Amianto all’Ansaldo di Genova: indagati 800 ex operai

A Genova 800 ex lavoratori dell’Ansaldo sono indagati per “indebita percezione di benefici previdenziali”

134 morti per mesotelioma pleurico dal 2010 a oggi, l’ultimo decesso, un ex operaio di 58 anni, qualche giorno fa. Dal 2005 i morti sono stati circa 250. Eppure alla Procura di Genova gli inquisiti sono gli ex operai Ansaldo, circa 800, accusati di “indebita percezione di benefici previdenziali”.

Secondo i periti della procura di Genova la concentrazione dell’amianto nell’ambiente di lavoro sarebbe stata di 0,98 fibre per litro, quindi al di sotto del limite fissato dall’Inail di una fibra/litro. La differenza è minima e gli ex operai genovesi si sono mobilitati organizzando negli scorsi giorni diverse manifestazioni e sit in.

Secondo la Procura genovese i pensionati Ansaldo avrebbero usufruito della pensione anticipata pur non avendone i requisiti:

Ogni dieci anni di esposizione, secondo quanto prevede la legge, una fibra/litro per ogni giorno, dà diritto a un bonus di cinque anni di pensionamento anticipata,

spiega Gianfranco Bonifai, l’avvocato che difende gli ex metalmeccanici.

Fra gli operai che rischiano di vedersi togliere la pensione serpeggia la rabbia:

Siamo l’unica città al mondo nella quale, invece di processare i dirigenti per avere fatto morire le persone, si condannano le persone perché muoiono.

Conclude Bonifai:

A Taranto non ci risulta un processo per indebita percezione di benefici previdenziali, c’è stato un grande processo per le morti conseguenti all’amianto. Negli stessi giorni c’è stata un’udienza preliminare che ha rinviato a giudizio altri dirigenti Ilva-Italsider per disastro ambientale, a Genova sta succedendo il contrario.

Leonardo Da Vinci

Via | Il Fatto Quotidiano

Foto © Getty Images

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