Consumo di suolo, Auchan dovrà rivedere il progetto di EuropaCity

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La Grande Distribuzione ha fame di suolo. Mentre gli Stati Uniti fanno i conti con il progressivo abbandono dei grandi centri commerciali di periferia, in Europa la Grande Distribuzione continua a sognare in grande.

Nel Vecchio Continente il progetto più titanico è quello di Auchan che vorrebbe costruire EuropaCity, un mega complesso dedicato a shopping e intrattenimento. Le barriere psicologico-culturali fra queste due dimensioni d’altronde non ci sono più: per molti consumatori entrare in un centro commerciale per fare acquisti è come andare al cinema o sulle montagne russe.

Lunedì 12 settembre, però, Claude Brevan, presidente della commissione chiamata a dibattere sulla creazione del mega centro commerciale, ha fatto sapere che il progetto andrà modificato.

I numeri di EuropaCity sono impressionanti. Il complesso commerciale dovrebbe creare 11800 nuovi posti di lavoro, accogliere 31 milioni di visitatori annuali (tanto per fare un paragona a venezia arrivano 25 milioni di turisti l’annno…) e movimentare un giro d’affari di due miliardi di euro.

Ad accogliere questo centro commerciale, nei pressi dell’autostrada A1, dovrebbero essere i campi di Gonesse: aree commerciali, 500 negozi, sale cinematografiche e per spettacoli, un parco di divertimenti di 150mila mq, un circo, una sala espositiva, una fattoria urbana, un centro acquatico e una pista da sci dovrebbero essere ospitati nell’area con un investimento complessivo di 3,1 miliardi di euro. Il parco dovrebbe essere pronto per il 2024, data nella quale Parigi spera di poter ospitare i Giochi Olimpici.

Immochan, branca immobiliare del gruppo Auchan, ha confermato che, sulla base di quanto emerso nel dibattito pubblico, andrà avanti con il proprio progetto modificandone alcuni aspetti.

Il triangolo di Gonesse nel quale dovrebbe sorgere EuropaCity è un’area agricola inabitabile di 80 ettari, situata fra gli aeroporti di Bourget e di Roissy. Gli oppositori sostengono che si voglia costruire alle porte della capitale francese “un clone di Las Vegas”.

Brevan sottolinea come il progetto porti “una visione dell’evoluzione della società che non ha raggiunto l’unanimità”. Si teme la distruzione del territorio agricolo e un impatto negativo sulle attività preesistenti. Inoltre, i numeri relativi alle potenzialità occupazionali sarebbero sopravvalutati. Il Collectif pour le triangle de Gonesse promette di rinforzare la propria mobilitazione affinché il progetto non si realizzi.

Via | Le Monde | Le Moniteur

Foto | EuropaCity

Davide Mazzocco

Giornalista e saggista, attivo sul web dal 2000 ha collaborato con numerose testate fra cui L'Unità, Narcomafie, La Nuova Ecologia, Slow Food, Terra, Alp, Ciclismo, Sport Week, Extratorino, Suden e Cinecritica. Fra i suoi libri più noti vi sono "Propaganda Pop", "Giornalismo online", "Giornalismo digitale" e "Storia del ciclismo". Ha co-diretto il documentario "Benvenuto Mister Zimmerman".

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