Toscana: un convegno per fare il punto sull'amianto in regione

Sabato 19 settembre l’auditorium fiorentino della Regione Toscana ospiterà un convegno dell'Osservatorio nazionale sull’amianto

Sabato 19 settembre 2015, a partire dalle ore 15.30, l’auditorium della Regione Toscana, in via Cavour a Firenze, ospiterà un convegno-conferenza stampa dell'Osservatorio nazionale sull’amianto (Ona) che farà il punto sulle patologie ambientali e lavorative in Toscana, fornendo dati e statistiche epidemiologici sull’amianto e sulla geotermia.

“A 23 anni dalla sua messa al bando, l'amianto causa più di 5mila morti ogni anno in Italia ed oltre 110mila nel pianeta. Enormi sono i ritardi sia nel censimento che nella mappatura e solo il 2% dei 32 milioni di tonnellate ancora presenti sul territorio sono stati bonificati, e un pauroso aumento di casi di mesotelioma e di altre patologie asbesto correlate si registra in Toscana, dove, tra l’altro, i minerali di amianto sono stati utilizzati anche nelle centrali geotermoelettriche che causano il rilascio di diversi agenti patogeni, dannosi per la salute umana e per l’ambiente, che agiscono in sinergia con l’asbesto”

afferma Ona in una nota.

Il ritardo nel censimento è una grave lacuna, specialmente considerando che in 10 regioni (Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria e Valle d'Aosta) ci sono più di 230mila strutture con amianto: gli edifici pubblici e privati contenenti amianto sarebbero più di 188.000, cui vanno aggiunti i 6.913 siti industriali e altre strutture contenenti, cui si aggiungono le 2.400 scuole con presenza di amianto in tutto il territorio nazionale. Solo la metà delle regioni italiane hanno concluso la mappatura dell'amianto (Campania, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Toscana, Umbria e Valle d'Aosta) che è in fase di ultimazione nelle province autonome di Bolzano e Trento.

L’Ona auspica che alla predilezione dell’aspetto indennitario e risarcitorio si sostituiscano le attività di mappatura e bonifica, di rinnovamento e ammodernamento delle infrastrutture e del sistema industriale, “in modo da coniugare lo sviluppo e la tutela della salute e dell’ambiente ed evitare così future esposizioni, altre malattie ed altri decessi, e quindi risparmiare vite umani, sofferenze di famiglie e di interi territori e anche spese sanitarie e previdenziali”.

Via | Ansa

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