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Moria api, i neonicotinoidi funzionano come contraccettivi

I pesticidi riducono la durata della vita e la quantità dello sperma dei maschi delle api

Che la moria delle api che interessa da alcuni anni l’apicoltura fosse connessa all’utilizzo dei neonicotinoidi lo si sapeva da tempo, ma quali fossero le cause che portano al declino delle api in molte zone del mondo restava da chiarire. Un gruppo di ricercatori dell’Istituto della salute delle api dell’Università di Berna, in Svizzera, ha scoperto che i neonicotinoidi agiscono come contraccettivi per i maschi delle api.

Parzialmente vietati dall’Unione Europea, i neonicotinoidi continuano a essere utilizzati su vasta scala negli Stati Uniti.

Nella fase sperimentale, i ricercatori hanno constatato come i maschi sottoposti a questo tipo di pesticidi avessero una durata di vita e una quantità di sperma ridotta del 39%.

Secondo Junko Tokumoto che ha partecipato allo studio è un dato di fatto che i pesticidi producono delle reazioni di stress ossidativo. Gli spermatozoi, vista la composizione della loro membrana cellulare, sono particolarmente sensibili a questo tipo di stress. Ma potrebbe esserci anche un effetto indiretto dei neonicotinoidi: la sostanza tossica, infatti, potrebbe pregiudicare le api-nutrici che si occupano dei giovani maschi.

La moria delle api non è imputabile soltanto ai neonicotinoidi che sono una delle principali cause di questo declino insieme ai cambiamenti climatici, alla frammentazione dell’habitat, all’assenza di risorse alimentari in alcuni periodi dell’anno e, ancora, a causa di un acaro (varroa destructor) che infesta molti alveari dell’emisfero boreale.

Via | Le Monde

Foto | Davide Mazzocco

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