Tunnel segreto riaperto dopo 2000 anni: è la nuova meta turistica che fa impazzire il web - ecoblog.it
Riaperto al pubblico dopo secoli il misterioso corridoio di Commodo nel Colosseo: storia, restauri e come visitarlo.
Chiedere a un turista straniero quale sia l’immagine più iconica d’Italia significa evocare quasi sempre la sagoma imponente del Colosseo. Ma anche chi vive a Roma spesso non conosce tutti i suoi segreti. L’ultimo è tornato alla luce solo pochi giorni fa: il “Passaggio di Commodo”, un corridoio sotterraneo riservato agli imperatori, è stato finalmente aperto al pubblico dal 27 ottobre 2025. Un evento storico, che segna la conclusione di un lungo restauro e l’inizio di una nuova fase per la valorizzazione del monumento più visitato del Paese.
Si tratta di un’apertura mai avvenuta prima, che svela una parte nascosta del Colosseo, con decorazioni recuperate, intonaci originali, una nuova illuminazione e una copertura ricostruita dopo i crolli. Ma perché questo spazio si chiama così, e cosa racconta davvero della Roma imperiale?
Il misterioso passaggio imperiale tra storia, leggende e un tentato omicidio
Il Passaggio di Commodo è una galleria ipogea, cioè sotterranea, realizzata alla fine del I secolo d.C. per collegare il pulvinar, il palco imperiale all’interno dell’anfiteatro, con l’esterno del Colosseo. Una via d’uscita discreta, lontana dagli occhi del popolo, costruita tra il regno di Domiziano e l’inizio dell’impero di Traiano. Da allora, per secoli è rimasta nell’ombra, chiusa, dimenticata.

La struttura ha una forma complessa: tre bracci, con pareti ornate da stucchi mitologici, in parte oggi scomparsi e sostituiti nel tempo da pitture bianche più anonime. Il nome, affascinante e inquietante al tempo stesso, deriva da un episodio poco noto. Non tanto per la passione di Commodo – figlio di Marco Aurelio – per i giochi gladiatori, ma perché proprio in quel corridoio subì un attentato. Un agguato sventato, ma che contribuì a fissare per sempre il suo nome su questo tratto nascosto del Colosseo.
I primi a riscoprirlo furono Carlo Lucangeli e una squadra italo-francese tra il 1810 e il 1814. Poi venne scavato da Pietro Rosa nel 1874, ma è solo tra il 2020 e il 2021 che, grazie al lavoro del PArCo, si iniziò un vero progetto di recupero. Quello che oggi viene restituito alla città è un frammento del potere imperiale, un passaggio nascosto che restituisce concretezza a secoli di racconti.
Il restauro e la visita: cosa si può vedere e come accedere al percorso
La riapertura del Passaggio di Commodo non è soltanto una novità per i turisti: è il risultato di un intervento conservativo imponente, portato avanti con rigore scientifico e sensibilità estetica. Oltre al recupero degli stucchi originali, che rappresentano scene mitologiche in parte leggibili, è stato installato un nuovo impianto di illuminazione a LED, pensato per ricreare l’atmosfera del percorso originario.
Ma non è tutto. Il progetto include anche una mappa tattile per ipovedenti, un video immersivo, e un tratto finale del percorso con pareti in vetro: attraverso cui è possibile osservare, in tempo reale, i prossimi lavori di restauro che riguarderanno la parte esterna del corridoio. Un modo per coinvolgere i visitatori anche nella dimensione operativa e archeologica di uno dei cantieri più affascinanti della città.
L’apertura è stata fissata per due soli giorni a settimana, lunedì e mercoledì, dalle 13.00 alle 16.00. Il passaggio è incluso nel biglietto da 32 euro che consente l’accesso al Colosseo, al Foro Romano, ai Fori Imperiali e al Palatino. Una esperienza unica, non solo per il valore storico del percorso, ma per la rarità dell’apertura. Mai, prima d’ora, questo spazio era stato reso accessibile in modo stabile al grande pubblico.
La direzione del PArCo ha già annunciato che nei prossimi mesi verranno avviati nuovi restauri nella parte finale del corridoio, dove si potrà ammirare dal vetro il procedere dei lavori. Un’operazione che unisce conservazione e trasparenza, e che punta a rendere sempre più partecipata la scoperta della Roma nascosta.
