Navi dei veleni: la relazione della Commissione parlamentare d'inchiesta

La Commissione parlamentare d'inchiesta sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti ha pubblicato ieri sera, sul sito della Camera, la relazione definitiva sulle cosiddette navi dei veleni.

Nella gazzarra di questa mattina alla Camera ed al Senato, un vero e proprio mercato delle vacche, è spuntato questo documento, decisamente interessante per due ragioni ben precise: primo, è la dimostrazione che "mandare a casa tutti" rappresenta una chiusura nettamente cieca con il recente passato, anche virtuoso come dimostra questo lavoro della Commissione, costituito anche da persone competenti in materia; secondo, è la dimostrazione che tra le vicende di Natale De Grazia, Ilaria Alpi, le navi a perdere affondate dalla 'ndrangheta nel Mediterraneo e lo Stato italiano c'è un sottile filo conduttore macchiato di sangue, rifiuti tossici e soldi.

La Commissione aveva approvato all'unanimità la relazione il 5 febbraio scorso e le prime notizie emerse erano quelle relative alla morte del capitano di corvetta Natale De Grazia, morto per un caffè avvelenato lungo la Salerno-Reggio Calabria mentre indagava sulla motonave Cunsky, spiaggiatasi ad Amantea (Cs) negli anni '90.

De Grazia, è il senso che aleggia su tutto il lavoro, era a conoscenza di segreti terribili, segreti inconfessabili: scheletri radioattivi nascosti nell'armadio dello Stato, nei suoi mari, affondate dalla 'ndrangheta come sostenuto dal pentito di mafia Francesco Fonti nei lunghi anni di audizioni, processi, sentenze, inchieste.

Gli stessi rifiuti seguiti da Ilaria Alpi e Miran Hrovatin in Somalia, da dove sono tornati solo dentro due bare di legno, senza che nessuno abbia mai chiarito, oggi, cosa sapevano, cosa è successo. La relazione della Commissione è lunga, complessa, ma contiene la verità fino ad oggi emersa (e anche un po' di quella ancora sommersa) sull'immonda vicenda brevemente chiamata "navi dei veleni".

Un lavoro in parte contenuto anche in questo dossier che ho, molto immodestamente, contribuito a scrivere. Una verità difficile da ristabilire, lo abbiamo scritto anche recentemente, ma non impossibile: difficile perchè i servizi segreti, l'omertà della mafia, la pancia del mare ed il silenzio dei morti non aiutano a sciogliere i nodi che vengono lasciati ai posteri.

Lo sostiene anche Vittorio Cogliati Dezza di Legambiente:

la magistratura non ha avuto sostegni adeguati nelle indagini sui traffici transnazionali di rifiuti tossici e radioattivi, che hanno interessato il Mar Mediterraneo tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta. Uno scandalo, quello delle navi dei veleni, in cui viene stigmatizzato dalla stessa Commissione il ruolo dei servizi segreti, inefficaci, negligenti o addirittura condizionati da ragioni inconfessabili.

Sono cose che fanno tremare i polsi, che gettano ombre su molti passaggi della storia italiana recente, ombre che si trovano ora in "piacevole" compagnia con quelle di Ustica, dell'Italicus e di Piazza Fontana: una realtà che, come sostiene anche Legambiente, non riguarda solo il passato.

E’ importante il riferimento che viene fatto dalla stessa Commissione a indagini recentissime che stanno alzando il velo sui traffici internazionali di rifiuti. Quella che emerge è l’esistenza di modalità e meccanismi illeciti che richiedono una “competenza” accumulata negli anni da trafficanti e organizzazioni criminali.

continua il Presidente Cogliati Dezza; un lavoro, quello della Commissione parlamentare, puntuale e frutto di anni di audizioni che in pochi hanno seguito ma che, alla faccia della "politica fannullona", rappresentano un punto importante nella storia delle trascorse legislature ed un punto di partenza per quelle future. E' l'opinione anche di Duccio Barillà, memoria storia dell'intera vicenda:

è il momento che tutte le verità vengano alla luce. Per questo il lavoro della Commissione dovrà segnare un punto di ripartenza dell’ impegno istituzionale e sociale in nome della chiarezza, della verità e della giustizia.

Il lavoro della Commissione potete consultarlo liberamente qui.

Via | Camera dei Deputati

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