spagnola Asc, un altro che vede dentro Mitsui, Abeinsa, Abengoa Solar e Abu Dhabi National Energy, un terzo gruppo formato da Orascom, Solar Millenium e Evonik Steag e, infine, International Company for Water & Power.

Il colossale progetto Desertec, che il ministro marocchino per l’Energia Amina Benkhadra, ha definito “ardito, ma realistico”, fa passi avanti. La tecnologia che verrà utilizzata sarà sostanzialmente gemella di quella utilizzata nel progetto Archimede sperimentato (ma mai portato realmente a termine) a Siracusa da Enel: grandi specchi che concentrano il calore su un tubo all’interno del quale scorrono sali fusi.

Con il calore catturato dai sali si produce il vapore che viene poi inviato ad una classica centrale termoelettrica a ciclo combinato.

Via | Investire Oggi, Enel

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Desertec: entra pure Terna. E l'Africa potrebbe essere più avanti dell'Italia

pubblicato da Peppe Croce

Il nucleare ucciderà il progetto desertec? Primi problemi in Algeria e GermaniaTerna ha annunciato, a fine settembre, di essere entrata nel progetto Desertec con quote paritetiche rispetto agli altri partner europei ed africani.

Il progetto, come ormai i lettori sanno bene, prevede l’installazione nel deserto nordafricano di centinaia di megawatt di pannelli solari termodinamici per produrre energia elettrica per la riva sud del Mediterraneo come anche per quella nord: è previsto, infatti, anche il collegamento elettrico con l’Europa.

Collegamento che dovrebbe essere doppio: uno dalla Spagna e uno dal medio oriente attraverso la Turchia. E, a questo punto con l’interessamento di Terna, anche triplo con un terzo cavo che parte dalla Tunisia e arriva in Italia.

Non per niente l’Amministratore Delegato della Desertec Industrial Initiative, Paul Van Son, ha dichiarato:

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Centrali elettriche: fumate nere per carbone e petrolio a Rossano e Augusta

pubblicato da Peppe Croce

Centrali elettriche: fumate nere per carbone e petrolio a Rossano e Augusta

La “strana riconversione” della centrale termoelettrica Enel di Rossano, in Calabria, non convince il Ministero dell’Ambiente: la conferenza di servizi di un paio di giorni fa è stata infatti rinviata. Il motivo è semplicissimo: manca ancora la Valutazione d’impatto ambientale (Via).

Enel, tuttavia, vuole stringere i tempi e durante l’incontro ha esposto ugualmente il progetto, compresa la questione del “policombustibile”: carbone, gas naturale, biomassa e solare termodinamico per alimentare la stessa centrale.

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La Spagna primo Paese per il solare termodinamico

pubblicato da Marina

la centrale la Florida in Spagna

Mentre in Italia giochiamo alla sperimentazione, cincischiamo sulle nuove tecnologie rinnovabili per la produzione di energia elettrica, tanto centrale nucleare ci penserà, in Spagna con il solare termodinamico fanno sul serio e dimostrano che una centrale del genere funziona. E’ stata infatti inaugurata la centrale La Florida da 50 MW di Renovables Samca a Alvarado che consente agli iberici di raggiungere il primato mondiale per potenza installata, portando il totale a 432 MW e superando gli Stati Uniti che ne contano 422 MW.

Leggo sul sito Protermo Solar, l’associazione spagnola per l’industria solare termodinamica:

Questo centro ha sviluppato una nuova tecnologia per SAMCA che ha sistema di stoccaggio termico con sali fusi. E’ una pietra miliare nello sviluppo del settore e grazie alla dimensione del campo solare, di 550.000 m2 di bacino idrografico, diviene la più grande centrale sia in Spagna sia altrove.

Attualmente in Spagna sono attive 10 centrali a concentrazione solare: PS 10 (11 MW), PS 20 (20 MW), Andasol 1 (50 MW), Puertollano (50 MW), Puerto Errado (1,4 MW), La Risca (50 MW), Andasol 2 (50 MW), Solnova 1 (50 MW), Extresol 1 (50 MW), Solnova 3 (50 MW) e La Florida (50 MW).

Via | Chilerenovables, zeroemission.Tv,
Foto | Protermosolar

Priolo: la centrale solare termodinamica a concentrazione Archimede vede la luce, anche se in versione ridotta

pubblicato da Peppe Croce

Priolo: la centrale solare termodinamica a concentrazione Archimede vede la luce, anche se in versione ridottaAlla fine, dopo dieci anni di diatribe, la centrale solare Archimede di Priolo è stata inaugurata, in pompa magna. E’ una buona notizia per l’ambiente, perché la tecnologia del solare termodinamico a concentrazione è molto interessante, pur non essendo perfetta. Di sicuro è stato scelto il periodo migliore per l’inaugurazione: col caldo torrido che fa in questi giorni in Sicilia, la nuova centrale farà subito il boom di MW.

Ma anche no. Nel senso che l’impianto inaugurato ha una potenza di 4,96 MW: quanto due pale eoliche neanche troppo grosse. Si tratta, infatti, della versione ridotta (al Minambiente la chiamano sperimentale) del progetto originario che prevedeva 50 MW di potenza. Ma, si sa, in tempi di crisi economica bisogna accontentarsi ed è già grasso che cola che un’azienda semipubblica come Enel alla fine sia riuscita a far partire l’impianto.

E, dopo anni di attesa, poco importa se sia partito con sei mesi di ritardo rispetto a quanto promesso dal commissario dell’Enea (che ha fatto il progetto ai tempi della presidenza Rubbia), Giovanni Lelli, a fine novembre: l’anno scorso Lelli promise di inaugurare l’impianto a gennaio 2010, specificando i fini sperimentali

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Il fascino del carbone: la strana riconversione della centrale Enel di Rossano

pubblicato da Peppe Croce

Il fascino del carbone: la strana riconversione della centrale Enel di Rossano

Mentre tutta Italia viaggia verso la conversione delle vecchie centrali elettriche, trasformandole in impianti a ciclo combinato a gas naturale, l’Enel in Calabria decide di puntare tutto sul carbone. Ma, poichè non ha il coraggio di dirlo, parla di “policombustibile”.

E, per policombustibile, Enel intende carbone (pulito, che te lo dico a fare…), gas naturale, biomassa e solare termodinamico. Tanta roba, per una centrale sola e, come al solito, il diavolo è nei dettagli: quanto carbone e quanto tutto il resto?

Secondo Legambiente e il comitato del no si parla di almeno l’80% di carbone. Poli mica tanto, quindi…

Ma la cosa più strana di questa faccenda è che la centrale di Rossano ha già subito una riconversione negli anni passati: nel 95-96, infatti, quattro degli otto gruppi produttivi (per un totale di circa 450 MW) sono stati convertiti a gas naturale. Con gli altri quattro gruppi già a metano si arriva ad un totale di 1.700 MW.

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Enel Green Power entra nel progetto Desertec

pubblicato da Peppe Croce

Anche l'italiana Enel dentro il progetto Desertec

Alla fine anche Enel ha deciso di entrare in Desertec, il mega progetto internazionale di produzione di energia rinnovabile nel deserto africano. Insieme all’italiana Enel aderiscono anche l’azienda francese Saint Gobain, l’americana First Solar, la spagnola Red Electrica, la marocchina Nareva. Così ha commentato l’ingresso di Enel Green Power il suo presidente, Francesco Starace:

Sosterremo fortemente l’iniziativa insieme ai nostri partner, potendo apportare la nostra expertise nel settore geotermico, la nostra capacita’ nel settore eolico nonche’ il nostro impegno nello sviluppo di nuove tecnologie sia nel fotovoltaico, sia nel solare termodinamico, in particolare con Archimede

In realtà il grosso dell’apporto di Enel verrà dal solare termodinamico a concentrazione, cioè dal progetto Archimede. Desertec, infatti, pur essendo un’iniziativa da 400 miliardi di euro di investimenti in 40 anni, in realtà si concentrerà su tecnologia a basso costo: più che fotovoltaico molto termodinamico, sfruttato su grande scala.

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Parlamento europeo: priorità per stoccaggio CO2 (CCS), smart grids e mini idro

pubblicato da Peppe Croce

L'Europarlamento discute la Set

Il Parlamento europeo affronta la questione energia. Sul tavolo c’è il Set Plan (Strategic Energy Technology Plan), cioè le linee guida europee per la riduzione delle emissioni di CO2 e lo sviluppo delle energie rinnovabili. Oggi, in particolare, l’Europarlamento ha dato il suo ok ad una risoluzione sulle “low carbon tecnologies” che, detta in breve, chiede principalmente due cose: aumentare i fondi in tempi rapidi, da una parte, puntare su ricerca, piccole e medie imprese e riduzione della burocrazia, dall’altra.

La cosa più interessante, ovviamente, sono i fondi: decidere in fretta dove spenderli è fondamentale. Gli europarlamentari suggeriscono di investire 300 milioni di euro per sviluppare il Carbon Capture and Storage (CCS), cioè lo stoccaggio della CO2. Una tecnica che, di fatto, non esiste ancora e che lascia molto perplesse alcune associazioni ambientaliste come Greenpeace che temono si riveli solo una sorta di greenwashing per le centrali a carbone.

Oltre al CCS l’Europarlamento chiede maggior impegno nelle smart grids, le cosiddette reti intelligenti che permetterebbero una migliore e maggiore diffusione dei piccoli impianti da fonte rinnovabile, e lo sviluppo del mini idro, cioè l’idroelettrico di piccola capacità. Più in generale, se guardiamo al Set Plan, i fondi messi a disposizione dall’Europa sono pari a 45 miliardi di euro per i prossimi dieci anni, così divisi:

6 miliardi per l’eolico
6 miliardi per il solare
2 miliardi per le reti elettriche
9 miliardi per le bioenergie
13 miliardi per il CCS
7 miliardi per la fissione nucleare
5 miliardi per le fuel cell e l’idrogeno

Via | Parlamento eurpeo
Foto | Parlamento europeo