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Asteroide contro la Terra? La Nasa: “pregate!”

Cosa si dovrebbe fare nel caso in cui un asteroide abbastanza grande da distruggere New York fosse diretto verso la Terra? La risposta, breve ed immediata, l’ha data Charles Bolden, il capo della Nasa: pregare.

In America è esplosa una vera e propria psicosi da quando si è verificata la caduta di un microscopico asteroide in Russia il quale, nonostante le dimensioni, ha causato non pochi danni; una psicosi talmente forte che alcuni membri del Congresso americano hanno formalmente chiesto alla Nasa ed alla Casa Bianca di relazionare in merito a cosa i funzionari dell’ente spaziale stiano facendo per combattere la minaccia proveniente dallo spazio.

La risposta, se possibile, è stata più comica della domanda:

La risposta che ho per voi è: se mancano meno di tre settimane, pregate!

ha dichiarato, con fare molto poco provocatorio, il capo della Nasa Bolden, rispondendo al deputato repubblicano Bill Posey, spiegando che se la scoperta di un asteroide diretto verso la terra avvenisse a meno di tre settimane dall’impatto non resterebbero grandi alternative alla tragedia.

Gli esperti dell’ente spaziale americano hanno spiegato, e confermato per l’ennesima volta qualora ce ne fosse bisogno, che i due eventi del il meteorite in Russia e dell’asteroide 2012 DA14) non sono assolutamente correlati tra loro e che la possibilità che un corpo celeste impatti con la Terra è, al momento, piuttosto remota.

Esistono circa 10.000 asteroidi che potrebbero colpire la Terra ma di questi solo il 10% possono essere considerati “city-killer”: dal diametro di almeno 50 metri, se colpissero una metropoli la raderebbero al suolo.

Già nel 2005 il Congresso aveva commissionato alla Nasa il monitoraggio ed il censimento di almeno il 90% dei corpi celesti “pericolosi” per la Terra ma, come ha spiegato Bolden, era chiaro sin da subito che per l’ente spaziale americano sarebbe stato impossibile avere già pronto un lavoro attendibile; secondo il capo della Nasa occorre tempo, almeno fino al 2030, per poter avere una stima corretta ma che comunque il legislatore ha sempre rallentato l’attività della Nasa, motivando ciò con la mancanza di fondi per la ricerca spaziale; tagli che, spiegano dagli Stati Uniti, mettono in difficoltà anche le attività militari di monitoraggio dei detriti spaziali (satelliti ed altro) che gravitano sopra le nostre teste.

Bolden ha spiegato come i tagli al bilancio abbiano impedito alla Nasa di mettere a punto un eventuale sistema di respingimento, qualunque esso sia: la soluzione della preghiera, è evidente, è in tal senso una provocazione ed un tentativo di spronare il Congresso a stanziare più fondi per le attività della Nasa. Il generale William Shelton, attuale Comandante del Comando Spaziale Us Air Force, ha dichiarato al parlamento americano che i tagli hanno messo in ginocchio le attività militari connesse all’osservazione ed allo studio dello spazio, cosa che

potrebbe avere conseguenze disastrose.

Il consigliere scientifico del presidente Barack Obama John Holdren ha spiegato che si, le conseguenze di un impatto con un oggetto spaziale di medie dimensioni sarebbero catastrofiche, ma è un’eventualità talmente rara da non dover far preoccupare nessuno.

Nemmeno gli americani.

Via | Fox News

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