Alaska, trichechi in fuga a causa dei cambiamenti climatici

Lo scioglimento delle banchine sta provocando la fuga verso la terraferma. Sabato scorso NOAA e USGS hanno monitorato 35mila esemplari sulla spiaggia di Point Lay

Trentacinquemila trichechi su di una spiaggia dell’Alaska: questa la pacifica “invasione” che ha creato un’enorme chiazza marrone su di una spiaggia del nord ovest del più settentrionale dei 51 stati dell’Unione.

La causa? I cambiamenti climatici. La National Oceanic and Atmospheric Administration e La U.S. Geological Survey hanno osservato la “chiazza” sorvolando la spiaggia di Point Lay sabato 27 settembre e sono convenuti sul fatto che la fuga dei trichechi sia una diretta conseguenza dello scioglimento della banchisa causato dai cambiamenti climatici.

Tradizionalmente, i trichechi non possono nuotare indefinitamente come le foche e si riposano sulle banchise di ghiaccio. L’aumento delle temperature e l’agosto più caldo dal 1880 hanno fatto sì che, però, ha fatto sì che alla fine dell’estate, il ghiaccio marino abbia raggiunto il sesto livello più basso dal 1979, anno in cui sono iniziate le analisi satellitari.

Per i trichechi si tratta di un grave problema di sopravvivenza: i ghiacci restanti sono sempre più a nord, nell’Oceano Artico, dove le profondità marine raggiungono i 3000 metri e in cui i trichechi non possono più utilizzare i fondali marini per nutrirsi. I primi assembramenti furono registrati nel 2007, ma quella di una settimana fa, con 35mila esemplari, è una concentrazione da record. Non sono ancora quantificabili le conseguenze di questa situazione su questi animali, ma i ricercatori sanno che questi animali perdono più energia a cercare approdi sulla terra di quanta non ne spendano quando si installano sulle banchise e anche i cuccioli risultano essere più deboli sulla terra ferma.

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Via | Le Monde

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