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Energia: le previsioni al 2030 dell’Unione Petrolifera

Secondo l’associazione italiana dei petrolieri andremo incontro ad una forte crescita delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica. Ma i consumi non torneranno ai livelli ante-crisi.

tabella previsioni energia 2030 unione petrolifera

L’Unione Petrolifera italiana ha da poco rilasciato la sua ultima previsione sul futuro, da qui al 2030, dei consumi e della produzione di energia nel nostro paese. Il documento prende in considerazione sia la produzione e i consumi di energia elettrica, che quelli per usi termici e di autotrazione.

Non potendosi basare su una Strategia Energetica Nazionale ben definita, visto che nessun Governo italiano ne ha ancora prodotto una credibile e completa, l’Unione Petrolifera si è basata sui vincoli europei attualmente vigenti anche per l’Italia.

In particolare ha fatto riferimento agli obiettivi EUCO 27, che prevedono il completo rispetto al 2030 degli obiettivi del Pacchetto Clima-Energia: riduzione delle emissioni di CO2 del 40% rispetto al 1990, minima del 27% di energia rinnovabile sul totale della domanda di energia primaria, miglioramento dell’efficienza energetica di almeno il 27%.

Con queste premesse, partendo dagli scenari economici al momento più credibili, l’Unione Petrolifera ha ipotizzato quale sarà la ripartizione della produzione di energia al 2030 tra fonti fossili e fonti rinnovabili. Le previsioni economiche, va detto, non sono affatto rosee visto che l’UP prende in considerazione crescite del PIL di poco superiori all’1% annuo per tutto il periodo di riferimento.

Previsioni al 2030 sulla produzione di energia elettrica

Questo mancato sviluppo economico, unito all’aumento dell’efficienza energetica imposto dall’Europa, farà sì che i consumi di energia (in particolar modo energia elettrica) non torneranno mai ai livelli precedenti alla crisi economica: 322 TWh nel 2020, 329 TWh nel 2025 e 331 TWh nel 2030.

Neanche i consumi di gas naturale torneranno ai livelli pre crisi, a causa del miglioramento dell’efficienza delle centrali elettriche e dello sviluppo delle fonti rinnovabili: a fronte di un consumo pari a 83 miliardi di metri cubi di gas nel 2010, infatti, chiuderemo il 2017 con 70,8 miliardi di mc consumati per poi passare a 74 miliardi nel 2020, 73 nel 2025 e 68,2 nel 2030.

A crescere, almeno se l’Italia rispetterà gli obiettivi EUCO 27, saranno solo le energie rinnovabili.
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In particolare si nota come le biomasse passeranno dagli attuali 18 mila GWh di energia elettrica prodotti annualmente a 35 mila, l’eolico dai 16 mila ai 35 mila e il fotovoltaico da 24 mila a 45 mila GWh.

Previsioni al 2030 sul parco autovetture

Il parco auto circolante in Italia rappresenta una buona fetta dei consumi energetici del paese. L’Unione Petrolifera prevede una crescita del numero di veicoli circolanti, fino a 2018-22 (34,2 milioni di autovetture effettivamente circolanti), per poi ridimensionarsi nel corso del decennio successivo.

Lo scenario preso in considerazione, questa volta, prevede il vincolo di 95 grammi di CO2 emessi per chilometro dalle automobili.

I veicoli a gasolio cresceranno fino al 2020 fino a 15,3 milioni di unità, per poi scendere dopo il 2025 e tornare a 13 milioni nel 2030.

Crescono GPL e metano, grazie soprattutto alla direttiva 2014/94/UE del Parlamento europeo (la cosiddetta Direttiva DAFI), che imporrà lo sviluppo di stazioni di rifornimento di carburanti alternativi a benzina e gasolio.

Secondo l’Unione Petrolifera, invece, non sfonderanno le auto elettriche: dai 5 mila veicoli del 2016 a soli 300 mila nel 2030. Una goccia nel mare dei 13 milioni di veicoli effettivamente circolanti a quella data.

Meglio andranno le auto ibride, previste in crescita da 106 mila a 3 milioni e buona anche la crescita delle ibride plug in, specialmente a benzina: da duemila a 400 mila. In pratica, secondo l’UP, nel 2030 in Italia circoleranno più auto ibride plug in che auto elettriche pure.

Credit foto: Flickr

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