Crisi ambientale in West Virginia: fuoriuscita di solventi chimici lascia 300000 persone senza acqua potabile

Vedere degli americani che fanno la coda per ore per l’acqua potabile è cosa piuttosto insolita, ma è ciò che è avvenuto in West Virginia in seguito alla grave contaminazione ambientale causata dalla fuoriuscita di quasi 20000 litri di un pericoloso solvente chimico dall’Azienda Freedom Enterprise nei pressi della capitale Charleston.

Il 4-Metiylciclohexanemetanolo  (MCHM) è un composto organico usato nella lavorazione del carbone: secondo la Hazardous Substances Data Bank l’esposizione, in particolare prolungata o ad alte concentrazioni può produrre irritazioni agli occhi, pelle, alte vie aere e mucose, sfoghi della pelle e mal di testa. “Alte esposizioni per contatto epidermico e inalazione possono causare danni al cuore, al fegato, ai reni e ai polmoni e possono causare la morte”.

La perdita è avvenuta giovedì mattina, ma solo in serata la società di gestione dell’acqua ha diramato un avvertimento aumentando il panico. Per questo, per misura precauzionale il governatore ha dichiarato lo stato di emergenza in 9 contee proibendo l’uso dell’acqua potabile in un’area in cui vivono 300000 persone. Quattro persone sono state ospedalizzate.

L’aspetto più terrificante della crisi è che non si sa esattamente quanto MCHM è penetrato nella falda, per cui non si può dire quando sarà possibile tornare a usare l’acqua. Non esistono nemmeno metodi standard per testare la tossicità del MCHM in acqua, perchè questo composto non è usato per il trattamento delle acque e nonc’è esperienza in proposito.

Ieri la Federal Emergency Management Authority ha promesso l’invio di un milione di litri d’acqua (poco più di tre litri a testa), dopo che tutti i punti vendita sono stati presi d’assalto (vedi foto in basso). La polizia ora sovrintende alla distribuzione.

[img src=”https://media.ecoblog.it/3/31d/Scaffali-vuoti-West-Virginia.jpg” alt=”” height=”420″ title=”Scaffali vuoti West Virginia” class=”alignleft size-full wp-image-121907″]

EcoAlfabeta

Marco Pagani, Fisico e docente di Matematica e Fisica, attualmente svolge un Dottorato di Ricerca in Scienze Agrarie, Ambientali e Alimentari presso l'Università di Bologna. Si interessa di problematiche ambientali da lungo tempo dopo aver letto molti anni fa "Il cerchio da chiudere" di Barry Commoner, "Il punto di svolta" di Fritjof Capra e "La convivialità" di Ivan Illich. Su questi problemi ha organizzato diversi corsi e seminari coinvolgendo docenti universitari e rappresentanti della società civile. E' autore di pubblicazioni su temi scientifici e ambientali; in collaborazione con Ugo Bardi si è occupato del picco dei minerali, argomento che ha trattato anche nel libro "La vita dopo il petrolio" curato da Pietro Raitano e Gianluca Ruggero. Ha tenuto diversi corsi e seminari sui costi energetici dell'agricoltura, sull'impronta agricola-alimentare e sulla misura del consumo di territorio. E' socio ASPO e WWF, ha dato vita a un GAS (Gruppo di Acquisto Solidale), simpatizza e sostiene attivamente la Rete per la decrescita e il movimento Stop al consumo di territorio. Prim di confluire in Ecoblog, dal 2006al 2012 ha curato il blog ambientale EcoAlfabeta, di cui ora conserva il nickname. Dal giugno 2011 è Consigliere Comunale a Novara. Ama le scienze, la lettura, la scrittura, i viaggi, la montagna, la bicicletta, la musica, la cucina, la compagnia degli amici e della sua famiglia, la pace e l'intelligenza creativa.

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