Categories: AlimentazioneRiciclo

Food sharing: dalla Germania la piattaforma per salvare il cibo in scadenza

 

Il principio è quello del car sharing  e del couchsurfing con echi evangelici (“Non dare da mangiare agli altri ciò che non mangeresti tu”), si chiama Food Sharing e in Germania si sta diffondendo viralmente attraverso una piattaforma web che permette di condividere con altri consumatori il cibo che si avvicina alla data di scadenza. Da quando il portale online è stato lanciato nello scorso dicembre, sono già stati “salvati” oltre 4100 kg di cibo, grazie alla partecipazione di quasi 17mila utenti del sito.

La prima fase del progetto ha coinvolto le città tedesche di Berlino, Colonia, Monaco di Baviera, Ludwigsburg e Chemnitz, ma ora il portale coinvolge numerose città e paesi della Germania intera, con l’ambizione di estendersi agli altri Paesi di lingua tedesca (Svizzera, Austria) e, successivamente, dell’Unione Europea.

Una volta registrati attraverso Facebook, si segnala un cibo in scadenza e si attende che qualcuno lo venga a prendere. Ovviamente è valido anche il percorso inverso  e si può andare a ritirare il cibo dai generosi “donatori”. Per creare la piattaforma sono stati raccolti 11.000 euro online e a Berlino, nel mercato di Markthalle Neun è attivo un punto di raccolta con frigo dove i cittadini possono portare le eccedenze da “salvare” dal cassonetto.

Ferma restando la regola del “non far mangiare agli altri ciò che non mangeresti tu”, ci sono alcune norme che gli aderenti a questo nuovo social network devono rispettare come quella di non distribuire alimenti come uova crude o carni macinate (specialmente dopo lo scandalo della carne equina) e assicurarsi che sia rispettata la catena del freddo.

Fra i prodotti maggiormente scambiati ci sono riso, pasta, omogeneizzati, latte, cornflakes, cioccolato, caffè, marmellate, formaggi, birra, vino, biscotti e, naturalmente, frutta e verdura. Quando l’offerente mette online la sua proposta deve indicare la città di provenienza, la tipologia, la quantità e la data di scadenza, oltre, naturalmente, alla data in cui i prodotti potranno essere ritirati.

Unico punto debole: il controllo. Chi garantisce, per esempio, che vengano rispettate le norme igieniche e i rigidi protocolli della catena del freddo? Perché condividere il cibo è un tantino più complicato di mettere un Mi Piace o retwittare.

Via | Food Sharing

Foto © Getty Images

Davide Mazzocco

Giornalista e saggista, attivo sul web dal 2000 ha collaborato con numerose testate fra cui L'Unità, Narcomafie, La Nuova Ecologia, Slow Food, Terra, Alp, Ciclismo, Sport Week, Extratorino, Suden e Cinecritica. Fra i suoi libri più noti vi sono "Propaganda Pop", "Giornalismo online", "Giornalismo digitale" e "Storia del ciclismo". Ha co-diretto il documentario "Benvenuto Mister Zimmerman".

Recent Posts

Come risparmiare in casa: 15 consigli su spesa, acqua e energia che (probabilmente) non stai ancora seguendo

In un’epoca in cui l’incertezza economica è sempre più palpabile, risparmiare in casa è diventato…

3 giorni ago

“Il Conto Termico 3.0 non è una detrazione: ti versano i soldi direttamente sul conto. Quasi nessuno lo sa ancora”

Il Conto Termico 3.0 è uno degli strumenti più vantaggiosi per chi vuole rendere la…

4 giorni ago

“Gli elettrodomestici in stand-by ti mangiano fino al 10% della bolletta: l’abitudine che costa cara e quasi nessuno conosce”

Molti di noi lasciano sempre i propri elettrodomestici in modalità stand-by, pensando che non ci…

5 giorni ago

Bollette del gas giù del 12% nel 2026: ma c’è un trucco che quasi nessuno conosce per non perdersi il risparmio

Le bollette del gas per il 2026 sono destinate a scendere in modo significativo, con…

6 giorni ago

L’upcycling è il nuovo lusso: i vestiti ‘vecchi’ ora valgono più di quelli nuovi (e la Gen Z li preferisce alle grandi marche)

Il concetto di moda sostenibile ha fatto il suo ingresso nel 2026, con un’innovazione che…

7 giorni ago

65 fontane d’acqua all’università di Firenze: 1,6 milioni di litri erogati e 80 tonnellate di plastica evitate

L'Università di Firenze continua a sorprendere con un'iniziativa che punta alla sostenibilità ambientale, ma anche…

1 settimana ago