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Cronaca ambientale

Plastiche e bioplastiche, firmato l’accordo per migliorare la gestione ambientale degli imballaggi

Firmato lo storico accordo tra i consorzi Corepla, Conai, Assobioplastiche e Consorzio Italiano Compostatori (CIC)

Questa mattina presso La Residenza di Ripetta a Roma è stato sottoscritto l’Accordo di programma promosso da Corepla, Conai, Assobioplastiche e il Consorzio Italiano Compostatori (CIC) per favorire e migliorare la gestione ambientale degli imballaggi in plastica biodegradabili e compostabili.

La firma storica, in un accordo volontario tra privati portato a termine senza alcun intervento del legislatore (era presente in sala anche il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, il quale si è congratulato con i consorzi firmatari), giunge al termine di un lungo lavoro di trattativa tra i consorzi che si occupano di ritiro, riciclo, riuso e conversione energetica di materie plastiche, in particolare gli imballaggi, e le associazioni ambientaliste guidate da Legambiente, anch’essa presente alla firma.

Come ha spiegato durante la conferenza stampa il Presidente di Corepla Giorgio Quagliuolo con questo accordo “metteremo a disposizione 1,5 milioni di euro l’anno per prossimo biennio, per un totale di 3 milioni, per mettere in uso due attività principali: la comunicazione, quindi educare il consumatore a guardare le materie plastiche con altri occhi, e un sostegno al CIC (Consorzio Italiano Compostatori).”

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Sia Marco Versari, Presidente di Assobioplastiche, che Alessandro Canovai, Presidente del Consorzio Italiano Compostatori, Roberto De Santis, Presidente Conai, e Giorgio Quagliuolo, Presidente Coprepla, si sono detti entusiasti di questo traguardo storico, spiegando come questa nuova opportunità possa aprire tante occasioni per il futuro, sia in termini di impresa che in ottica di tutela e rispetto ambientale.

Una linea che sembra piacere anche al Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, che ha definito l’accordo “importante”, lodando i volumi di recupero e riciclo nel settore delle bioplastiche, “un’eccellenza tutta italiana che va meglio valorizzata”, ma dicendosi insoddisfatto delle percentuali (generiche) sui rifiuti in Italia: “Non sono soddisfatto di questa situazione: “il 40% dei rifiuti prodotti in Italia continua a finire in discarica, un dato che per questo Paese ‘civile’ è del tutto insufficiente: questo 40% deve diventare 0 in breve tempo. […] Tutte queste iniziative vanno verso questa direzione, verso quello che è obiettivo primario. […] Dobbiamo tener presente, mettere come priorità, che lo sviluppo attorno allo smaltimento dei rifiuti e dei cicli produttivi è un’occasione importante anche per l’occupazione e la crescita, e questa è un’ulteriore sfida.”

Il Ministro ha anche sottolineato le carenze della “cultura ambientale” in questo Paese, carenze che dipendono molto anche da come i media trattano la materia ambientale, spesso molto superficialmente o spostando di molto, nell’ottica di una piatta semplificazione (che diviene banalizzazione), il punto della questione.

Un investimento come quello di Corepla punta in particolare alla comunicazione, a rendere note quindi le buone pratiche che il cittadino deve attuare per la gestione delle materie plastiche (ma più in generale dei rifiuti domestici e degli RSU), viene visto quindi proprio in un sistema virtuoso di gestione dei rifiuti bioplastici nel quale l’Italia primeggia: “Dobbiamo fare di più, spiegare e insegnare ai giovani l’importanza del rispetto dell’ambiente per il futuro delle nuove generazioni. Di recente questo ha avuto uno sviluppo molto forte, al di la della cultura ambientale i problemi ambientali stanno crescendo nelle priorità della gente. […] Dobbiamo sfruttare questo momento per continuare con protocolli come quello di oggi”. ha spiegato il ministro Galletti.

Che cosa prevede l’accordo?

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Come spiegato nel corso della conferenza stampa l’obiettivo dell’accordo è la realizzazione di un sistema di gestione di tutti gli imballaggi in plastica, un sistema che sia efficiente, efficace e sostenibile.

L’Accordo sottolinea la versatilità della plastica come materiale, anche sul fine vita: un punto molto importante per i consorzi che si occupano di recuperare proprio le materie plastiche di scarto, che secondo i firmatari sottolinea anche l’impegno del comparto plastica nell’investire in qualità, giungendo in ultimo ad una riduzione sensibile dei materiali plastici inviati alla termovalorizzazione (termine caro ai consorzi), o incenerimento che dir si voglia (termine più caro a Rossella Moroni di Legambiente, anch’ella presente per dare il sostegno ambientalista all’Accordo).

I punti dell’Accordo, valido per un biennio, prevedono la messa a disposizione da parte del consorzio Corepla di una somma sino a 1 milione e 500 mila euro annui per:

– supportare i Comuni nei programmi di inclusione degli imballaggi in plastica biodegradabile e compostabile nei servizi di raccolta differenziata dei rifiuti organici;
– definire piani di comunicazione (campagne informative) per la valorizzazione ed il corretto sviluppo dei sistemi di raccolta e trattamento di questo tipo di imballaggi nella frazione organica;
– sensibilizzare i cittadini, le istituzioni e le imprese verso la miglior gestione degli imballaggi in plastica biodegradabile e compostabile nell’ottica di un consumo sostenibile delle risorse, della prevenzione della formazione di rifiuti e dell’incremento della raccolta differenziata di qualità;
– supportare l’attività di monitoraggio, ricerca e sperimentazione nella filiera del riciclo organico, anche in relazione alle diverse soluzioni impiantistiche esistenti e al maggior conferimento di imballaggi in plastica biodegradabili e compostabili;
– implementare l’attività di ricerca universitaria istituendo e finanziando specifici progetti di ricerca.

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