Rifiuti di Roma, in attesa dei curricola la Capitale è al collasso

Ignazio Marino si dice arrabbiatissimo per le indecorose immagini dei maiali tra i rifiuti e promette cambiamenti radicali. Roma al collasso

Certo, i maiali tra i rifiuti a Roma, nel giorno di Natale, non sono stati una bella immagine della città: rimbalzate con un sacrosanto clamore mediatico sui media di tutto il mondo hanno annerito, e parecchio, l'umore del sindaco Ignazio Marino.

"Cambio tutto [...] da una ventina di giorni stiamo conducendo i colloqui con i candidati alla leadership dell'azienda, con i curricola più prestigiosi, da tutta Italia."

ha spiegato il sindaco, dicendosi irritatissimo per il degrado assoluto che la Capitale mostra in questi giorni, più simili alla città post-lanzichenecchi che non alla moderna capitale post-natalizia.

Un degrado giustamente rimbalzato in ogni parte del mondo, ma che non si ferma a cinque porcelli che grufolano felici tra i rifiuti di Boccea: il problema, lo abbiamo scritto più volte qui su Ecoblog, è una gestione assolutamente inadeguata non solo alle esigenze della città di Roma ma anche al rispetto di quei minimi standard di decoro e di legalità ambientale.

Un collasso che sembra inarrestabile e che svilisce l'essenza stessa città: è assurdo che nella Capitale d'Italia l'azienda municipalizzata che si occupa della raccolta dei rifiuti (Ama) non effettui il servizio nei giorni del 24 e 25 dicembre, come è assurdo che nessuno se ne sia accorto prima ponendone rimedio. E' assurdo che da vent'anni i cieli della Capitale siano popolati da gabbiani, che hanno lentamente cacciato le rondini prima, i piccioni poi e, oggi, fanno la guerra con i gatti e i cani randagi (che pure è assurdo affollino le strade di Roma).

Allo stesso modo, come parte dello stesso paradossale quadro di inadempienze e scriteriata gestione della cosa pubblica, è assurdo che la Capitale d'Italia termini il servizio dei mezzi pubblici (taxi compresi) alle ore 21 nel giorno di Natale (la metropolitana ha chiuso alle 13).

Come scrive giustamente Francesco Merlo su Repubblica di oggi "non è con l'igiene della lingua che si pulisce Roma": il problema, sindaco Marino, non sono i curricola e i cambi di vertice all'Ama (che pure sono necessari, vista l'incapacità di alzare il livello di raccolta differenziata oltre il 30%): il problema è anche la sindacalizzazione feroce delle municipalizzate, che ha creato sacche di potere parallelo (Atac ed Ama su questo sono l'emblema di questa realtà) a tutela di un interesse che non è degli utenti, non è del Comune, non è dei lavoratori, ma che è unicamente del sindacato.

Il problema non sono i maiali che grufolano tra i rifiuti ma i gabbiani da 10kg che ci svolazzano sopra, a ben 20km dal mare. Il problema sono i cassonetti stradali in quanto tali, che rappresentano migliaia di discariche a cielo aperto che affollano ogni angolo di strada della città. Il problema sono i "premi produzione" i "bonus" ed i "benefit" di una moltitudine di dirigenti pubblici e rappresentanti istituzionali che negli ultimi anni si sono ben guardati dalla tutela della cosa pubblica, delegando al privato ed ingrassando le proprie tasche ed il proprio bacino elettorale, storcendo il corretto gioco democratico fino a rompere quel minimo di stato di diritto che faticosamente si era creato negli anni.

Il timore, perchè oramai l'esercizio gattopardiano del "cambiare tutto" è più di una consuetudine, sopratutto a Roma, è che tutto resti fermo com'è: spetta a Ignazio Marino dimostrare di voler fare diversamente.

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