Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag usa

Hollywood, lotta al bracconaggio: Di Caprio promuove un film

pubblicato da alessandra

leonardo di caprio
L’impegno dell’attore Leonardo Di Caprio per la tutela della biodiversità (in particolare per la salvaguardia della tigre) è argomento assai noto nel patinato mondo dello spettacolo hollywodiano. Ma forse, molto presto, questo interesse potrebbe essere ulteriormente ribadito in un lungometraggio prodotto dalla Warner Bros e alla cui produzione dovrebbero partecipare - oltre alla già citata star di Titanic - anche Tobey Maguire e Tom Hardy. Lo svela un articolo apparso di recente sull’Hollywood Reporter.

Continua a leggere: Hollywood, lotta al bracconaggio: Di Caprio promuove un film

....
condividi 0 Commenti

Il Dipartimento degli Interni Usa dice sì all'Atlantic Wind Connection

pubblicato da Annalisa

La costruzione del parco eolico off shore da 7 GW ha ricevuto il via libera dal dipartimento degli interni Usa

L’Atlantic Wind Connection, l’avveniristico parco eolico off shore da 7 GW a largo dell’east coast, ha superato un importante ostacolo normativo. Lo scorso 14 Maggio il Dipartimento degli Interni ha dato infatti il suo parere positivo per la costruzione della linea di collegamento fra le pale e la costa atlantica degli Stati Uniti. La dichiarazione ha spianato la strada per un’analisi ambientale del progetto, che potrebbe richiedere dai 18 ai 24 mesi.

Gli ostacoli normativi, regionali e federali, che L’AWC deve superare sono ancora numerosi, ma ci si sta muovendo nella giusta direzione. Staremo a vedere.

Via | AtlanticWindConnection

....
condividi 0 Commenti

Terremoti e estrazioni di gas scisto: Matt Damon ci fa un film

pubblicato da Marina Perotta

Matt Damon con Gus Van Sant prepara il film Promise Land sullle estrazioni di gas scisto Matt Damon e il regista Gus Van Sant stanno preparando un film sulle estrazioni di gas scisto. Si intitolerà The Promise Land, e i casting sono ancora aperti. La storia dovrebbe essere ambientata a Dimock in Pennsylvania dove ai cittadini è stata sospesa nel 2008 l’erogazione di acqua potabile poiché contaminata dai solventi usati per estrarre metano dalle rocce. Le orribili e devastanti conseguenze per gli umani e l’ambiente le aveva già illustrate Gasland, docufilm di Josh Fox. Di contro è stato girato Frack nation un film che esalta le estrazioni di gas scisto.

In mezzo tra Hollywood e la Pennsylvania una delle ultime ricerche scientifiche per cui si sospetta che una serie di strani terremoti che si sono verificati in zone non riconosciute come sismiche siano state causate dagli smottamenti derivati dalla fratturazione delle rocce per la ricerca di metano.

Spiega Bill Ellsworth, sismologo alla US Geological Survey:

Abbiamo osservato la sismicità nella maggior parte del paese con molta attenzione per un certo numero di anni. E abbiamo notato che c’erano un insolito numero di terremoti che si verificavano nel centro del Paese.

Continua a leggere: Terremoti e estrazioni di gas scisto: Matt Damon ci fa un film

....
condividi 1 Commenti

Obama: è tempo di realpolitik energetica, in vista delle elezioni

pubblicato da SerenaVariabile


Pain at the pump: per la prima volta anche gli americani sperimentano la sensazione di sgomento, che da mesi, anni, accoglie festosa l’italico automobilista alla pompa di benzina. In un paese abituato ad acquistare carburante a prezzi più che accessibili, il trend di continuo aumento della benzina si è rapidamente trasformato in una questione politica, al centro della campagna elettorale presidenziale. Una bella gatta da pelare per Obama, che suo malgrado ha visto il costo della benzina aumentare del 73% nel suo mandato.

Ed è così che il paladino della Green Economy ha lanciato ‘all of the above’, la nuova strategia energetica che prevede misure a favore delle rinnovabili e dell’efficienza energetiche e che introduce un importante rilancio del ricorso alle fonti fossili, con un incremento della produzione di petrolio nazionale pari al 12%. Tutto ciò nel duplice intento di arginare le bordate dei Repubblicani – che con Gingrich propugnano una deregulation delle trivellazioni – e di ridurre la dipendenza petrolifera dall’estero.

Quest’ultimo aspetto, in realtà, ha rappresentato una costante, ovviamente poco pubblicizzata, del mandato di Obama: a partire dal 2008, l’utilizzo di petrolio di provenienza estera si è ridotto di 5 punti percentuali (oggi è pari al 45% circa), mentre stime di Citigroup indicano che da qui al 2020 la produzione di petrolio e gas naturale in Nord America potrebbe raggiungere i 26,6 milioni di barili al giorno.

Continua a leggere: Obama: è tempo di realpolitik energetica, in vista delle elezioni

....
condividi 1 Commenti

Corsa alle rinnovabili: la Cina surclassa gli USA

pubblicato da Gabriele Capasso


Gli americani amano le cosiddette Infographic, quegli strumenti che consentono di organizzare informazioni e dati all’interno di immagini esplicative. La chiarezza e l’immediatezza sono evidenti, anche quando vengono utilizzate per spiegare che “La Cina sta rompendo le ossa” (traduzione elegante) agli Stati Uniti per quanto riguarda l’energia pulita. Questa particolare infografica, la potete trovare qui, realizzata da One Block Off the Grid è particolarmente sconfortante per gli statunitensi.

Con poche semplici immagini viene spiegato come la Cina ha superato gli USA sia come investimenti nelle rinnovabili sia come investimenti che come produzione (103 contro 58 gigawatts) grazie ad una politica di investimenti molto aggressiva che punta a trasformare il paese nel primo mercato per il solare e l’eolico. Già oggi in Cina il 15% dell’energia necessaria al sempre crescente fabbisogno proviene da fonti rinnovabili contro l’8% degli USA. Per semplificare basta tener presente un fatto: per ogni tre dollari finiscono in spese militari in Cina se ne investe almeno 1 nelle rinnovabili, negli Stati Uniti sono necessari 41 dollari utilizzati per gli armamenti e missioni all’estero per trovarne uno che finisca nella creazione di impianti eolici e fotovoltaici.

Sufficientemente chiaro così?

....
condividi 7 Commenti

Nuovi stand-by giapponesi a consumo zero

pubblicato da Simone Muscas

Stand by televisoreA breve un nuovo sistema stand by verrà introdotto sul mercato. Si tratta di un congegno ideato dai ricercatori giapponesi dell’Università di Tohoku capace, stando alle parole dei suoi inventori, di azzerare i consumi delle tecnologie ad esso collegate. Questi nuovi chip rispetto ai tradizionali (che consumano energia in modalità standby per conservare i dati che servono poi per un rapido riavvio) utilizzano invece dei piccoli magneti per svolgere la funzione di immagazzinamento, permettendo la riaccensione degli apparecchi elettronici senza alcun consumo di elettricità.

I nuovi circuiti usano i cosiddetti spintronics per immagazzinare dati quando sono spenti: gli stessi dati sono contenuti negli spin degli elettroni anziché negli elettroni stessi, caratteristica questa che rende il meccanismo particolarmente efficiente. La stessa tecnologia in realtà è frutto di un miglioramento di un’altra tecnologia precedentemente testata, ma che finora non era applicabile a causa delle prestazioni non sufficientemente competitive.

Il sistema è sicuramente interessante, anche se, da buon tradizionalista, continuo a pensare che la soluzione migliore rimanga sempre quella di dotarsi di una ciabatta con un interruttore. Tuttavia (lasciando da parte ideologismi), la tecnologia potrebbe trovare applicazione anche in campi ben più energivori: sembrerebbe infatti che il nuovo microchip possa essere utilizzato per i data center; un’integrazione su questi potrebbe far risparmiare sino al 25% di energia. Se ciò fosse vero non si tratterebbe certo di una scoperta di poco conto considerando gli enormi consumi di alcuni grandi server.

Via | Guardian.co.uk
Foto | Flickr

....
condividi 0 Commenti

Dal 2013 parte l'eco etichetta con le "performance ambientali" dei veicoli

pubblicato da alessandra

A partire dal 2013 tutte i mezzi su gomma (automobili, camion, motociclette) prodotti negli Stati Uniti dovranno essere dotati di un’apposita etichetta in grado di definirne i caratteri tipici di sostenibilità. Non soltanto il consumo verrà immediatamente reso noto agli acquirenti, quindi, ma anche l’analisi sintetica dell’impatto ambientale del veicolo con tanto di apposita “pagella” convoti da 1 a 10 per sottolinearne la maggiore o minore impronta ecologica ( collettivamente intendendo le emissioni di gas serra, le polveri sottili prodotte ecc.). In questo modo, sarà possibile anche stilare un confronto agevole tra i costi e i benefici imputabili alle diverse versioni di una stessa vettura (diesel, idrogeno, benzina, elettrico ecc..)

Più in dettaglio, l’etichetta dovrà esibire tutte le informazioni relative ai consumi energetici del mezzo, alle emissioni di gas serra, alla stima della spesa annua indicativa per il mantenimento dello stesso oltre a sottolinearne l’eventuale risparmio e, nel caso di auto elettriche, i tempi di ricarica e di autonomia.

L’idea, promanata dal Dipartimento americano dei Trasporti e dalla “temutissima” - specie quando si tratta di rifiuti speciali - Agenzia per la protezione dell’Ambiente (Epa), è funzionale a indurre scelte di consumo più consapevoli negli acquirenti. E’ nota, infatti, la passione tutta americana per i super inquinanti SUV che, nelle intenzioni degli ideatori del progetto, potrebbe forse essere ridotta da una semplice, accurata campagna di informazione. L’idea potrebbe, però, apparire un pò ingenua per quanto, come sottolinea un’indagine sviluppata da Laboratorio Pmi - Filiera Sostenibile e condotta da Gfk Eurisko sul doppio fronte imprese/utenti, la maggiore o minore sostenibilità di un prodotto - se non ancora in cima all’ordine delle preferenze per la scelta - è a un non trascurabile quarto posto, dopo la qualità del prodotto acquistato, i gusti personali e il prezzo.

Via | eco dalle città
Foto | Flickr

....
condividi 1 Commenti

Le 10 città USA con l'aria più pulita

pubblicato da Barbara Arlati

Le città USA meno inquinate

L’American Lung Association (ALA) ha rilasciato il suo rapporto annuale , lo stato dell’aria (SOTA) 2011, questo sottolinea quali città hanno un’aria meno inquinata per ozono e smog. Ecco lo classifica delle città che si sono distinte per avere l’aria più pulita.

10. Salinas, CA
9. Redding, CA
8. Amarillo, TX e Albuquerque, NM
6. Anchorage, AK
5. Honolulu, HI e Great Falls, MT
3. Tucson, AZ
2. Santa Fe-Espanola, NM
1. Cheyenne, WY

Via | Huffington Post

....
condividi 0 Commenti

I was lovin' it! E il cliente di McDonald's finisce in obitorio

pubblicato da alessandra

In questi giorni sta facendo molto discutere negli Usa un video prodotto dalla Physicians Committee for Responsible Medicine, l’organizzazione senza scopo di lucro che dal 1985 promuove uno stile di vita più sano nella popolazione statunitense e che, rimanda in qualche modo al famoso docu - film “Super size me“.

La pubblicità mostra, all’interno di un obitorio, il cadavere di un uomo un pò in sovrappeso che stringe nella mano un panino, del tutto simile a quelli che vengono normalmente acquistati nelle catene dei fast food… Il filmato, già estremamente eloquente, viene poi rafforzato dalla provocatoria sovrapposizione della curva dei piedi del morto con la famosa “M” di McDonald’s, additata come principale responsabile per la diffusione di stili di vita scorretti facilitanti l’insorgenza di patologie cardiovascolari e obesità. A giustificare tutto ciò, del resto, la concezione di pasto ricco di grassi e di sodio - il McDonald’s Double Quarter Pounder with Cheese Extra Value Meal, ad esempio, può vantare un “record” di 61 grammi di grassi e di 1,650 milligrammi di sodio - che contraddistingue da sempre la nota multinazionale . Di conseguenza, è facile intuire come il famoso slogan “I’m lovin’ it ” possa venire facilmente storpiato in “I was lovin’ it” - mi piaceva - mentre patologie quali colesterolo, pressione alta e infarto vengono inesorabilmente elencate… Insomma: stasera meglio optare per una scelta vegetariana (magari a casa propria..) tuona il video….

Immediata, ovviamente, è stata la reazione del colosso statunitense che ha ritenuto la pubblicità sleale ed ingannevole…

Via | Youtube

....
condividi 8 Commenti

Bp indagata per inquinamento in Texas: 220 tonnellate di veleni nell'aria per un incidente in raffineria

pubblicato da Peppe Croce

Bp indagata per inquinamento in Texas: 220 tonnellate di veleni nell'aria per un incidente in raffineria

Periodaccio per Bp che, oltre ad essere sotto pressione per il disastro della marea nera nel Golfo del Messico, ora si vede indagata anche in Texas dove, nell’aprile scorso (decisamente un mese da dimenticare per l’azienda), un incidente alla raffineria ha causato l’immissione in atmosfera di oltre 220 tonnellate di veleni.

Ora il Procuratore Generale dello stato del Texas ha aperto un’indagine per capire cosa sia esattamente successo. Bp, inizialmente, aveva redatto e reso pubblico un rapporto di massima sull’accaduto ma un rapporto dettagliato non arrivò prima del 4 giugno.

L’incidente in sé è abbastanza chiaro: un problema all’impianto di ultracracking dell’idrogeno che causa il blocco parziale dell’impianto che per 40 giorni viene fatto funzionare al 55% mentre tonnellate e tonnellate di prodotti petroliferi non trattati vengono deviati alla torcia per essere smaltiti bruciandoli. Una storia identica a mille altre in tutte le raffinerie del mondo, Italia compresa. Solo che negli Stati Uniti indagano…

Continua a leggere: Bp indagata per inquinamento in Texas: 220 tonnellate di veleni nell'aria per un incidente in raffineria

....
condividi 1 Commenti