Un telefono cellulare a energia solare per salvare gli alberi delle foreste pluviali


I “vecchi” telefoni cellulari si accumulano nel mondo occidentale al ritmo di decine di milioni ogni anno; ma da oggi almeno alcuni potranno avere una seconda vita a difesa dell’ambiente.

Rainforest connection sta sperimentando l’idea tanto semplice quanto geniale di usare i vecchi telefonini per monitorare le attività di taglio illegale della foresta in Indonesia, dove i meravigliosi ecosistemi equatoriali stanno scomparendo più rapidamente che in ogni altro luogo del pianeta a causa dell’industria della carta e dell’olio di palma.

L’idea è appunto semplice: un cellulare sempre acceso, appeso a un albero di una zona protetta e alimentato da un pannello solare è in grado di captare i rumori della devastazione, motoseghe, bulldozer, voci e allertare in tempo reale le guardie forestali.

Secondo Topher White, fondatore di Rainforest Connection, rispetto alle rilevazioni aeree e satellitari, questo sistema ha l’enorme vantaggio di  essere molto meno costoso e di monitorare il taglio della foresta mentre sta avvenendo e non dopo.

Inoltre in futuro sarà possibile per tutti scaricare una app gratuuita che permetta di ricevere gli allarmi: «Vorremmo che le persone si sentissero in prima linea rispetto alla protezione ambientale», sostiene White.

L’idea è interessante, ma naturalmente è limitata alla deforestazione illegale. Una gran parte della distruzione delle foreste avviene legalmente attraverso l’opera di lobbying delle grandi industrie della carta e dell’olio di palma. Per fronteggiarle, occorrerebbe appendere i cellulari ai soffitti dei consigli di amministrazione…


Come l’industria della carta e dell’olio di palma sta distruggendo uno dei più straordinari ecosistemi del pianeta

EcoAlfabeta

Marco Pagani, Fisico e docente di Matematica e Fisica, attualmente svolge un Dottorato di Ricerca in Scienze Agrarie, Ambientali e Alimentari presso l'Università di Bologna. Si interessa di problematiche ambientali da lungo tempo dopo aver letto molti anni fa "Il cerchio da chiudere" di Barry Commoner, "Il punto di svolta" di Fritjof Capra e "La convivialità" di Ivan Illich. Su questi problemi ha organizzato diversi corsi e seminari coinvolgendo docenti universitari e rappresentanti della società civile. E' autore di pubblicazioni su temi scientifici e ambientali; in collaborazione con Ugo Bardi si è occupato del picco dei minerali, argomento che ha trattato anche nel libro "La vita dopo il petrolio" curato da Pietro Raitano e Gianluca Ruggero. Ha tenuto diversi corsi e seminari sui costi energetici dell'agricoltura, sull'impronta agricola-alimentare e sulla misura del consumo di territorio. E' socio ASPO e WWF, ha dato vita a un GAS (Gruppo di Acquisto Solidale), simpatizza e sostiene attivamente la Rete per la decrescita e il movimento Stop al consumo di territorio. Prim di confluire in Ecoblog, dal 2006al 2012 ha curato il blog ambientale EcoAlfabeta, di cui ora conserva il nickname. Dal giugno 2011 è Consigliere Comunale a Novara. Ama le scienze, la lettura, la scrittura, i viaggi, la montagna, la bicicletta, la musica, la cucina, la compagnia degli amici e della sua famiglia, la pace e l'intelligenza creativa.

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