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Amianto a Palazzo Nuovo: parte la class action. Asbesto anche sul tetto

Dieci campionamenti su venti hanno dato esiti positivi; quaranta ex studenti uniti per una class action contro l’Università

Il 50% dei campionamenti effettuati a Palazzo Nuovo nell’ultimo periodo hanno dato esito positivo: dieci su venti. Il che significa che a Palazzo Nuovo l’amianto è presente in maniera massiccia all’esterno della struttura. Dei 149 prelievi finora effettuati ben 35 hanno dato esito positivo e 108 negativo. Ne mancano ancora 6. Nonostante le numerose bonifiche di amianto ce n’è ancora parecchio a Palazzo Nuovo.

Gli ultimi dieci campionamenti riguardano gli spazi esterni dell’edificio: l’amianto è stato trovato nella guaina sul tetto e nel mastice di un finestrone. Nonostante le pressioni per la riapertura da parte dell’ateneo, i rappresentanti sindacali hanno fatto sapere che non torneranno al lavoro fino a quando “non sarà eliminata ogni minima traccia di asbesto”.

Dagli esiti arrivati ieri è comunque arrivata una buona notizia: l’amianto non è stato trovato nelle aule e nemmeno negli spazi frequentati da studenti, docenti, ricercatori e dipendenti. Altri rilevamenti dovranno essere compiuti per capire se vi sia amianto aerodisperso.

Intanto quaranta ex studenti di Giurisprudenza si sono rivolti all’avvocato Gino Arnone per promuovere un’azione collettiva contro l’ateneo per l’irresponsabilità con il quale ha gestito – negli ultimi sedici anni – la questione amianto.

Dopo gli accertamenti svolti recentemente dall’Asl deriva in tutti gli studenti e gli impiegati che hanno per molti anni frequentato le aule dell’ateneo torinese il ben più che fondato timore di poter contrarre il mesotelioma,

si legge nella denuncia che vede uniti alcuni noti avvocati torinesi. La richiesta è quella del risarcimento del danno da pericolo indipendentemente dallo sviluppo di una patologia. Esiste un precedente della giurisprudenza a favore della class action: dopo il disastro del Seveso e l’inquinamento chimico che nel 1976 interessò l’intero comune, venne riconosciuto un risarcimento anche nelle ipotesi in cui non fosse stato accertato il danno biologico.

Via | La Stampa

Foto | Google Earth

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