L'automatizzazione dei bonus e la semplificazione burocratica(www.ecoblog.it)
L’ISEE, strumento cardine per accedere a bonus e agevolazioni statali e locali, sta vivendo una trasformazione profonda.
Le novità introdotte dalla legge di bilancio 2026, in stretta connessione con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), puntano a rendere più automatico e meno burocratico il sistema di accesso alle prestazioni sociali, favorendo al contempo una maggiore equità nel calcolo dell’indicatore.
Nel 2026, una delle rivoluzioni più significative riguarda la gestione dell’ISEE per l’accesso ai bonus e ai sostegni economici. Non sarà più necessario presentare materialmente l’ISEE agli enti erogatori delle prestazioni sociali: la verifica dell’indicatore avverrà in modo automatico tramite l’accesso diretto alle banche dati dell’INPS da parte degli stessi enti. Questo significa che, pur rimanendo obbligatoria la presentazione della DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) all’INPS per il calcolo dell’ISEE, sarà l’ente erogatore a recuperare autonomamente l’attestazione, eliminando così la duplicazione delle richieste e abbattendo i tempi di attesa.
Questa modalità, che richiede un adeguamento tecnologico e organizzativo degli enti pubblici, sarà attivata gradualmente. L’INPS ha già predisposto una modalità transitoria per consentire la consultazione online del valore ISEE specifico per alcune prestazioni, come l’assegno unico universale, il bonus asili nido, e l’assegno di inclusione, in attesa dell’aggiornamento definitivo dei modelli DSU.
Le amministrazioni locali e ministeriali sono coinvolte in un coordinamento serrato per garantire l’effettiva operatività del sistema entro i prossimi mesi, dopo l’approvazione e la pubblicazione ufficiale del decreto attuativo.
Aggiornamenti sostanziali al calcolo dell’ISEE: più equità per le famiglie
La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto importanti modifiche nella determinazione dell’ISEE, con l’obiettivo di renderlo più aderente alla reale capacità economica delle famiglie e più favorevole per chi ha figli e per i proprietari della prima casa.
Patrimonio mobiliare e nuove forme di ricchezza
Tra le novità più rilevanti figura l’inclusione nel patrimonio mobiliare di nuove tipologie di risorse, come conti correnti esteri, criptovalute e rimesse di denaro verso l’estero, spesso sottratte alla rilevazione ordinaria. Questo intervento mira a garantire una maggiore equità sociale, evitando che risorse liquide o digitali restino fuori dal computo e possano così alterare l’accesso alle prestazioni.
Franchigia sulla prima casa e scala di equivalenza aggiornata
Il valore della prima abitazione è ora escluso dal calcolo dell’ISEE fino a 91.500 euro, con una franchigia aumentata fino a 120.000 euro per le famiglie residenti nei capoluoghi delle città metropolitane, quali Roma, Milano, Torino, Napoli e altre. Inoltre, per ogni figlio convivente successivo al primo, la franchigia aumenta di 2.500 euro, anticipando così i benefici già a partire dal secondo figlio.
La scala di equivalenza, parametro che pesa la composizione del nucleo familiare nel calcolo, è stata ulteriormente migliorata per favorire le famiglie numerose: per la prima volta è stata introdotta una maggiorazione per nuclei con due figli (+0,10), mentre le maggiorazioni per tre, quattro o più figli sono state incrementate di 0,05 punti. Queste modifiche aumentano la platea dei beneficiari delle prestazioni sociali e alleggeriscono il carico fiscale e contributivo sulle famiglie con più figli.
Esclusione prorogata per immobili danneggiati da calamità
La legge ha confermato anche per il 2026 l’esclusione dall’ISEE degli immobili distrutti o dichiarati inagibili a seguito di calamità naturali, in modo da non penalizzare ulteriormente le famiglie colpite da eventi sismici o alluvionali.

L’attenzione del Governo al sostegno alla natalità e alle famiglie con bambini piccoli si riflette anche nella manovra economica 2026, che ha confermato e ampliato i bonus per asili nido, collegandoli direttamente all’ISEE.
A fronte di un obiettivo iniziale più ambizioso contenuto nel PNRR, che prevedeva una copertura del 33% dei posti negli asili nido per i bambini da 3 mesi a 3 anni, l’esecutivo ha ridimensionato la soglia al 15% su base regionale, riconoscendo le difficoltà strutturali nel garantire un’offerta più ampia. Nonostante ciò, la legge di bilancio ha aumentato gli importi del bonus asili nido per le famiglie con ISEE fino a 40.000 euro, portandolo a 3.600 euro annui per i nati dal 2024, indipendentemente dalla presenza di altri figli minori in famiglia.
Questa decisione si inserisce in un quadro più ampio di politiche per la conciliazione famiglia-lavoro e di incentivazione della partecipazione femminile al mercato del lavoro, in un contesto dove il tasso di occupazione femminile resta tra i più bassi d’Europa.
