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Gli oceani continuano ad assorbire sempre piu’ energia: abbiamo superato i 200 ZJ

Il riscaldamento degli oceani non conosce pausa, al punto che come nota ironicamente il Guardian, gli scienziati sono costretti a cambiare continuamente il fondo scala dei grafici. Come si vede dal grafico in basso, la NOAA ha appena dovuto cambiare la scala della variazione di energia interna degli oceani (1), visto che e’ stata appena superata la soglia dei 200 ZJ (zettajoule).

Ma quanti sono 200 zettajoule? Quando i numeri diventano troppo grandi, e’ impossibile averne una percezione istintiva. Per farsi un’idea, basti pensare che questa energia (2E23J) equivale a oltre 350 volte tutti i consumi annui dell’umanita’ (2).

Questo riscaldamento non ha precedenti negli ultimi diecimila anni e rappresenta un indicatore piu’ attendibile del global warming, rispetto alla temperatura dell’aria.  Gli oceani intrappolano infatti oltre il 90% del global warming e la temperatura dell’atmosfera puo’ oscillare per scambi di calore con l’idrosfera. Lo scorso anno le temperature erano aumentte di meno e qualcuno aveva incautamente affermato che il global warming si era preso una pausa: naturalmente non e’ vero, semplicemente c’e’ stato un maggiore trasferimento di energia verso gli oceani. Inoltre se gli  oceani assorbono calore aumenta il loro volume per dilatazione contribuendo a innalzarne il livello.

Come afferma il Guardian, il riscaldamento degli oceani rappresenta l’ultimo chiodo nella bara delle teorie negazioniste.

(1) Trovo poco appropriato l’uso dell’espressione “contenuto di calore”, visto che il calore (insieme al lavoro) e’ un modo di fare variare l’energia interna del sistema. Cio’ che e’ rappresentato qui sopra e’ in realta’ una variazione di energia interna degli oceani rispetto alla media degli anni 1971-2000. Puo’ essere vista anche come un flusso equivalente di calore extra dal sole, ma in ogni caso l’espressione “contenuto di calore” fa rabbrividire chiunque non sia stato bocciato a Fisica 1…
(2) Non si tratta naturalmente di un giacimento di energia direttamente sfruttabile, dal momento che e’ comunque a bassa temperatura. E’ possibile invece ottenere energia sfruttando il gradiente di temperatura degli oceani (la cosiddetta OTEC)

EcoAlfabeta

Marco Pagani, Fisico e docente di Matematica e Fisica, attualmente svolge un Dottorato di Ricerca in Scienze Agrarie, Ambientali e Alimentari presso l'Università di Bologna. Si interessa di problematiche ambientali da lungo tempo dopo aver letto molti anni fa "Il cerchio da chiudere" di Barry Commoner, "Il punto di svolta" di Fritjof Capra e "La convivialità" di Ivan Illich. Su questi problemi ha organizzato diversi corsi e seminari coinvolgendo docenti universitari e rappresentanti della società civile. E' autore di pubblicazioni su temi scientifici e ambientali; in collaborazione con Ugo Bardi si è occupato del picco dei minerali, argomento che ha trattato anche nel libro "La vita dopo il petrolio" curato da Pietro Raitano e Gianluca Ruggero. Ha tenuto diversi corsi e seminari sui costi energetici dell'agricoltura, sull'impronta agricola-alimentare e sulla misura del consumo di territorio. E' socio ASPO e WWF, ha dato vita a un GAS (Gruppo di Acquisto Solidale), simpatizza e sostiene attivamente la Rete per la decrescita e il movimento Stop al consumo di territorio. Prim di confluire in Ecoblog, dal 2006al 2012 ha curato il blog ambientale EcoAlfabeta, di cui ora conserva il nickname. Dal giugno 2011 è Consigliere Comunale a Novara. Ama le scienze, la lettura, la scrittura, i viaggi, la montagna, la bicicletta, la musica, la cucina, la compagnia degli amici e della sua famiglia, la pace e l'intelligenza creativa.

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