Food sharing: dalla Germania la piattaforma per salvare il cibo in scadenza

Nato a febbraio il portale tedesco del food sharing ha già permesso di salvare oltre 4 tonnellate di cibo

 

Il principio è quello del car sharing  e del couchsurfing con echi evangelici (“Non dare da mangiare agli altri ciò che non mangeresti tu”), si chiama Food Sharing e in Germania si sta diffondendo viralmente attraverso una piattaforma web che permette di condividere con altri consumatori il cibo che si avvicina alla data di scadenza. Da quando il portale online è stato lanciato nello scorso dicembre, sono già stati “salvati” oltre 4100 kg di cibo, grazie alla partecipazione di quasi 17mila utenti del sito.

La prima fase del progetto ha coinvolto le città tedesche di Berlino, Colonia, Monaco di Baviera, Ludwigsburg e Chemnitz, ma ora il portale coinvolge numerose città e paesi della Germania intera, con l’ambizione di estendersi agli altri Paesi di lingua tedesca (Svizzera, Austria) e, successivamente, dell’Unione Europea.

Una volta registrati attraverso Facebook, si segnala un cibo in scadenza e si attende che qualcuno lo venga a prendere. Ovviamente è valido anche il percorso inverso  e si può andare a ritirare il cibo dai generosi “donatori”. Per creare la piattaforma sono stati raccolti 11.000 euro online e a Berlino, nel mercato di Markthalle Neun è attivo un punto di raccolta con frigo dove i cittadini possono portare le eccedenze da “salvare” dal cassonetto.

Ferma restando la regola del “non far mangiare agli altri ciò che non mangeresti tu”, ci sono alcune norme che gli aderenti a questo nuovo social network devono rispettare come quella di non distribuire alimenti come uova crude o carni macinate (specialmente dopo lo scandalo della carne equina) e assicurarsi che sia rispettata la catena del freddo.

Fra i prodotti maggiormente scambiati ci sono riso, pasta, omogeneizzati, latte, cornflakes, cioccolato, caffè, marmellate, formaggi, birra, vino, biscotti e, naturalmente, frutta e verdura. Quando l’offerente mette online la sua proposta deve indicare la città di provenienza, la tipologia, la quantità e la data di scadenza, oltre, naturalmente, alla data in cui i prodotti potranno essere ritirati.

Unico punto debole: il controllo. Chi garantisce, per esempio, che vengano rispettate le norme igieniche e i rigidi protocolli della catena del freddo? Perché condividere il cibo è un tantino più complicato di mettere un Mi Piace o retwittare.

Via | Food Sharing

Foto © Getty Images

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