A Pamplona il rito dei tori per San Firmino

Come ogni anno, anche nel 2016 si ripete il rito, da secoli identico a se stesso, della festa di San Fermin a Pamplona, Paesi Baschi, Spagna: i tori spinti a correre per le strade per la festa, nel delirio generale, i locali pieni di gente e i tanti turisti che con l'aiuto dell'alcool si immergono nell'atmosfera - un po' corrida un po' sagra paesana un po' Hemingway.

Quest'anno ancora non ci sono stati feriti ma, probabilmente (lo dice la statistica), è ancora presto per fare bilanci. Il primo encierro, questa mattina, è durato due minuti e 28 secondi: la prima corsa con i tori della fiesta, in programma fino al 14 luglio, ha fatto quattro feriti per cadute.

Gli animalisti sono invece sempre molto critici di fronte a questi eventi, accusando gli organizzatori e la tradizione stessa di essere un retaggio culturale anacronistico e sostanzialmente sbagliato. Le storiche e molto popolari corse con i tori di Pamplona vengono trasmesse in diretta dalla tv pubblica spagnola e attirano ogni anno migliaia di turisti nella città spagnola.

Quel che attende i tori, e che indigna gli animalisti, è la morte certa degli animali nello lo stadio della corrida, dove si conclude l'encierro. Qui lo spettacolo si fa macabro: tori imbestialiti si scagliano contro tutto ciò che li circonda, i toreri danzano evitando le corna dell’animale, e infine, quando lo spettacolo giunge al momento topico, una lancia infilza l’animale uccidendolo.

Animalisti da tutto il mondo hanno messo in atto ieri mattina un flashmob a Pamplona per protestare contro questa tradizione, dopo che l'anno scorso la città di Valencia in qualche modo è andata incontro alle proteste dei dimostranti decidendo di vietare le corna incendiate dei tori durante le corse, cosa che aumenta lo spettacolo ma anche la crudeltà.

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