
Questa piantina inaspettate ha un potere incredibile ma solo i giardinieri lo sanno - ecoblog.it
Resistente, elegante e quasi immortale: l’Albero di Giada è la pianta che sopravvive anche senza cure e porta con sé una storia affascinante.
Chi non ha il pollice verde si trova spesso a rinunciare al piacere di tenere piante in casa. Eppure, il desiderio di un po’ di verde negli spazi domestici rimane forte: le piante non solo arredano ma migliorano anche la qualità dell’aria e del sonno. È qui che entra in scena una pianta speciale, capace di resistere anche nelle mani di chi dimentica di innaffiare. Si tratta dell’Albero di Giada, una pianta grassa che non chiede attenzioni costanti e che negli anni è diventata un’icona nei balconi e nelle finestre italiane.
La storia e il significato dell’Albero di Giada
L’Albero di Giada, conosciuto con il nome scientifico di Crassula ovata, ha origini lontane. Proviene dal continente africano e si è diffuso in Europa nel corso del Novecento, diventando una presenza abituale nelle case già dagli anni Cinquanta. Non a caso, è una delle piante grasse più riconoscibili per la sua forma ad arbusto, con foglie carnose e verdi che ricordano piccole gemme.

Nel corso del tempo, l’Albero di Giada ha assunto anche un significato simbolico. In molte culture rappresenta la prosperità e la fortuna, tanto da essere chiamato anche “pianta dei soldi”. Regalare un vaso di Crassula ovata non è solo un gesto decorativo, ma un augurio di abbondanza e benessere. Non sorprende quindi che ancora oggi venga scelta come dono in occasioni speciali, dai matrimoni alle inaugurazioni di nuove case.
Dal punto di vista botanico, si tratta di una pianta straordinariamente adattabile. Cresce lentamente, può raggiungere anche un metro di altezza e resiste a condizioni che metterebbero in difficoltà molte altre specie. Non a caso, continua a essere coltivata tanto in ambienti interni quanto all’aperto, purché protetta dalle gelate più rigide.
Come prendersi cura dell’Albero di Giada
La bellezza dell’Albero di Giada sta nella sua semplicità di gestione. Nonostante la sua fama di pianta quasi indistruttibile, ci sono alcune regole pratiche che aiutano a mantenerla in salute e a farla crescere rigogliosa. Prima di tutto la luce. La Crassula ovata ama il sole diretto, ma deve riceverlo in modo equilibrato: circa quattro o cinque ore al giorno sono ideali, evitando però l’esposizione nelle ore più calde dell’estate. Una buona pratica è ruotare il vaso di 180 gradi ogni dieci o dodici giorni, così da distribuire uniformemente la luce su tutta la pianta e prevenire crescite asimmetriche.
Per quanto riguarda la temperatura, l’Albero di Giada resiste anche sotto i dieci gradi, ma dà il meglio di sé in un intervallo compreso tra i 18 e i 28. Durante l’inverno può rimanere all’interno vicino a una finestra, mentre nei mesi caldi trova beneficio su balconi o terrazzi ben soleggiati. L’acqua rappresenta l’unico vero rischio. Essendo una pianta grassa, non tollera ristagni idrici. È preferibile bagnarla due o tre volte al mese durante l’estate, sempre verificando che il terreno sia asciutto prima di procedere. In inverno, invece, le annaffiature possono essere ancora più diradate. Un eccesso di acqua porta rapidamente al marciume delle radici e alla morte della pianta.
La scelta del terreno è altrettanto importante: deve essere ben drenante, arricchito da sabbia o perlite, per evitare accumuli di umidità. Un vaso in terracotta, che favorisce la traspirazione, è spesso consigliato per mantenerla nelle condizioni ottimali. Con queste attenzioni minime, l’Albero di Giada può durare decenni, trasformandosi in una presenza stabile e rassicurante nelle case. Non a caso viene tramandato di generazione in generazione, diventando un piccolo patrimonio verde familiare.