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Tutti gli articoli con tag tsunami

Incidente nucleare di Fukushima Daiichi causato da errori di Tepco

pubblicato da Marina

tepco responsabile dell'incidente nucelare di Fukushima Daiichi Secondo un gruppo di esperti nominati dal Governo giapponese la causa dell’incidente nucleare di Fukushima Daiichi (dopo il salto il video che ne ricostruisce la sequenza) risiederebbe nell’imperizia e mancanza di organizzazione piuttosto che nell’evento del terremoto e del conseguente tsunami accorsi lo scorso 11 marzo. Il rapporto, per ora incompleto, è stato pubblicato ieri. Nelle 507 pagine di questa relazione intermedia (la conclusione sarà pronta nella seconda metà del 2012) grazie alle interviste di 400 relatori emerge che le autorità giapponesi avevano grossolanamente sottovalutato il rischio tsunami ritenendo improbabile che un onda potesse superare i sei metri. Il muro d’acqua che ha spazzato la costa nord-orientale del Giappone l’11 marzo, dopo un terremoto di magnitudo 9 in realtà in alcuni punti ha superato i 12 metri.

Nel documento gli esperti sostengono:

C’è stato un problema importante in merito alla preparazione alle catastrofi nucleari. Il fatto che l’altezza dello tsunami abbia superato le aspettative non deve costituire una scusante per la società Tokyo Electric Power (Tepco) rispetto alla gestione del sinistro, il peggiore dal Chernobyl nel 1986.

Secondo il professore Yotaro Hamatura, Presidente della Commissione d’inchiesta nominata dal governo, le autorità:

Hanno rifiutato di assumersi la responsabilità, dicendo che le onde dello tsunami hanno superato tutte le aspettative. Questo incidente ci ha dato una lezione importante: dobbiamo essere preparati per l’inimmaginabile.

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Al Dalai Lama piacciono le centrali nucleari sicure

pubblicato da Marina

Il Dalai lama con il primo ministro Giapponese Shinzo Abe Centrali nucleari sicure. Nel dopo Fukushima sembra un ossimoro. L’idea però che il nucleare civile possa essere sicuro piace a Tenzin Gyatso ossia XIV Dalai Lama e massima autorità spirtituale del buddhismo tibetano.

Ha dichiarato Sua Santità ai microfoni di Sky Tg24 durante la sua visita ai sopravvissuti in alcune delle zone colpite dal terremoto e dallo tsunami dello scorso 11 marzo in Giappone, teatro dell’incidente nucleare a Fukushima Daiichi ancora in atto:

Sono contrario alle armi nucleari, lo sostengo invece per fini pacifici ma è una questione molto complessa. L’umanità e il mondo hanno bisogno di più energia ma io credo che adesso la cosa più urgente sia il divario tra ricchi e poveri. Abbiamo bisogno di più energia ma finché non troviamo un’alternativa ai beni combustibili fossili, una fonte di energia pulita che non danneggi l’ambiente, fino a quel momento dobbiamo sfruttare tutte le possibilità che abbiamo. Naturalmente dipende dai popoli delle varie nazioni perché è la voce del popolo che decide. Nei regimi democratici ovviamente: in quelli totalitari è un po’ diverso.

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"Fukushima città di morte": la frase costa le dimissioni al ministro Yoshio Hachiro

pubblicato da Marina

lanterne a soma città a 100km da fukushima

Oggi è un triste anniversario per il Giappone: sei mesi fa, l’11 marzo 2011, il terremoto prima, tsunami poi e incidente nucleare a Fukushima Daiichi. Nella città di Soma nella Prefettura di Fukushima, (la foto in alto di Japan Today) i cittadini, per commemorare le vittime, hanno librato nel cielo centinaia di lanterne. L’immagine è molto poetica e vuole portare un po’ di dolcezza in tutta questa amara vicenda.

A amareggiare ulteriormente, infatti le dimissioni del ministro all’economia, Yoshio Hachiro rassegnate dopo aver pronunciato, durante la conferenza stampa di venerdì, alla fine della visita alla città di Fukushima:

Purtroppo, non c’era un’anima viva per le strade. Questo ricordava una città di morte.

Non solo, ma dopo aver visitato la centrale nucleare di Fukushima Daiichi fa il gesto di strofinare la sua giacca contro quella di un giornalista spiegandogli che così lo avrebbe contaminato con le radiazioni.

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Tsunami a Fukushima: gli effetti fino in Antartide

pubblicato da Marina

Nasa foto iceberg tsunami giappone

Quella che vedete in alto è l’immagine catturata dalla NASA e oggetto di studio e pubblicazione di Brunt Kelly studioso della criosfera al Goddard Space Flight Center. Dopo lo tsunami dello scorso 11 marzo che ha seguito il devastante sisma in Giappone, si sono staccati diversi iceberg dalle coste dell’Antartide.

Kelly non si è limitato a registrare l’evento ma ha seguito l’evolversi degli effetti dell’onda sulla piattaforma di Sulzberger che da circa 46 anni era rimasta intatta. Per realizzare lo studio è ricorso alle immagini catturate da diversi satelliti della NASA e i risultati sono stati pubblicati sul Journal of Glaciology in cui si rimarca il legame tra tsunami e nascita di iceberg.

Il video della NASA dopo il salto.

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Fukushima Daiichi, nel reattore nr.1 poca acqua e un buco

pubblicato da Marina

reattore fukushima daiichi A Fukushima Daiichi non si riesce ancora a fermare l’incidente nucleare avvenuto l’11 marzo dopo il terremoto e lo tsunami. Sono passai due mesi, ma di fatto i pericoli ci sono ancora tutti, incluso quello di continuare a contaminare con acqua radioattiva l’Oceano.

A preoccupare considerevolmente è il reattore nr.1. I tecnici della Tepco hanno rilevato che manca l’acqua necessaria a coprire le barre del combustibile nucleare. E mancherebbe perché ci sarebbe un buco nella campana di contenimento del reattore causato dalla fusione delle barre nucleari, precipitate sul fondo e ora scoperte. Le barre sono lunghe 4 metri e l’acqua dovrebbe essere a 5 metri, ossia 1 metro sopra; ma i tecnici Tepco hanno calcolato che il livello dell’acqua è di 5 metri al di sotto delle barre, nonostante siano pompate ogni ora 8 tonnellate di acqua. Che evidentemente si disperde.

L’unica notizia, diciamo buona, è che la temperatura esterna del nocciolo del reattore si mantiene piuttosto bassa tra i 100 e i 120 gradi Centigradi. Va tutto bene dunque? Macchè! Spiega Julie News:

Ma se l’acqua è 5 metri sotto le barre di combustibile nucleare, vuol dire che queste ultime sono rimaste completamente fuori dall’acqua. E senza raffreddamento la loro temperatura aumenta vertiginosamente, fino a sciogliere il loro involucro, che è fatto di zirconio, un materiale che resiste fino a 800 gradi di temperatura. Quindi, sul fondo del reattore 1 ora c’è una massa di uranio e zirconio fusi (chiamata “corio”), ad una temperatura intorno ai 2000 gradi centigradi, che non può essere raffreddata dalla sola acqua. Quando la Tepco ha parlato di “una perdita di acqua sul fondo del reattore”, probabilmente non ha detto la verità. La situazione più probabile (ma mancano le immagini per esserne sicuri) è che il corio abbia ormai bucato in qualche punto i 20 centimetri di spessore del fondo del reattore.

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Giappone, le foto dei ciliegi in fiore dopo il terremoto. A Tokyo non si festeggia

pubblicato da Marina

ciliegi in fiore

La Festa dei Ciliegi in fiore in Giappone è una ricorrenza importantissima nonché la contemplazione della Vita e della Natura attraverso l’albero e il fiore di ciliegio . Quest’anno arriva dopo la tragedia del terremoto, dello tsunami e con in corso l’emergenza nucleare alla centrale di Fukushima Daiichi.

I giapponesi la stanno vivendo con il sentimento di Jishuku Muud, ossia di riservato contenimento. Noi diremmo di lutto. Ne scrive il mitico Danny Choo dal suo blog e come d’abitudine allega una galleria di foto che in parte riprendo sotto. La città di Tokyo è poco illuminata, le luminarie della festa sono spente. Poca gente per strada che non ha voglia di festeggiare.

L’Hanami, questo il nome in giapponese della fioritura dei ciliegi, che copre circa un mese, da aprile a maggio, è una festa molto sentita che porta la gente all’aperto, sia per godere del primo tepore primaverile, sia per meditare sulla caducità della vita. Il fiore, così bello e così evanescente è il simbolo dell’illusione e di come la vita sia inafferrabile e mutevole.

Ciliegi in fiore

ciliegi in fiore ciliegi in fiore ciliegi in fiore ciliegi in fioreciliegi in fiore ciliegi in fiore

Foto | Danny Choo

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Il video di un viaggio a Fukushima Daiichi, nella zona interdetta impazziscono i contatori geiger

pubblicato da Marina

Tetsuo Gimbo è un reporter della Tv giapponese Videonews.com. E’ andato con la sua auto fino alla centrale nucleare di Fukushima Daiichi, percorrendo quel nel raggio di 30 Km della zona interdetta e evacuata. Il video in alto, di circa 12 minuti, testimonia il viaggio allucinante che compie.

I contatori Geiger che porta con sé iniziano a segnalare l’allarme già a circa 20 Km dalla centrale. Il sottofondo del video da quel momento in poi è scandito dalle cicaline. Lo scenario è spettrale. Nota Tetsuo Gimbo che all’ingresso non c’è nessun check point a avvisare che si entra in una zona interdetta; le strade sono in condizioni pietose ed è chiaro il perché: a causa delle radiazioni nessuno può entrare e lavorare. I segni del terremoto e dello tsunami sono ancora tutti li a testimoniare la tragedia dello scorso 11 marzo.

Incrocia anche due veicoli che non si capisce da dove sbuchino. Gli unici abitanti sono un cane e una mandria di mucche. Il viaggio termina a un chilometro e mezzo dallo scheletro della centrale nucleare di Fukushima Daichii.

Giappone nuovo terremoto magnitudo 7,4: evacuati i tecnici da Fukushima Daiichi

pubblicato da Marina

nuovo terremoto giappone

Non c’è pace per il Giappone: a meno di un mese dal tremendo terremoto (a cui è seguito lo tsunami) che ha scosso l’arcipelago, ecco un nuovo sisma magnitudo 7,4, alle 23,32 ora locale, che secondo i ricercatori dell’Agenzia meteorologica giapponese è una replica del precedente. L’epicentro è stato individuato nel Pacifico a una quarantina di chilometri da Sendai (prefettura di Miyagi). Subito dopo il sisma è stato emesso l’allarme per lo tsunami che per fortuna è rientrato.

Regge la centrale nucleare di Fukushima Daiichi che vive una crisi nucleare dall’11 marzo scorso quando due dei sei reattori nucleari sono stati seriamente danneggiati dallo tsunami. Per ora l’unica precauzione presa è stata l’evacuazione del personale tecnico. E’ comunque oggettivamente troppo presto per stabilire le conseguenze di questo nuovo terremoto e la televisione pubblica NHK segnala qualche inondazione, fughe di gas, tagli all’elettricità e incendi.

Via | La Tribune, France Soir
Foto | USGS

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Più rinnovabili e meno nucleare dopo Fukushima Daiichi

pubblicato da Marina

piÃ�¹ rinnovabili e meno nucleare dopo fukushima daiichi Ripensare l’approvvigionamento di fonti energetiche, mentre ancora l’incidente alla centrale nucleare di Fukushima Daiichi non si sta risolvendo. Dopo la tragedia che ha colpito il Giappone e la penosa devastazione nel dopo sisma e tsunami dello scorso 11 marzo il mondo ha preso a interrogarsi sulla reale necessità delle centrali nucleari.

Due dati, oltre ogni soglia di emotività, sembrano indicare che l’orientamento mondiale volge verso la ricerca di energie rinnovabili piuttosto che di nucleare. L’indice globale FTSE Cleantech, è cresciuto dell’80% dopo l’11 marzo scorso; l’indice WilderHill New Energy Global Innovation per lo stock di energie alternative ha già guadagnato il 12%. Sembra brutto dirlo, ma purtroppo è quello che si sta verificando: la speculazione si è decisamente orientata alle rinnovabili, in anticipo evidentemente su quelle che potranno poi essere le scelte dei singoli governi. Il che però si rivela una spia su quanto accade nello scenario mondiale.

Indubbiamente stanno giocando il loro ruolo le moratorie sull’opzione nucleare, ad esempio in Germania, Svizzera e nello stesso Giappone, che stanno già programmando il riesame delle opzioni energetiche, volgendosi decisamente al fotovoltaico. La Cina dal canto suo ha reso noto che potrebbe raddoppiare il suo obiettivo per la produzione fotovoltaica. Gli investitori, è palese, mirano a scuotere il mercato portando gli indici di riferimento mondiale al loro punto più alto nei prossimo 14 mesi.

Dice Paul Hanran presidente della AES Corporation a Singapore:

Se il nucleare contribuirà di meno, allora sarà qualcos’altro a dover fare la differenza e potrebbero essere proprio le rinnovabili.

E mentre i colossi mondiali si stanno attrezzando nel dopo Fukushima, l’Europa sembra ancora in fase di analisi piuttosto che di decisione.

Via | Euractiv
Foto | pikeresearch

Sarkozy è in Giappone: a Fukushima Daichii con Areva per fermare le radiazioni

pubblicato da Marina

Nicholas Sarkozy Nicolas Sarkozy è il primo capo di Stato straniero a visitare il Giappone nel dopo terremoto-tsunami. Solidarietà? Sostegno? Anche, ma sopratutto affari: la francese Areva, multinazionale del nucleare (costruisce Flamanville e Olkiluoto) con la presidente Anne Lauvegeon è stata chiamata da Tepco, la società elettrica che gestisce Fukushima Daiichi, affinché li aiutasse. Con Sarkò anche Nathalie Kosciusko-Morizet ministro per l’ecologia che si tratterrà tre giorni, mentre il presidente resterà poche ore e poi volerà in Cina a Nanchino per il G20.

Spiega Rémy Autebert, presidente di Areva Japan, che l’intervento più urgente resta il trattamento delle acque contaminate che dovranno essere rimosse dalle vasche dei reattori. Gli ultimi prelievi effettuati in prossimità della centrale di Fukushima hanno rilevato un tasso di radioattività di 4385 volte superiore alle norme. Areva, con i suoi tecnici si è messa comunque a disposizione di Tepco.

Il punto è che la situazione è fuori controllo e non si ha la minima idea di cosa fare; da dove iniziare. Le dichiarazioni ufficiali dicono di una chiusura della centrale di Fukushima Daiichi annunciata ieri proprio da Naoto Kan primo ministro giapponese. ha espresso anche critiche alla gestione della crisi nucleare e ha dichiarato che i progetti di costruzione da qui al 2030 di 14 nuove centrali nucleari saranno oggetto di riesame.

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