Amianto all’Enel di Turbigo: assolti quattro ex dirigenti

Otto ex operai della centrale termoelettrica di Turbigo erano morti fra il 2004 e il 2012

Arriva un’altra assoluzione in un processo per morti da amianto. Il Tribunale di Milano ha infatti assolto “per non aver commesso il fatto” quattro ex dirigenti Enel che erano imputati per omicidio colposo in relazione ai decessi di otto operai morti perché avrebbero respirato polveri d’amianto fra gli anni Settanta e Ottanta.

La decisione ha provocato le proteste dei parenti delle vittime presenti in aula, molti di loro sono scoppiati a piangere alla lettura della sentenza. Un esito molto simile a quello della sentenza di Cassazione del primo processo Eternit. La rabbia è stata tanta, qualcuno ha gridato “li avete uccisi un’altra volta”, l’accusa ha detto che

la massima azienda di produzione di energia con vertici nominati dal Governo non ha mai utilizzato in quegli anni tecnologie per proteggere la salute degli operai.

Due dei sei imputati – Francesco Corbellini e Aldo Velcich – erano morti nelle scorse settimane, gli altri quattro – Alberto Negroni, Paolo Chizzolini, Valeriano Mozzon e Paolo Beduschi – sono stati assolti.

Le morti degli otto operai erano avvenute fra il 2004 e il 2012: tutti avevano lavorato anni prima nella storica centrale termoelettrica di Turbigo, in provincia di Milano. Secondo l’accusa gli operai si sarebbero ammalati a contatto con la fibra killer. Oltre ad alcune associazioni, si erano costituiti parte civile anche il Comune di Turbigo e l’Inail che avevano chiesto un risarcimento complessivo di tre milioni e 800 mila euro.

In Lombardia sono molti i fronti giudiziari ancora aperti relativi all’amianto: ex manager di grandi società come Fiat e Pirelli sono accusati di omicidio colposo, non più, come accadeva in passato, di disastro ambientale. Il processo Eternit ha davvero aperto un nuovo corso.

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