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onPony: la consegna nella sharing economy

Si chiama onPony ma potrebbe essere definito Pony Sharing, cioè il pony express della sharing economy dove le consegne le fanno i viaggiatori con notevoli risparmi di CO2. onPony è una piattaforma che punta a far incontrare i viaggiatori con altre persone che devono spedire un oggetto o un documento e che non vogliono affidarsi ai servizi postali o di corrieri, rispettivamente più lunghi o costosi. I primi ammortizzano leggermente le spese di viaggio e i secondi risparmiano sui costi di spedizione. Un po’ come avviene per BlaBlaCar, che propone viaggi in auto condivisi con i passeggeri che evitano i prezzi più alti di treni e aerei, con un risparmio anche per il guidatore. Bisogna sempre incontrare di persona l’utente ma può funzionare anche con chi dimentica qualcosa in un luogo e vuole recuperarlo.

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L’idea di onPony la racconta Business Insider Italia e dietro c’è proprio un italiano, Nivi Jasa, un regista nato da genitori albanesi che ha maturato l’idea di business dopo l’estrazione di un dente del giudizio mentre studiava in Turchia e cercava invano il suo rimedio omeopatico. Nel team ci sono altri tre italiani: i due co-fondatori Stefano Bertocco e Andrea Bodrighi, e Giorgio Covi, CFO in arrivo dalla finanza. Ma come funziona il servizio? Per iscriversi basta fornire i propri dati personali e arricchire il più possibile il proprio profilo in modo che onPony verifichi gli utenti e il loro numero di telefono, il loro account PaypalFacebook, Airbnb, BlaBlaCar e Linkedin in modo che gli utenti possano vedere anche i feedback ricevuti su altre piattaforme.

Poi basta indicare dimensioni, peso e destinazione del pacco offrendo un compenso libero, senza nessun vincolo. Mentre chi sta per partire fa sapere come data e luogo in cui si muoverà, con che mezzo (aereo, treno o auto), le dimensioni e il peso che può trasportare. Se c’è una corrispondenza, il pony può accettare l’offerta o trattare nuovamente. Quando si trova un accordo avviene lo scambio dell’oggetto che coincide con l’emissione di un codice. Un secondo codice si crea quando l’oggetto arriva a destinazione e sblocca il pagamento tramite PayPal. onPony percepisce il 10% della transazione. Ultimo step la consueta recensione reciproca. Il servizio per ora è disponibile solo sul sito in attesa che arrivi l’applicazione per Android e iOs, prevista nell’estate 2017.

Se si hanno dei dubbi sull’affidare oggetti o documenti importanti in mano a sconosciuti, basti pensare che lo stesso avviene e già da anni con case, auto e molti altri beni, e tutta la sharing economy si basa sulla fiducia e un piccolo compromesso in nome del risparmio è quasi sempre imprescindibile. Finora onPony conta trecento utenti iscritti e circa cento viaggi disponibili tra Italia ed estero. Il servizio si estenderà nelle prossime settimane anche all’interno della stessa città, un po’ come è avvenuto con l’app Zego per quanto riguarda i passaggi in auto. Restano da seguire le linee guida e attenersi alle faq della piattaforma, disponibile a questo link.

Paolo Sperati

Nato nello sport, cresciuto nel motorsport, ora alle prese con auto e moto di tutti i giorni (o quasi). Laurea in comunicazione internazionale e sociologia passando per le esperienze più disparate: Datasport, Telenova, Eurosport, Infront, Mondiale SBK e Tourist Trophy. Più che la tecnica, che lascio ad esperti ed ingegneri, in un veicolo guardo la funzionalità e i consumi. Meglio se a emissioni zero. Perché la vita e (la Terra) è una sola. Sportivo praticante e problem solver di natura.

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Paolo Sperati

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