Davanti alle piste ciclabili i negozi guadagnano il 49% in più

Quanto si guadagna dalle piste ciclabili? A quantificare i benefici prodotti da una rete ciclabile efficiente è il Dipartimento dei Trasporti di New York City che ha condotto un’approfondita indagine per valutare quali cambiamenti siano avvenuti lungo le arterie nelle quali sono state create delle piste ciclabili. Il primo dato che salta all’occhio è la crescita del 49% del giro d’affari dei negozi posti in prossimità delle bike lane. Già perché molto spesso il vero problema per chi va a fare acquisti in auto è quello di dove sistemare la propria auto, problema che non si pone con le bici. Arrivi, vincoli la bici al palo più vicino, entri, compri e vai! In Italia, molto spesso, simili iniziative vengono osteggiate dai negozianti i quali, con scarsa lungimiranza, preferiscono che le automobili possano arrivare fin sulla porta del loro negozio.

A New York qualcuno ha capito che il guadagno è su tutta la linea e ora anche i numeri lo confermano. Anche la sicurezza aumenta: la condizione “anomala” della condivisione della sede stradale con i ciclisti (anche se questi sono in sede propria) aumenta l’attenzione di chi guida un autoveicolo e così la diminuzione degli incidenti è del 35% o addirittura del 58% a seconda delle vie testate.

Il 74% delle persone intervistate dimostra di preferire la nuova configurazione della strada. Sulla Hoty Avenue, nel Queens, in prossimità del RFK Bridge, dopo la creazione di una pista ciclabile i tempo di scorrimento sono migliorati del 51%, il volume del traffico ciclistico è aumentato del 37% e gli incidenti sono diminuiti del 21%.

A Brooklyn, sulla Church Avenue, una delle due file adibite al parcheggio è stata riservata al traffico ciclistico. Risultato? Nelle ore di punta la velocità del traffico è aumentata del 21%. Gli amministratori delle Smart City italiane prendano nota.

Via | New York City Dot

Foto © Getty Images

 

Davide Mazzocco

Giornalista e saggista, attivo sul web dal 2000 ha collaborato con numerose testate fra cui L'Unità, Narcomafie, La Nuova Ecologia, Slow Food, Terra, Alp, Ciclismo, Sport Week, Extratorino, Suden e Cinecritica. Fra i suoi libri più noti vi sono "Propaganda Pop", "Giornalismo online", "Giornalismo digitale" e "Storia del ciclismo". Ha co-diretto il documentario "Benvenuto Mister Zimmerman".

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