
L’associazione internazionale Sea Shepherd Conservation Society ha appena lanciato l’Operazione Blu Rage, Rabbia Blu, una campagna in difesa del tonno rosso nel Mediterraneo, perché “l’estinzione è per sempre”.
La stagione della pesca del tonno rosso nel Mediterraneo comincia proprio a maggio e dura fino ad agosto, il che significa che l’operazione Rabbia Blu contro la pesca illecita del tonno rosso nelle acque del Mediterraneo sarà lunga.
L’associazione, a bordo della Steve Irwin che solcherà le acque del Mediterraneo per tutta l’estate, si impegna a fare il possibile per difendere il tonno dall’estinzione secondo quando stabilito dalle leggi e dagli accordi internazionali. Per chi volesse seguire l’operazione RabbiaBlu da vicino, l’equipaggio aggiornerà il blog.
Se non riuscite ad essere blu, né rossi dalla rabbia per la pesca al tonno perché il sushi vi piace troppo, potete dare il vostro contributo alla causa scegliendo di non mangiare tonno rosso e/o provando le alternative sostenibili.

L’Università di Rhode Islands, dopo dieci anni di studio ha presentato una super trota iridea OGM, destinata, secondo gli obiettivi a stravolgere il mercato dell’acquacoltura. A capo del progetto di ricerca Terry Bradley, che è ricorso alla miostatina, una proteina che rallenta la crescita muscolare, ottenendo, ha riferito,”risultati sorprendenti” negli ultimi due anni, con la trota che ha sviluppato il 15-20 % in più di massa muscolare rispetto agli standard di questa specie senza che le sia stato somministrato del cibo in più.
La modifica genetica, dalla prima generazione di trote, si è spostata già alla seconda generazione e le super trote si sono riprodotte normalmente.
Ha detto Terry Bradley:
Abbiamo ottenuto risultati piuttosto sorprendenti tanto che stiamo studiando analoghe modifiche per salmone, passera e tonno. I risultati promettono implicazioni significative per l’acquacoltura e forniranno informazioni completamente nuove sui meccanismi di crescita dei pesci. I risultati permettono anche un confronto tra i meccanismi di crescita del muscolo nei mammiferi rispetto al pesce e potrebbero far luce su alcune malattie muscolari negli esseri umani.
Per ora la super trota iridea resta per fortuna oggetto di studio, in quanto sono da accertare i meccanismi di influenza delle modifiche genetiche sull’intero organismo.
Via | ScienceDaily
Più volte abbiamo parlato su Ecoblog della questione relativa al tonno rosso e al fatto che la riduzione del suo stock stesse portando questa specie all’estinzione. Dopo numerosi tira e molla, nei quali anche il nostro Paese non si è certo distinto come leader per raggiungere il fermo della caccia, è finalmente arrivato un accordo importantissimo a livello planetario.
Infatti l’ICCAT, l’organizzazione internazionale che gestisce la pesca del tonno rosso nell’Atlantico e nel Mediterraneo, ha approvato all’unanimità una proposta dell’UE per ridurre già dall’anno prossimo del 40% le catture, passando quindi dalle attuali 22.000 a 13.500. L’assemblea generale ha preso altre misure per la protezione del tonno rosso.
In primo luogo la stagione di pesca sarà ridotta a un solo mese che andrà dal 15 maggio al 15 giugno senza alcuna possibilità di proroghe per il maltempo. Inoltre i Paesi membri dell’ICCAT si sarebbero impegnati a lavorare di comune accordo per la riduzione della capacità delle loro flotte, con l’obiettivo di dimezzarle entro il 2011.
Continua a leggere: Tonno rosso: approvata la riduzione del 40% delle catture
Della questione del tonno rosso e dei seri problemi di estinzione a cui sta andando incontro questa specie abbiamo più volte parlato su Ecoblog. A tal proposito è notizia di questi giorni come la Gran Bretagna abbia preso la decisione di affiancare la Francia per porre un freno alla pesca di questa pregiata specie.
Il Regno Unito appoggerà infatti la proposta di divieto di pesca della Convenzione Cites (Convention on the International Trade in Endangered Species) ovvero l’associazione che regola il commercio internazionale di specie in pericolo. La decisione è stata presa dopo un lungo colloquio il cui obiettivo era quello di trovare soluzioni per impedire che la specie potesse andare incontro ad una diminuzione senza possibilità di ritorno del suo stock.
La soluzione trovata è stata ovviamente quella obbligata ovvero porre un fermo illimitato al tonno rosso ed evitare qualsiasi forma di pesca della specie. Il presidente francese Nicolas Sarkozy si è detto compiaciuto commentando come la presa di tale decisione non solo sia stata una scelta obbligata, ma soprattutto un importante segnale nel senso che o si sarebbe agito ora o sarebbe stato poi troppo tardi.
Continua a leggere: Tonno rosso: stop alla pesca per Francia e Gran Bretagna
Il Parlamento europeo ha accolto la proposta di recepire il piano di ricostituzione del tonno rosso dell’ICCAT. Decisione presa dopo che, lo scorso 19 settembre, la Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell’Atlantico (ICCAT) aveva chiuso la pesca del tonno rosso nell’Atlantico orientale e nel Mediterraneo per il 2007 perché le tonnellate di pesca consentite era esaurite. Pochi giorni dopo era stata aperta dalla Commissione Ue una procedura di infrazione nei confronti di sette Stati, tra cui l’Italia, per non aver comunicato i dati relativi alle catture.
Il piano di ricostituzione prevede riduzione dei totali ammissibili di cattura (TAC), aumento della taglia minima per il tonno rosso, zone e periodi di divieto e misure di controllo e di contrasto alla pesca illegale. Per quanto riguarda la riduzione delle catture questa avverrà in modo graduale: nel 2008 le tonnellate consentite saranno 28.500, nel 2009 27.500 per poi arrivare a 25.500 nel 2010. Il Parlamento ha però proposto che la Commissione trasmetta a ogni Stato un piano di pesca dove venga fissato il numero di pescherecci e tonnare da autorizzare per ogni Paese, in quanto superiori alle quote disponibili di pesca. In realtà si poteva fare di più. Un emendamento dei Verdi/ALE chiedeva una riduzione delle quote a 8.532 tonnellate per ciascun paesi: la proposta non è però passata (62 voti favorevoli, 457 contrari e 17 astensioni).
Continua a leggere: Tonno rosso, il Parlamento Ue accoglie il piano di ricostituzione
Del tonno pinna azzurra e del calo che ha subito nell’atlantico ne avevamo già parlato. Ma che un pescatore, tale Diego Crespo, che basa il suo reddito sulla pesca del tonno ammetta che questo potrà essere uno degli ultimi anni della sua attività, e non certo perché in procinto di pensionamento, è quanto meno emblematico.
La pesca di questo pesce che può arrivare a pesare fino a mezza tonnellata è stata fortemente incentivata dalla richiesta del mercato giapponese per le sue carni tenere e saporite, “indispensabili” per la preparazione del sushi servito nei ristoranti più lussuosi.
Avevamo già parlato del rischio estinzione del pregiato tonno rosso a causa della pesca eccessiva praticata per lungo tempo. Lo scorso gennaio la Commissione internazionale per la protezione dei tonni nell’Atlantico (ICCAT) aveva stabilito le quote della pesca della specie tra tutte le parti aderenti all’organizzazione, tra cui l’Europa e i suoi Stati membri. L’Italia sembra però essere stata un po’ indisciplinata, meritandosi una bella procedura di infrazione da parte della Commissione Europea: non abbiamo infatti inviato all’Europa, entro la scadenza prevista, i dati relativi alle catture del tonno rosso nell’Atlantico orientale e nel Mediterraneo. Tra i cattivi della classe anche Cipro, Francia, Grecia, Malta, Portogallo e Spagna.
L’invio all’Europa di questi dati è essenziale per verificare se ogni Stato ha rispettato la quota di pesca assegnata in virtù del programma di controllo dello stock di tonno rosso stabilito dall’ICCAT. Ora l’Italia e gli altri paesi hanno un mese di tempo per rispondere.
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Il tonno (Thunnus sp) fa parlare di se sia per la sua sempre più alta percentuale di scomparsa per la troppa pressione della pesca, sia per i suoi allevamenti che oltre a provocare una sparizione ancora più accentuata di questi stock (visto che tutti i tonni di allevamento derivano da tonni pescati con le tonnare e poi trasferiti in gabbie) provoca anche la sparizione di praterie di Posidonia oceanica.
Non bastavano le reti a strascico, le ancore, gli scarichi civili ed industriali, la costruzione di opere a mare o i reimpianti, come il caso letale di Santa Marinella, a degradarla, adesso il polmone del Mediterraneo deve temere anche gli allevamenti dei tonni.
La Posidonia oceanica è una pianta e come tale ha bisogno di luce per la fotosintesi clorofilliana, ma gli impianti intensivi di allevamento dei tonni hanno la brutta capacità di ombreggiare i fondali e di intorbidire l’acqua sia a causa delle forti concentrazioni di deiezioni sia a causa dei mangimi (che altro non sono che farine di pesci piccoli come il pesce azzurro) ma anche a causa di sostanze medicinali e antibiotiche date ai tonni.
La Coop ha rinunciato alla vendita del tonno rosso. La decisione, che significa la salvezza di circa 6mila animali l’anno, è stata resa nota dal Segretario generale del WWF Italia, Michele Candotti, che insieme a Greenpeace sostiene la campagna per al salvaguardia di questa specie in estinzione. “E’ un forte segnale di educazione rivolto ai propri consumatori ed una grande segnale di responsabilità che apprezziamo moltissimo – dice Candotti - L’augurio è che anche in Italia la lista si allunghi, per coinvolgere sempre di più consumatori, pescatori, ristoratori e tutti coloro che hanno a cuore il bene della natura e di un’economia sana e sostenibile”.
Sebbene l’Iccat (Commissione internazionale per la conservazione del tonno in Atlantico e Mediterraneo) sappia che per evitare l’estinzione della specie non si possano pescare più di 15.000 tonnellate l’anno di tonno rosso, le quote fissate nelle aree interessate sono pari a 29.500 tonnellate.
Ieri a Bagheria (Palermo) i NAS hanno sequestrato 15mila confezioni di tonno pronto per la vendita, perché contaminate da mercurio.
I NAS avevano fatto dei prelievi il mese scorso nell’impianto siciliano, e le analisi hanno in seguito rivelato che il pesce inscatolato conteneva una percentuale di mercurio molto al di sopra dei limiti consentiti dalla legge. Le confezioni sono state ritirate dal mercato e il responsabile dell’azienda denunciato.
Il mercurio, metallo liquido usato nei termometri, è una sostanza che, se assorbita in grandi quantità, provoca gravi danni al sistema nervoso, malformazioni nel feto e aborti spontanei nelle donne in gravidanza. Se sversato in acqua viene assorbito dai piccoli pesci, e qui si accumula nei loro tessuti. Tonno e pescespada stanno in cima alla catena alimentare marina, e accumulano quantità molto elevate di mercurio. Al gradino superiore ci sta l’uomo…