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Sistri, nonostante gli arresti operativo da marzo 2014: il ministero spinge sulla tracciatura dei rifiuti

Il termine ultimo, fino a circa un mese fa, per l’avvio del sistema Sistri sarebbe dovuto essere il 30 giugno prossimo ma, con una mossa prevedibile visti i precedenti, il ministero già alla fine di marzo aveva procrastinato l’avvio del sistema di tracciatura dei rifiuti pericolosi.

Complice probabilmente anche l’indagine della GdF, che ha portato a 10 milioni di euro di beni sequestrati e 21 arresti, tra cui Carlo Malinconico, ex sottosegretario con delega all’Editoria del Governo Monti, Francesco Paolo De Martino, imprenditore napoletano, e Sabatino Stornelli, ex AD di Selex, l’avvio del sistema è stato procrastinato al 1 ottobre.

Il Ministero ha confermato il cronoprogramma, che dovrebbe terminare il 1 marzo 2014 con Sistri in piena operatività:

Dal 30 aprile il sistema riparte per operazioni di allineamento dei dati al sistema stesso, con la verifica del software, anche per consentire al ministero eventualmente di modificare e semplificare alcune procedure della gestione. Dal 30 aprile al 30 settembre le grandi imprese, o comunque le imprese che lavorano rifiuti pericolosi; perché questa è l’area alla quale si applica la prima fase del Sistri dovranno fare questo lavoro di verifica e riallineamento. […] Dal primo ottobre per i rifiuti pericolosi entra in vigore. Mentre per i piccoli operatori al di fuori dell’area dei rifiuti pericolosi, e comunque per quelli che non ne gestiscono, il sistema avrà una fase di allineamento dal 30 settembre al primo di marzo 2014 e di nuovo in questa fase, anche per quest’area, vi saranno delle verifiche.

ha spiegato il ministro dell’ambiente Corrado Clini nell’ambito di una conferenza sul Sistri venerdì scorso.

Il ministro è entrato anche nel merito, ovviamente, degli arresti e delle indagini della Guardia di Finanza: il Sistri, su cui inizialmente l’ex ministro Pecoraro-Scanio aveva apposto il segreto di Stato, un progetto dal costo iniziale di 146 milioni di euro, divenuti 400 milioni in cinque anni (di cui 70 già spesi), è entrato nelle attenzioni degli inquirenti grazie alle consulenze milionarie ricevute da Malinconico su incarico di De Martino, secondo chi indaga, che sarebbero la “merce di scambio” che spettava a Malinconico per gli appalti Sistri; questi infatti per conto del ministero dell’Ambiente, in qualità di consulente prima e di presidente della commissione di vigilanza poi, espresse parere di regolarità tecnica sul contratto con la Selex e sul prezzo fissato.

L’indagine della Magistratura è in corso, il ministero dell’Ambiente sulla base degli atti valuterà se costituirsi parte civile, ma al momento direi che é abbastanza prematuro poter dire qualcosa in merito perché abbiamo bisogno di conoscere l’evoluzione dell’indagine.

ha detto Clini, ricordando che il contratto di fornitura resta valido (come confermato dall’Avvocatura dello Stato) ma che stanno comunque verificando i costi in quanto da Digit Pa era stata messa in evidenza una distanza tra costi di mercato e costi che erano stati applicati.

Via | Ministero dell’Ambiente

A.S.

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