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Inquinamento a Città del Messico: netto miglioramento, ma la strada è ancora lunga

Negli anni ’80 la capitale della Repubblica Federale del Messico godeva del discutibile primato di città più inquinata del mondo. Le emissioni inquinanti non controllate di industrie e veicoli si combinavano infatti con le particolari condizioni climatiche della megalopoli, che si trova al centro di un’ampia valle dove spesso si creano condizioni di inversione termica.

Si stima che allora l’inquinamento causasse ogni anno un migliaio di morti e 35000 ospedalizzazioni.

Dai primi anni ’90 ad oggi,secondo i dati del SIMAT,  i maggiori agenti  inquinanti (ozono, ossidi di azoto, monossido di carbonio) si sono sostanzialmente dimezzati. Anche i PM 10 sono calati da 100 a poco più di 50 mcg/m^3, con punte che non superano i 75.

Non ci sono invece sostanziali miglioramenti per i PM 2.5, che sono rimasti stabili intorno a 25 mcg/m^3 (non si tratta di un valore basso, visto che a queste concentrazioni si osserva già un aumento della mortalità).

Questi risultati sono stati ottenuti grazie ad un grande sviluppo del trasporto pubblico, che oggi copre l’80% degli spostamenti dei pendolari.

Come si può vedere dalla foto (scattata ieri dall’autore che si trova in Messico per un seminario), la situazione lascia ancora un po’ a desiderare quanto a visibilità. L’impegno per ridurre le emissioni deve infatti fare i conti con la crescita demografica (con oltre 20 milioni di abitanti, Città del Messico è una delle più grandi conurbazioni del pianeta) e soprattutto con la crescita delle auto private (10 milioni nel 2010, il doppio rispetto al 2000).

EcoAlfabeta

Marco Pagani, Fisico e docente di Matematica e Fisica, attualmente svolge un Dottorato di Ricerca in Scienze Agrarie, Ambientali e Alimentari presso l'Università di Bologna. Si interessa di problematiche ambientali da lungo tempo dopo aver letto molti anni fa "Il cerchio da chiudere" di Barry Commoner, "Il punto di svolta" di Fritjof Capra e "La convivialità" di Ivan Illich. Su questi problemi ha organizzato diversi corsi e seminari coinvolgendo docenti universitari e rappresentanti della società civile. E' autore di pubblicazioni su temi scientifici e ambientali; in collaborazione con Ugo Bardi si è occupato del picco dei minerali, argomento che ha trattato anche nel libro "La vita dopo il petrolio" curato da Pietro Raitano e Gianluca Ruggero. Ha tenuto diversi corsi e seminari sui costi energetici dell'agricoltura, sull'impronta agricola-alimentare e sulla misura del consumo di territorio. E' socio ASPO e WWF, ha dato vita a un GAS (Gruppo di Acquisto Solidale), simpatizza e sostiene attivamente la Rete per la decrescita e il movimento Stop al consumo di territorio. Prim di confluire in Ecoblog, dal 2006al 2012 ha curato il blog ambientale EcoAlfabeta, di cui ora conserva il nickname. Dal giugno 2011 è Consigliere Comunale a Novara. Ama le scienze, la lettura, la scrittura, i viaggi, la montagna, la bicicletta, la musica, la cucina, la compagnia degli amici e della sua famiglia, la pace e l'intelligenza creativa.

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