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Alimentazione

Olio d’oliva venduto come extra-vergine, l’antitrust apre sette istruttorie

La Procura di Torino ha fatto analizzare alcune bottiglie in commercio scoprendo una frode alimentare. Ecco le sette aziende iscritte nel registro degli indagati

Venerdì 13 novembre – L’Antitrust ha avviato sette istruttorie nei confronti di alcune importanti aziende che commercializzano olio in Italia. L’iniziativa è stata avviata dopo aver condotto dei test nel laboratorio dell’Agenzia delle dogane e dei Monopoli, che ha accertato come l’olio di alcuni marchi venduti in Italia non soddisferebbe i valori minimi da meritare la qualifica di olio extra-vergine di oliva. Potrebbero dunque scattare sanzioni per le aziende che hanno ingannato i consumatori sostenendo di proporre un olio di qualità superiore a quello realmente venduto.

Le sette istruttorie riguardano le seguenti aziende: Gruppo Carapelli (Carapelli Il frantoio, Bertolli Gentile e Sasso Classico), Carrefour Classico, Cirio 100% italiano, De Cecco Classico, Prima donna Lidl, Pietro Coricelli Selezione e Santa Sabina. L’azione dell’Antitrust è parallela a quella della Procura di Torino che ha contestato il reato di frode in commercio.

mercoledì 12 novembre – Oltre al reato di frode in commercio, le sette grandi aziende che hanno venduto olio vergine di oliva anziché extra-vergine sono accusate dal pm Raffaele Guariniello e dal procuratore capo Armando Spataro di “vendita di prodotti industriali con segni mendaci atti ad indurre in inganno il compratore sulla qualità del prodotto”, un reato punibile con una reclusione fino a due anni.

Questa seconda contestazione ha tolto la competenza alla Procura di Torino nella quale era nata l’indagine: gli atti sono quindi trasferiti alle Procure di Firenze, Genova, Spoleto e Velletri che hanno competenza sulle zone nelle quali i sette marchi indagati vengono prodotti.

I sette marchi sono: Carapelli, Santa Sabina, Bertolli, Sasso, Antica Badia, Primadonna (confezionato per Lidl) e Coricelli.

martedì 10 novembre – Olio d’oliva venduto come extra-vergine, è questa la frode alimentare scoperta dal pm Raffaele Guariniello che ha iscritto nel registro degli indagati per frode in commercio i responsabili legali di sette aziende produttrici di olio: Carapelli, Bertolli, Sasso, Coricelli, Santa Sabina, Prima Donna e Antica Badia.

La Procura di Torino ha fatto analizzare al laboratorio dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli alcuni campioni di bottiglie prelevate nei supermercati dai carabinieri del Nas e ha scoperto che l’olio commercializzato come extra-vergine era, in realtà, semplice olio di oliva meno pregiato e, soprattutto, meno costoso.

L’inchiesta è scaturita dopo la segnalazione della rivista a tutela dei consumatori Il Test che nello scorso mese di giugno aveva fatto analizzare 20 bottiglie di olio extravergine fra le più diffuse nei punti vendita nazionali. Quasi la metà delle bottiglie (9 su 20) erano state bocciate dall’esame organolettico. L’instancabile pm torinese ha deciso di fare lo stesso e sette marchi ora dovranno rispondere di frode in commercio. Dell’indagine è stato informato anche il ministero delle Politiche agricole.

Via | La Stampa

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