Energia eolica

Energia EolicaLa Spagna, lo scorso anno, ha aggiunto 2.065 MW di energia eolica un incremento del 33% rispetto al 2003 portando a 8.263 MW la produzione totale. La Germania è il leader con 16.000 MW insallati. Attualmente in Italia siamo solo a quota 1.400 MW

Il problema dell'installazione di impianti eolici, come qualsiasi altra installazione umana, è l'impatto ambientale. E' necessario provvedere ad un piano nazionale ed una distribuzione equa sul territorio.

A tal proposito riceviamo e pubblichiamo un appello del comitato pugliese: "Comitato Liberiamo il vento"


Preg.ma

Redazione

ECOBLOG.IT


Oggetto: un appello popolare ed un aiuto per la razionalizzazione dell’eolico a Faeto (FG) e nel Subappennino dauno. Una popolazione inerme verso questo scempio che non porta alcun beneficio.


Preg.ma Redazione,

siamo un gruppo di oltre duecento persone che da sempre apprezzano moltissimo la Vostra attività giornalistica e divulgativa e la serietà delle Vostre posizioni.

Noi siamo di Faeto, in Provincia di Foggia, un comune che è considerato, con i suoi 866 m. s.l.m., il paese più alto della Puglia.

Il nostro paese era incontaminato e paesaggisticamente incantevole sino a qualche anno fa quando l’Amministrazione locale, che si è peraltro riconfermata alle elezioni del 2005, ha deliberato, con una decisione lampo e senza coinvolgere minimamente la popolazione nonostante fosse stata prevista nel Programma amministrativo l’indizione del referendum popolare su tale tema, di costruire un parco eolico.

La gente del nostro paese ha iniziato ad assistere ad un via vai di giganteschi camion, di betoniere e di fuoristrada che impolveravano sempre di più le strade interne ed esterne e che, con la loro frenetica quanto sconosciuta attività, stavano modificando per sempre i connotati del nostro territorio.

Iniziavano a stagliarsi sui crinali dei nostri meravigliosi monti, disseminati di faggeti e querceti, di sorgenti di acque cristalline oltre che di una fauna di assoluto pregio che comprende lupi, cinghiali ed una sterminata varietà di volatili, alcuni invadenti giganti senz’anima, collocati senza alcuna logica ed armonia visiva, che spezzavano irrimediabilmente e per sempre la quiete incontaminata di quei luoghi e che creavano un impatto ambientale talmente devastante da non poter essere accettato per nessuna ragione.

I parchi eolici sono stati localizzati in luoghi che rientrano o che sono limitrofi a zone boschive di primaria importanza, a zone catalogate come SIC e PUTT, a zone che sono state incluse nell’area del Parco dei Monti Dauni Meridionali senza trascurare il fatto che il 90% del nostro territorio è sottoposto ai vincoli dell’Autorità di Bacino della Puglia e di quella del Liri – Garigliano.

L’Amministrazione locale dal 2000 sino ad oggi non ha mai indetto un’assemblea popolare, così come previsto dallo Statuto comunale ex artt. 32 e 36-37, per spiegare alla gente, siamo un paese di appena 800 abitanti, il perché di tale decisione e, soprattutto, i benefici, in primis economici e lavorativi, derivanti da essa e per decidere democraticamente con la popolazione se procedere o meno a tale scelta.

Fatto sta che attualmente ci ritroviamo ad avere sul nostro territorio ben 42 pale eoliche installate senza neanche tenere nel dovuto conto le disposizioni contenute nelle Linee Guida emanate dalla Regione Puglia nel Gennaio 2004 per ciò che concerne, ad esempio, le distanze ed il rispetto dell’avifauna e dell’ecosistema in genere.


A maggior riprova di quanto sino ad ora esposto vi è il fatto che l’Amministrazione locale, in modo recidivo, ha deciso di installare altre 35 pale eoliche in una zona altrettanto importante a livello naturalistico e paesaggistico senza comunicare nulla alla popolazione. Con una freddezza burocratica tipica degli stati totalitari essa ha commissionato un progetto, uno screening per l’assoggettabilità alla Valutazione di Impatto Ambientale ed uno studio di incidenza ambientale dopodiché ha stipulato una convenzione con la Società che si occuperà della costruzione nonché della gestione del parco eolico. Vigono il silenzio e l’insabbiamento più assoluti.

A questo ulteriore parco eolico l’Amministrazione locale vuole aggiungerne altri due i cui progetti, però, sono in fase di stesura. Essi prevedono l’installazione di altre 50 pale eoliche. Ci troveremo, quindi, in un territorio di 24, 12 kmq ad avere ben 120 pale eoliche con una densità di 0,23 pale eoliche per kmq!

Uno scempio in piena regola perpetrato senza la benché minima possibilità di partecipazione popolare, un disastro ambientale per il nostro paese che possiede una forte vocazione turistica, con centinaia di presenze nella stagione estiva ed invernale, e che potrebbe vedere irrimediabilmente compromesse le potenzialità ancora inespresse.

Il Comitato contro l’eolico selvaggio LIBERIAMO IL VENTO, che abbiamo da poco costituito e che già conta oltre cento iscritti, nasce proprio da questo moto di ribellione e ad impulso di alcuni componenti della minoranza che siede in Consiglio Comunale che sono parte imprescindibile di tale Comitato e che ci informano su tutto quello che accade e che il Sindaco ci vuole abilmente nascondere.

L’Amministrazione locale ha detto, in qualche Consiglio comunale degli anni scorsi, che la scelta dell’eolico era dettata da motivi di risanamento del bilancio comunale. Ebbene, neanche dal punto di vista economico il nostro Paese ha, sinora, tratto rilevanti vantaggi.

L’entrata che il nostro Comune ottiene attualmente per le 42 pale eoliche già installate si aggira sui 150.000 euro annuali e ciò significa che per ogni aerogeneratore noi percepiamo annualmente la sbalorditiva cifra di 3.500 euro circa! Con le altre 35 pale che hanno deciso di installare percepiremmo un canone di 270.000 euro l’anno che corrisponderebbe a 7.700 euro circa l’anno per aerogeneratore.

Una cifra che noi riteniamo assolutamente inadeguata a risollevare le sorti del tanto vituperato bilancio comunale, che viene sempre utilizzato come alibi per giustificare questo tipo di scelte, anche perché questi soldi non vengono neanche utilizzati per attività socialmente rilevanti o per ridurre la pressione fiscale.

Il Comune di Faeto, in sostanza, percepisce, da un calcolo effettuato, sulla produzione di energia elettrica ottenuta dalle pale eoliche attualmente in funzione un misero 1,1% che è una cifra vergognosa se rapportata ai milioni di euro di guadagni ottenuti dalle società dell’eolico presenti in zona.

Noi dobbiamo, dunque, sopportare un costo elevatissimo in termini ambientali ed ottenere un ricavo miserrimo in termini economici. L’Amministrazione locale ha detto, in qualche Consiglio comunale, che la scelta dell’eolico avrebbe creato posti di lavoro di cui sarebbe stata beneficiaria la manodopera locale.

Ebbene, neanche qui abbiamo conferme. Se passiamo, infatti, a considerare l’aspetto occupazionale i dati sono ancora più sconfortanti. Il settore eolico a Faeto ha prodotto un incremento occupazionale pari ad un paio di posti di lavoro a tempo indeterminato tra i giovani locali con prospettive future veramente allarmanti.

Da tutto ciò discende che il Nostro Paese sta subendo questa invasione, questo deturpamento territoriale senza trarne alcun beneficio. Noi, attualmente, il nostro contributo ai dettami previsti dal Protocollo di Kyoto, che riteniamo non sia neanche conosciuto dagli amministratori locali, ed all’incremento nell’utilizzo delle fonti di energia rinnovabili, tematica mai affrontata dai frettolosi amministratori locali, siamo certi di averlo dato. Attualmente produciamo oltre 30 MW di energia, che riteniamo essere un contributo più che sufficiente, e se dovessero essere realizzate le altre 35 pale eoliche di cui abbiamo detto sopra arriveremmo ad una produzione di oltre 100 MW che rappresenterebbe una cifra spropositata ed un prezzo troppo alto da pagare per un Comune di così piccole dimensioni.

La invitiamo a tener conto di questa situazione incresciosa e in qualche modo a risollevare le sorti di una popolazione a cui si sta imponendo l’eolico selvaggio senza possibilità alcuna di scelta. Vorremmo che Lei fosse al nostro fianco in questa battaglia. Riteniamo che sia assolutamente necessario fondere le forze attive disponibili al fine di lottare per la salvaguardia del nostro territorio. E’ quanto mai opportuno agire, non restare vittime silenziose di uno scempio inspiegabile. Non vogliamo essere vittime silenziose ma attori protagonisti di un cambiamento possibile ma soprattutto sostenibile.

Ciò che è stato fatto finora non è più sostenibile o forse non lo è mai stato. Non lasciamo che logiche economiche e for profit attecchiscano indisturbate e per questo coscientemente e onestamente diciamo “no all’eolico selvaggio, stop allo scempio del territorio”.

Il nostro movimento raccoglie gente di decine di Comuni limitrofi al nostro che rivendicano un diritto di scelta sul loro territorio.

Abbiamo organizzato un Forum il 20 Agosto scorso che ha visto una nutrita partecipazione popolare e di eminenti esponenti dell’ambientalismo nazionale e di esponenti politici.

Le chiediamo che questo problema venga finalmente affrontato anche dalla stampa nazionale con la giusta rilevanza e che ci aiuti a livello regionale a fermare questo scempio inaudito, di cui noi sappiamo qualcosa solo per merito dell’Opposizione, e noi abbiamo bisogno di un Suo aiuto in questo senso.

La salutiamo cordialmente.


Faeto lì 31-08-2005


Con profonda stima

Il Comitato contro l’eolico selvaggio

LIBERIAMO IL VENTO

Via Fontana n. 10

Faeto (FG)

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