Inquinamento da microplastiche sulla neve e sui ghiacciai

Livelli sensibili di microplastiche sono stati rilevati sulle nevi del Polo Nord e di alcune importanti catene montuose, ponendo nuove sfide ambientali.

Il problema delle microplastiche è diventato globale e nessuno può sottrarsi al dovere di fare qualcosa per invertire il trend. Non è una questione che riguarda solo i mari, ma tocca persino i ghiacciai. Uno studio pubblicato recentemente da Science Advances racconta la preoccupante dimensione del fenomeno.

Tracce significative di microplastiche sono state rinvenute nelle nevi di importanti gruppi montuosi, anche se le percentuali di inquinamento variano in base alle aree geografiche di riferimento. Una cosa è certa: la contaminazione riguarda anche le precipitazioni nevose, a causa del trasporto dei polimeri da parte dell'aria.

Iniziative di contrasto sono auspicabili, soprattutto sul fronte dell'educazione ambientale, per la lotta alla dispersione delle microplastiche nel nostro pianeta. Bisogna stimolare la coscienza civica del grande pubblico sulle conseguenze dannose che la plastica e le microfibre producono sull'ambiente e sulla nostra salute.

La salvaguardia dei mari è oggi più sentita che mai. In assenza di una sana strategia green, nel 2050 richiamo di avere Oceani invasi da polimeri dannosi. Qualche dato aiuta a capire meglio lo scenario: ogni anno 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono in acqua. Nel solo Mediterraneo, quotidianamente, ce ne vanno 731 tonnellate, di cui 90 solo nei mari italiani. Il quadro, seppure con dimensioni meno preoccupanti, comincia a diventare grigio anche per i nostri ghiacciai. Non restare impassibili è un imperativo.

Fonte | Aosta Oggi

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