In Amazzonia il disboscamento torna a crescere

In controtendenza rispetto agli ultimi anni, nella Foresta Amazzonica il disboscamento è tornato a crescere del 35% rispetto al 2012

In controtendenza rispetto a quanto era avvenuto nell’ultimo lustro, per la prima volta dal 2008 la tendenza al ribasso del disboscamento dell’Amazzonia ha avuto una battuta d’arresto. Secondo i dati preliminari dell’Istituto Nazionale di Indagini spaziali (Inpe), tra l’agosto 2012 e il luglio 2013 la perdita di aree di foresta è aumentata di quasi il 35%, frenando la tendenza alla diminuzione del fenomeno.

Nei dodici mesi presi in considerazione sono spariti, da quello che è considerato il “polmone verde” della Terra, 2.765 chilometri quadrati di foresta, un’area due volte più grande del territorio dell’area metropolitana di Rio de Janeiro.

Ecoblg si è occupato a più riprese dei tanti ambientalisti assassinati per essersi opposti alla deforestazione che rappresenta un business non soltanto per la vendita del legname, ma perché premessa per fare spazio all’agricoltura di cui il Brasile, in costante sviluppo demografico, ha sempre più fame. L’opera di deforestazione dell’Amazzonia è iniziata negli anni Quaranta del Novecento, ma ha soprattutto negli ultimi trent’anni ha subito un progressivo aumento parallelo allo sviluppo economico del Paese.

In base alle proiezioni, lo Stato del Mato Grosso è responsabile per il 42,8% della deforestazione dell’ultimo anno e per gli esperti questi dati hanno una ragione politica: i piani ambientali del Governo non si stanno dimostrando efficienti.

Via | Ansa

Foto © Getty Images

 

 

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