Monfalcone, via al centro ricerca sull’amianto

An asbestos removal specialist looks for

Manca solo la firma di Monfalcone e dell’università di Trieste per rendere operativo il Centro interdipartimentale per lo studio delle malattie amianto-correlate che sarà incardinato all’interno dell’Ateneo triestino.

L’impegno assunto da comune e Ateneo, è di promuovere la ricerca scientifica sia sotto il profilo della cura di asbestosi e mesoteliomi pleurici, sia per quanto riguarda la prevenzione.

Perché Monfalcone? Perché la cittadina giuliana è stata toccata in maniera molto profonda dal problema, a causa delle centinaia di casi di malattia diffusi fra chi lavorava alla Italcantieri e fra chi è stato comunque in qualche modo esposto alle fibre lì prodotte.

Nel progetto è previsto il coinvolgimento di enti e istituzioni scientifiche italiani e internazionali: obiettivo è quello di promuovere una ricerca sull’amianto che agisca in rete sulla scorta di strategie e indirizzi internazionali, nazionali e regionali.

Si comincia (anche) con i 300mila euro che il Comune di Monfalcone ha ricevuto da Fincantieri dopo la rinuncia alla costituzione di parte civile ai processi per l’amianto (140mila euro) e delle multe per le Ztl (160mila euro).

“La cittadinanza di Monfalcone ha subito, nel corso degli anni, i drammatici effetti dell’esposizione all’amianto in diverse aziende, in particolare nei cantieri navali, ma l’amianto, che è ancora una calamità per il nostro territorio, è stato finora trattato più sul piano giudiziario e ambientale che su quello medico. Per noi, accertata la necessità di riconoscere quanto dovuto alle famiglie di chi purtroppo non c’è più, rimane l’importanza di dare una speranza a chi si ammalerà e a chi sta lottando con la malattia”,

ha spiegato il sindaco Silvia Altran a Il Piccolo. Come a Casale Monferrato, anche a Monfalcone il picco delle patologie deve ancora arrivare, ecco perché non si può più perdere tempo.

Via | Il Piccolo

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