Ségolène Royal e la polemica Francia-Italia su Nutella

Il ministro dell’agricoltura francese dice di smettere di mangiare Nutella e la politica italiana s’indigna (e la mangia per cena)

In Francia c’è un ministro dell’ambiente che fa veramente il ministro dell’ambiente e noi di Ecoblog vi abbiamo raccontato a più riprese delle sue battaglie contro i pesticidi. Lunedì scorso, durante la trasmissione Petit Journal di Canal+ Ségolène Royal ha “sconfinato” e ha parlato della crema spalmabile più famosa del Mondo:

Bisogna ripiantare massivamente degli alberi perché c’è stata una deforestazione massiva che provoca anche un riscaldamento climatico, bisogna smettere di mangiare Nutella, per esempio, perché è fatta con olio di palma.

Il presentatore ribatte che “la Nutella è buona” e il ministro dell’ambiente insiste spiegando che l’olio di palma è una delle principali cause della deforestazione e che occorre usare altre materie prime.

Apriti cielo! In Italia la reazione della politica arriva immediata, su Twitter, con un messaggio a 140 caratteri del ministro dell’agricoltura Gian Luca Galletti: “Segolene Royal (senza accenti nell’originale, ndr) sconcertante: lasci stare i prodotti italiani. Stasera per cena… pane e #Nutella”.

E ieri, durante la visita all’Expo e a favore delle telecamere, la moglie del presidente del Consiglio, Agnese Renzi, accompagnata dalla figlia, ha ordinato una crêpe alla Nutella e chantilly. Al coro degli indignati si sono unite numerose voci, fra cui quella di Michele Anzaldi del Pd che ha parlato di “grave e brutto scivolone della Francia” su di una “eccellenza italiana” da parte di “Segolene Royal” (senza accenti nell’originale, ndr). Anzaldi prende a cuore la difesa della Nutella tanto da fornire il link alla pagina in cui Ferrero ammette di usare “olio del frutto di palma 100% certificato come sostenibile e ‘segregato’ RSPO”.

Nella narrazione dell’attuale Governo, quindi, la Nutella diventa un’eccellenza. Viene da chiedersi perché la politica non si schieri così compatta di fronte al fenomeno del cibo e del vino “taroccati”, di quell’Italian sounding che costa alle aziende italiane milioni di euro ogni anno e va a colpire vere eccellenze e non prodotti a basso costo pensati per le masse.

Da Ségolène Royal (quella con gli accenti) è arrivata ieri la replica alla polemica sulla Nutella:

Mille scuse per la polemica sulla #Nutella. D’accordo per sviluppare il progresso.

Ferrero non è voluta entrare nel merito della polemica, ma ha tenuto a ribadire i “numerosi impegni” relativi al “suo approvvigionamento di olio di palma”. L’azienda albese si rifornisce in Malesia, in Papua-Nuova Guinea e in Brasile.

Non è la prima volta che dalla Francia arriva un attacco alla Nutella: nel 2012 alcuni senatori francesi avevano tentato, in vano, di far votare una sovratassa del 300% sull’olio di palma contenuto nella crema da spalmare, argomentando sulla pericolosità di quest’olio per salute (obesità) e per l’ambiente (deforestazione).

Un modo per mettere una pietra tombale sulla polemica ci sarebbe: non usare olio di palma, come fa, per esempio, Novi con la sua crema di nocciole. Ma i costi di produzione aumenterebbero rendendo il prezzo del prodotto meno concorrenziale, un lusso che una multinazionale come Ferrero non può permettersi.

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