Fonti ufficiali del governo cinese hanno dichiarato che 3,3 milioni di ettari di suolo agricolo sono troppo contaminati per le coltivazioni: si tratta di un’area grande più o meno come il Belgio. Non sono stati forniti dati relativi ai livelli di contaminazione, ma il problema deve essere molto grave se è stata presa una misura così drastica.
La contaminazione deriva dall’Arsenico e da altri metalli pesanti dispersi nell’ambiente dalle oltre 280000 miniere attive e dalle numerose centrali a carbone.
La terra coltivabile in Cina è pari a 111 milioni di ettari, ma poichè vengono effettuatui più raccolti in un anno la superficie equivalente supera i 130 milioni, 10 in più della soglia di sicurezza stabilita dal governo pari a 120 milioni di ettari.
Si tratta di circa 0,09 ettari per ognuno degli 1,39 miliardi di cinesi, ovvero 900 m², assai meno della (peraltro non abbondante) media mondiale di 0,23 ha. Lo stesso vale per le terre da pascolo, pari a 0,28 ha a fronte di una media mondiale di 0,5 ha (dati FAO).
La situazione è critica e molto vicina ai limiti dell’ecosistema; è difficile comprendere per quale motivo proprio ora la dirigenza cinese ha deciso di abbandonare la politica del figlio unico, vanificando quindi le proiezioni delle Nazioni Unite che prevedevano il raggiungimento del picco della popolazione a 1,43 miliardi nel 2026 con successiva graduale diminuzione fino a 1,32 miliardi.
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