Confindustria fa i conti e annuncia che l’efficienza energetica se applicata in Italia porterebbe nelle casse 15,4miliardi di euro. Una cifra enorme che si ricava, come si legge nel completo studio Proposte per il Piano Nazionale di Efficienza Energetica attraverso una serie di azioni da mettere in pratica sia per il settore industriale sia domestico. In sostanza serve un piano nazionale di politica energetica che innanzitutto riconosca che il risparmio energetico è una finte pulita di energia e che poi defiscalizzi e incentivi attraverso misure idonee privati e industria a collaborare sul risparmio.
Gli assi su cui ruota l’efficienza energetica sono:
riscaldamento e raffreddamento; isolamento e ventilazione; acqua calda; illuminazione; cottura e refrigerazione; generazione domestica di fonti di energia rinnovabile; processi di fabbricazione di prodotti; motori e sistemi di trasmissione; ventole, variatori di velocità e ventilazione; cogenerazione ad alto rendimento.
Fondamentalmente viene richiesto per attuare un piano di efficienza energetica, così come avanzato dalla direttive europee in materia, un sistema di detrazioni fiscali per l’industria e incentivi per i consumatori che porterebbe, appunto alla somma di oltre 15 miliardi di euro all’anno. Nella pratica Confindustria propone che dalle auto, agli elettrodomestici, alla produzione di energia tutto sia costruito e migliorato per il risparmio energetico. Molte soluzioni le abbiamo già ma sono o poco usate o mal utilizzate.
Uno dei settori che necessiterebbe maggiormente di interventi di efficienza energetica è quello dei trasporti, peraltro anche sostanzialmente inquinante. Ci riferisce lo studio di confindustria:
Il settore costituisce una delle destinazioni principali dell’energia, assorbendo circa il 22.72% del fabbisogno totale del Paese (anno 2004). I prodotti petroliferi rappresentano attualmente la fonte energetica predominante (96.8% del totale), essendo le altre fonti ancora di scarsa incidenza (biodiesel 0.45%, gas 0.90%, energia elettrica 1.84%).
Le soluzioni individuate vanno dal limite di velocità a 120 Km/h, al miglioramento delle strade, a corsi di ecoguida, a pubblicità per responsabilizzare gli automobilisti, all’uso del biodiesel.
Insomma, i negajoule o negawatt, ossia l’energia risparmiata, sono di fatto la più importante risorsa energetica individuale.
Via | e-gazzette
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