Cinemambiente 2014: The White Town, l’incubo dell’amianto a Casale Monferrato

A un anno da Il fosso bianco, Tommaso Ausili torna a parlare di amianto con un film formalmente ineccepibile

A un anno da Il fosso bianco, il fotografo e filmmaker Tommaso Ausili torna a raccontare le vittime dell’amianto. Nel suo precedente lavoro erano gli operai dello stabilimento Solvay di Rosignano, questa volta sono le vittime dell’Eternit di Casale Monferrato. Tre anni fa Polvere, il documentario di Nicolò Bruna e Andrea Prandstraller, aveva scosso la platea di Cinemambiente, portandosi un premio che aveva fatto preludio al David di Donatello come miglior documentario nel 2012.

Ausili offre agli spettatori un cortometraggio di rara intensità nel quale alle parole dei testimoni o sarebbe meglio dire dei sopravvissuti si alternano le immagini di una città spettrale, sulla quale grava una sorta di spada di Damocle incancellabile, quella di una malattia dai tempi di latenza lunghissimi, una malattia che non dà scampo e che nella sola Casale Monferrato miete, ogni anno, cinquanta vittime.

È interessante come ritorni, sin dal titolo, il colore bianco: quello delle spiagge, nel documentario di un anno fa, quello della neve che si sposa su un’ovattata Casale Monferrato.

Tommaso Ausili è un fotografo dell’agenzia Contrasto e, infatti, il risultato formale del suo lavoro è a dir poco sbalorditivo. Senso della posizione, composizione dell’immagine, lettura delle situazioni, tutte qualità che concorrono alla creazione di un cortometraggio di denuncia che trova la sua efficacia e la sua potenza nelle atmosfere invernali, nei volti di Mariuccia Ottone e Arcangelo Paladino, nell’editing di Nicola Romano, nelle splendide musiche di Yndi Halda e Tarentel che accompagnano un cortometraggio di rara bellezza.

Immagine

Foto | La città bianca

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