La moria delle api è uno dei più preoccupanti fenomeni ambientali degli ultimi tempi. I rischi connessi alla sparizione di queste instancabili lavoratrici sono molteplici, su tutte quello della scarsità dei raccolti delle specie vegetali che necessitano dell’impollinazione. In alcune zone della Cina si è arrivati al caso limite di alcuni frutteti impollinati a mano da operai specializzati che si sostituiscono agli insetti impollinatori.
La notizia che arriva dal Canada, precisamente da Elmwood è quella della morte di 37 milioni di api trovate senza vita da un apicoltore locale, Dave Schuit che ha dichiarato di avere perso 600 alveari, un vero e proprio patrimonio per chi vive dei proventi del miele, ma un tesoro altrettanto prezioso per le coltivazioni delle aree circostanti.
Secondo l’uomo – la cui perdita economica è quantificabile in decine di migliaia di euro – la colpa di questa anomala strage di insetti è da attribuirsi ai nuovi pesticidi neonicotoidi prodotti dalla Bayer CropScience Inc.
L’ecatombe di api si è verificata non lontano da un campo in cui dopo avere piantato il grano Ogm, i semi vengono ricoperti di pesticida tramite degli ugelli spruzzatori. Questa tecnica consente alle particelle del pesticida di “galleggiare” nell’aria e di atterrare su diverse piante, causando la morte di milioni di insetti impollinatori. Una ricerca condotta dall’Università di Purdue ha evidenziato come tutte le api morte avessero riportato i sintomi neurotossici tipici da avvelenamento da pesticida.
Nel 2013, dopo numerosi eventi del genere e la morte di diversi milioni di api in vari stati membri, l’Unione Europea ha deciso di bandire i neonicotoidi e i pesticidi responsabili della moria delle api. Nel Nord America non c’è ancora stata una vera e propria presa di coscienza del problema ed episodi come quello avvenuto in Canada non sono più un eccezione.
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