Terra Madre: porte chiuse per gli Stati colpiti dall’ebola

La manifestazione torinese nega la partecipazione ai delegati provenienti dai Paesi africani nei quali si è diffuso il virus

Mancano due settimane all’inizio della decima edizione del Salone del Gusto e sesta di Terra Madre e questa mattina, a Torino, nella presentazione dell’evento, gli organizzatori (Slow Food, Regione Piemonte e Città di Torino) hanno annunciato che non saranno presenti i delegati dei Paesi colpiti dall’ebola (Guinea, Sierra Leone, Liberia e Nigeria):

pur a malincuore, non ci saranno i delegati provenienti dai Paesi colpiti dal virus. Questo non significa che li stiamo abbandonando, anzi: siamo in contatto costante con i nostri referenti, a cui inviamo aiuti economici, cibo e medicinali. Ecco allora che questo evento sarà anche e soprattutto per chi sarà a Torino ma anche per chi non ci sarà, per raccontare le loro storie e far sentire la loro voce. Solo così si rafforzerà quella diplomazia del cibo di cui la rete di Terra Madre è la vera rappresentante,

ha spiegato Daniele Buttignol, segretario generale di Slow Food Italia, che ha sottolineato la delicatezza di questo momento storico e sociale “in Italia, con la crisi economica accentuata dall’embargo russo e dai fattori climatici, e all’estero con l’epidemia di ebola e le troppe guerre che devastano Europa e Medio Oriente”.

Fra le novità dell’edizione 2014 Gesti Naturali, il laboratorio dedicato a famiglie di diverse nazionalità in cui si utilizzano tutti i sensi per superare le barriere linguistiche, il Percorso guidato per sordi in collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi del Piemonte, le attività e i servizi del Salone family friendly e la presenza dell’Area Slow Kids, dedicata ai più piccoli.

L’obiettivo è rafforzare quella diplomazia del cibo e il ruolo di difensore della sovranità alimentare che ha fatto sì che Slow Food tratti ormai alla pari con organismi come la Fao. Nonostante la vocazione ecumenica, la paura dell’ebola ha vinto e, almeno per quest’anno, non ci sarà spazio per i presidi e gli agricoltori provenienti Paesi nei quali sono stati segnalati casi di contagio.

President of Slow Food Carlo Petrini smi

Via | Comunicato Stampa

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