Tutti gli articoli con tag tsunami

Terremoti e Tsunami le paure più grandi degli utenti della rete nel 2009, parola di Google Zeitgeist

pubblicato da missunderstanding in: Clima Tecnologia Informazione Internazionale Web&Blog

google zeitgeist disastri

Google ha da poco pubblicato Zeitgeist 2009, ovvero la classifica delle parole chiave più cercate in tutto il mondo nel 2009, divise per categorie. In un anno ricco di novità politiche, a partire dall’elezione di Obama, e di preoccupazione per la crisi economica, le preoccupazioni della rete si sono concentrate sulla salute con l’influenza A e sulle conseguenze dei cambiamenti climatici, ovvero sui disastri.

Come si vede dal grafico che rappresenta le parole chiave più cercate nella sezione News, ai primi tre posti della classifica relativa ai disastri ci sono le catastrofi direttamente o indirettamente connesse all’ambiente: terremoti, incendi, tsunami.

Come Google stesso ci ricorda, purtroppo il terremoto che ha fatto impennare le ricerche on-line in tutto il mondo è stato quello de L’Aquila, mentre lo Tsunami che ha preoccupato maggiormente gli utenti americani è stato quello alle Samoa. Triste leggere la classifica dei disastri più cercati, ma in un futuro non troppo lontanto dovremo abituarci a convivere con l’imprevedibilità delle catastrofi ambientali, e non solo on-line, parola (chiave) di Google.

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La Croce Rossa irlandese allerta sul rischio Tsunami nel Mediterraneo

pubblicato da missunderstanding in: Clima Internazionale Europa Acqua

rischio tsunami nel mediterraneo

Leggo sull’Independent di un allarme Tsunami, lanciato dalla croce Rossa irlandese, secondo la quale in caso di Tsunami nel Mediterraneo, sarebbero milioni le persone a rischio. Il report della federazione Internazionale della Croce Rossa non ha evidenziato alcun rischio imminente per l’area del Mediterraneo, sebbene sia considerata più a rischio di quella dell’Oceano Indiano.

Sebbene l’eventualità di uno Tsunami nel Mediterraneo sia poco considerata, uno sguardo alla forma delle coste e alla densità delle popolazioni dovrebbe far allarmare, o almeno fare in modo da essere preparati qualora la catastrofe ambientale dovesse abbattersi lungo le coste del Mediterraneo, perchè il problema esiste ed è reale, mentre non esiste alcun sistema di mobilitazione o di allarme preventivo.

La questione è stata sollevata e particolarmente sentita dai membri della Croce Rossa irlandese perché l’Irlanda risente degli effetti dei cambiamenti climatici e negli ultimi anni ha assistito alla migrazione di molte persone. La Croce Rossa irlandese ha lanciato un allarme ed un appello, affinché le popolazioni ed i governi dei paesi del Mediterraneo si preparino all’eventualità di dover affrontare catastrofi ambientali come uno Tsunami prima che queste arrivino.

Foto | Flickr

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I fondali dello Ionio sono troppo pericolosi e troppo preziosi per l'impianto di un gasdotto

pubblicato da missunderstanding in: Natura Italia

fondale marino IonioSul fondo dello Ionio, tra Puglia e Calabria, ci sono ecosistemi delicati, preziosi per la conservazione della biodiversità e zone a rischio frane e faglie da cui esce gas. Conclusione? Lo Ionio non è il mare più adatto per l’impianto di gasdotti o per l’installazione di altre opere perchè il suo fondale è troppo fragile.

Questo è quello che emerge dallo studio dei fondali marini che mira a mappare le zone a rischio geologico che potrebbero causare terremoti e tsunami, all’interno del progetto di monitoraggio della Protezione Civile “Carta di pericolosità dei fondali marini”. A mappare si è partiti da Puglia e Calabria, precisamente dalle analisi effettuate da Torre Pali fino al Golfo di Taranto sul lato pugliese e sul lato calabro da Scanzano Jonico fino al Golfo di Squillace. Leggo sul Quotidiano che “la Calabria è esposta al rischio di terremoti potenzialmente devastanti a causa di faglie sottomarine di fronte al Golfo di Squillace e di vulcani di fango attivi nei pressi di Crotone”.

Per quanto riguarda il versante pugliese dello Ionio, i fondali sono considerati molto preziosi per la salvaguardia delle specie: “A largo del litorale di Santa Maria di Leuca sono stati identificati banchi carbonatici molto probabilmente costituiti da coralli bianchi già noti, che si pensava non esistessero più. Si tratta di ecosistemi delicati che si sviluppano solo con temperature e nutrienti particolari. Non sono direttamente correlati a condizioni di criticità del fondale, ma piuttosto rappresentano zone da evitare se si ipotizza, per esempio, di posare sul fondale marino pipeline od opere varie. Vanno evitati sia perché si tratta di strutture intrinsecamente fragili, sia perché preziose in termini di biodiversità”.

Foto | Flickr

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La strage dei coralli, persi 3mila kmq l'anno

pubblicato da viviana in: Natura Informazione

Persi 3mila kmq di coralli l'anno Non è la prima volta che parliamo di come le barriere coralline siano in pericolo, in continua diminuzione, minacciate dall’inquinamento, dall’aumento della temperatura dei mari a causa dei cambiamenti climatici, o anche da eventi catastrofici come uragani e tsunami (per recuperare tutti questi articoli guardare qui). Non è la prima volta, ma purtroppo continuano ad arrivare notizie poco incoraggianti in proposito.
Negli ultimi giorni sul web sono apparsi (pochi) articoli che riprendono una ricerca in materia fatta dalla North Carolina University e ripresa dalla Public Library of Science, una organizzazione no-profit di scienziati che si battono per il libero accesso all’informazione scientifica. Secondo questa ricerca ogni anno scompaiono 3mila kmq di coralli.

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Il dopo tsunami della barriera corallina

pubblicato da lumachina in: Natura Asia

Barriera corallina dopo il passaggio dello tsunamiLeggo con amarezza che le barriere coralline dell’Oceano Indiano potrebbero diventare vittime del dopo tsunami.

Lo si legge nel nuovo rapporto “Status of Coral Reefs in Tsunami-Affected Countries: 2005” che è il più comprensivo rapporto sulle conseguenze ecologiche e socioeconomiche causate dallo tzunami del 24 dicembre 2004, attuato dal Global Coral Reef Monitoring Network (GCRMN) e dalla IUCN.

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"Tsunami!", mostra fotografica a Milano

pubblicato da eugenio in: Eventi Italia


Lo tsunami del 26 dicembre scorso ha lasciato dietro di sé 275.000 morti e più di un milione di sfollati nei paesi colpiti. Ma lo storico maremoto ha anche colpito la natura stessa con la sua forza devastante.
Oggi una mostra fotografica prova a rendicontare lo stato delle barriere coralline indonesiane a distanza di un anno. L’esposizione si terrà al Museo di Storia Naturale di Milano a partire da domani. E proprio domani sera si terrà la conferenza inaugurale alle 21. Se la proposta vi alletta tenete presente che il museo non ha il sito internet (o io non lo sto trovando) quindi cercatevi un modo alternativo per organizzarvi.

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La Natura ha evitato uno tsunami ancora più disastroso

pubblicato da Vincenzo Mulè in: Natura Informazione

Le agenzie dell’ONU, mai come queste settimane, stanno sfornando a ritmo continuo documenti su documenti in tema ambientale. Non possiamo non segnalare come a meno di due mesi dal catastrofico evento che ha sconvolto l’Asia, l’UNEP rende pubblico il primo rapido bilancio della situazione dell’ambiente nelle zone colpite dal cataclisma. Da segnalare come le barriere naturali, quando presenti, hanno limitato i danni. Mangrovie e barriere coralline hanno infatti limitato la potenza dell’onda (via World Changing).

  • Il rapporto “Dopo lo tsunami” dell’UNEP
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